PHILIPPE LANÇON, LA TRAVERSATA, edizioni E/O. Articolo di Andrea Marcolongo: Raccontatemi chi sono stato prima di sopravvivere a “Charlie Hebdo” – in La Stampa 18 gennaio 2020

Raccontatemi chi sono stato prima di sopravvivere a “Charlie Hebdo”

A cinque anni dall’attentato jihadista costato la vita a dodici persone esce il libro di Philippe Lançon, uno dei giornalisti feriti

via Raccontatemi chi sono stato prima di sopravvivere a “Charlie Hebdo” – La Stampa

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Philippe Lançon era nella redazione di Charlie Hebdo la mattina dell’attentato. La scampò, ma ebbe un quarto di faccia sfracellata dai proiettili. Scrive nel suo La traversata, pubblicato adesso da e/o: «Al posto del mento e della parte destra del labbro inferiore c’era non un buco, ma un cratere di carne distrutta e cascante che sembrava essere stata messa lì dalla mano di un pittore bambino, come colori a guazzo su una tela. Ciò che restava di gengive e dentatura era messo a nudo, e l’insieme, quell’unione di un viso per tre quarti intatto e per un quarto distrutto, faceva di me un mostro». Ricostruito con 15 operazioni e il sistema del lembo: «Si preleva un perone dal paziente e lo si trapianta su quel che resta della mandibola per compensare il deficit osseo. Vengono trapiantate anche una vena, un pezzo d’arteria e un po’ di pelle del polpaccio corrispondenti al perone prelevato, il kit completo, per vascolarizzare, ossia innaffiare come una pianta, l’osso aggiunto e permettergli di adattarsi al nuovo ambiente con una compagnia familiare» [Solinas, Giornale].

 

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