È la Giornata internazionale delle persone con disabilità, 3 DICEMBRE 2020

È la Giornata internazionale delle persone con disabilità.

Maurizio Stefanini su Il Foglio:

«Dopo la Cina e l’India, la terza nazione della Terra è costituita da una eterogenea categoria di persone che vivono in tutti i Paesi e che hanno problemi tra di loro diversissimi, ma la cui specificità è ben individuata, anche se spesso si fa fatica a trovare una parola esatta per definirla. Stimati tra i 650 milioni e il miliardo, a volte la lingua italiana li etichetta come handicappati, che però suona insultante. A volte come diversamente abili, termine che però, come gran parte del politically correct, piuttosto che rispetto evoca spesso battute sarcastiche: Biancaneve e i sette diversamente alti, Alì Babà e i quaranta diversamente onesti. Disabili è una via di mezzo, che però dà una idea di “non capacità” assolutamente fuorviante. Da un cieco, tanto per dirne una, inizia infatti la storia della letteratura universale: Omero. Altri ciechi hanno raggiunto le vette della letteratura di lingua inglese e spagnola: John Milton, Jorge Luis Borges. Due epilettici furono i più grandi condottieri del mondo antico: Alessandro Magno e Giulio Cesare. E un sordo inventò la musica romantica: Ludwig van Beethoven. […] Giulio Meotti fece nel 2008 […] un’intervista […] a Peter Singer, filosofo australiano d’origine ebraica-viennese, vegetariano, animalista, “totalmente illuminista”, filantropo e teorico della filantropia, docente di Bioetica a Princeton, e fautore di una linea di eliminazione fisica dei disabili che dimostra come l’idea di risolvere il “problema” nel modo più brutale non sia un’esclusiva di società primitive o dei nazisti. Le socialdemocrazie furono anzi in prima linea nell’idea di sterilizzare gli elementi “inutili” o “tarati”; iniziarono prima di Hitler, e andarono avanti per parecchi anni dopo la sua sconfitta. Ed è poi vero che le società “primitive” i disabili li sopprimono? […] Romito 8, nome che gli archeologi hanno dato allo scheletro di un calabrese vissuto 12.500 anni fa e la cui tomba è stata ritrovata in una grotta, era caduto, probabilmente mentre cacciava. E ne aveva ricavato una grave paralisi: sicuramente al braccio sinistro; probabilmente anche alla gamba sinistra. Ma quei “primitivi” di 13 millenni fa non lo avevano abbandonato. Sopravvisse invece a lungo».

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