Mi hanno richiesto di descrivere un dipinto famoso a una persona non vedente.
Beh, sai, non so come appare il mondo quando gli occhi non vedono.
Ho provato a tenere chiusi i miei, ma non ho saputo riconoscere il colore, so solo che c’era il nulla.
Probabilmente ho peccato di immaginazione nel supporre che quel nulla fosse assimilabile al buio, allo scuro, al nero.
Ciò che è oscuro, tenebroso, alimenta la paura perché ti impedisce di distinguere lo sfondo dal primo piano, costringendoti ad avanzare a tentoni per raccogliere indizi su ciò che ti circonda.
La notte, per antonomasia, rappresenta il momento più vicino a quello stato di cecità.
Per questo ho scelto la Notte stellata di Vincent Van Gogh.
Ho sempre trovato questo dipinto molto suggestivo e coinvolgente: quella tela è stata realizzata durante la degenza di Vincent in manicomio.
Perchè parlarti proprio di questa opera? Forse perché la…
View original post 395 altre parole
Scopri di più da MAPPE nel sistema dei SERVIZI alla persona e alla comunità, a cura di Paolo Ferrario
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

