IL MULINO, newletter 28 feb 22

nuova newsletter che raccoglie gli interventi pubblicati da venerdì sul conflitto in Ucraina. Rimandando ai prossimi giorni i contributi su altre questioni, che nel frattempo continuano a uscire sulle pagine del sito della rivista.

Sabato abbiamo pubblicato l’analisi di Martina Napolitano sulla condizione della popolazione ucraina, che condivide queste ore drammatiche con bielorussi e persino russi che da anni ormai hanno deciso di vivere in Ucraina per scappare a persecuzioni e restrizioni dei rispettivi regimi.

«SOPRA LE NOSTRE TESTE»

Alla fine l’invasione c’è stata, eccome. E all’improvviso tutto ciò che dai nostri divani ci siamo augurati non potesse accadere mai è avvenuto. Ma è un «tutto» che riguarda in primo luogo il popolo ucraino e la sua esistenza

di Martina Napolitano

L’analisi di Alfio Mastropaolo di ieri mattina prende le mosse dalla definizione data da Charles Tilly dello Stato («Se il racket costituisce la forma più raffinata di crimine organizzato, allora la minaccia della guerra e la costruzione degli Stati costituiscono il più grande esempio immaginabile di crimine organizzato») per riannodare alcuni passaggi storici, inclusi quelli assai sottovalutati dall’Occidente che, dopo il 1991, fiero di aver sconfitto il comunismo, si è convinto che nessun ostacolo più si opponesse alla democrazia.

UCRAINA

SULLA PELLE DEGLI UCRAINI

Dopo essersi illusi che la democrazia avrebbe riallineato anche l’ex Unione Sovietica, la si è abbandonata alla sua sorte, lucrando sulle sue debolezze. Difficile stupirsi ora di uno Stato-racket indifferente alla sofferenza dei popoli

di Alfio Mastropaolo

Questa mattina l’analisi di Giuseppe Spatafora ci aiuta a comprendere il casus belli scaturito nel fronte che fino a quel momento era stato il più tranquillo, quello del Donbass, tra i separatisti russofili e le forze di Kiev. È stata l’escalation in questa guerra per procura che ha permesso a Putin di trovare un escamotage per l’uso della forza contro Kiev, e mostrare la credibilità delle sue minacce all’Occidente.

UCRAINA

IL RUOLO DEL DONBASS NELL’ESCALATION IN UCRAINA

L’invasione è legata a doppio filo alla guerra che si è protratta negli ultimi anni: senza l’escalation nella frontiera del Donbass, Putin avrebbe avuto molte più difficoltà a giustificare un’azione militare. Ma ora la posta in palio è decisamente più alta

di Giuseppe Spatafora

Paola Mariani, sempre questa mattina, ci porta invece su un punto fondamentale, su cui torneremo: quello della sanzioni nei confronti della Russia di Putin, che al momento sembrano essere il primo e unico strumento concreto possibile per danneggiare chi ha provocato in maniera unilaterale questo conflitto armato. Tenendo bene a mente che le sanzioni, alla fine, ricadono sempre anche sulla popolazione.

UCRAINA

LE SANZIONI COME PRIMA RISPOSTA ALL’INVASIONE RUSSA

Le sanzioni economiche sembrano essere per ora l’unica risposta possibile: ma bisogna sperare che risultino davvero efficaci allo scopo, perché alla fine anche i costi delle guerre commerciali li pagano i cittadini

di Paola Mariani

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