Senza una legge la questione della “gestazione per altri” rimane in mano ai giudici, di Giulia Merlo, in Domani 21 marzo 2023

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  • Per l’ordinamento italiano la gestazione per altri è un  reato. Ma in molti stati esteri è legale e, senza una legge sulla trascrizione dei certificati, i bimbi nati così hanno meno tutele.

  • In alcuni paesi, come la Russia e l’Ucraina e alcuni stati degli Stati Uniti, è legalizzata sia in forma altruistica che retribuita. In altri, invece, è possibile solo in forma altruistica.

  • Una coppia italiana può decidere di portare avanti la gpa all’estero e fa registrare nel paese dove è consentito l’atto di nascita del bambino con i nomi dei genitori “legali”. Ma, rientrando in Italia, deve ottenere la trascrizione all’anagrafe italiana.

Il caso della maternità surrogata: spiegato

La questione della maternità surrogata è tornata al centro del dibattito pubblico dopo una circolare del Viminale, nella quale si ribadiva quanto già sancito da una sentenza del 2019 della corte di Cassazione: non è possibile la registrazione completa dei certificati di nascita, sia col nome del genitore biologico che di quello “intenzionale”, nel caso in cui il bimbo sia nato con la tecnica della gestazione per altri. Essendo la gpa un reato in Italia, tale trascrizione è contraria all’ordine pubblico.

Il prefetto di Milano, poi, ha emanato una sua circolare in cui ha messo in discussione tutte le trascrizioni di coppie omogenitoriali. 

Sul tema c’è grande confusione che vale la pena di chiarire. 

– la maternità surrogata prevede che una donna porti avanti una gravidanza per un’altra coppia: può mettere a disposizione un suo ovulo, come accade nel caso di coppie omogenitoriali maschili, oppure può portare avanti la gravidanza con un ovulo fecondato della donna e dell’uomo di una coppia eterosessuale. Si tratta di una pratica a cui ricorrono principalmente coppie eterosessuali con problemi di sterilità.

– In alcuni paesi europei come Olanda e Danimarca, in Usa e Canada, in Russia e Ucraina, è legale farla. In altri, come l’Italia, è un reato punito dai 3 mesi ai 2 anni di carcere e con una pena pecuniaria dai 600 mila al milione di euro.

– Dopo la nascita del bambino, lo stato in cui la gpa è legale emette un certificato di nascita con il nome di entrambi i genitori “intenzionali” e dove non compare quello della donna gestante. Questo certificato, però, non è riconosciuto in Italia perchè la pratica è considerata contraria all’ordine pubblico.

– Nelle coppie etero, soprattutto se il parto avviene in paesi occidentali, però, è impossibile scoprire se è avvenuto con gpa. È invece sempre il caso di coppia omogenitoriale maschile. Qui ho raccontato alcuni casi.

– In mancanza di una legge che regoli la trascrizione, perchè il bambino possa godere della tutela di entrambi i genitori, si deve seguire la strada della adozione in casi particolari, fissata dalla legge del 1983.

– Si tratta di una strada giurisprudenziale consolidata, che però ha tempi diversi a seconda delle coppie e non garantisce totalmente il bambino: non forma legami giuridici (successori per esempio) con la famiglia dell’adottante; è un rapporto univoco genitore-figlio (quindi non fa sorgere diritti alimentari per esempio in caso di genitore anziano).

– In questo contesto, Fratelli d’Italia ha depositato una proposta di legge alla Camera per rendere la gestazione per altri “reato universale”. Un concetto giuridicamente poco solido, che dovrebbe prevedere che in Italia il reato sia perseguibile anche quando il fatto è commesso all’estero e da cittadini stranieri.


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