In Italia, il femminicidio è stato introdotto come reato autonomo nel codice penale con la legge n. 1433/2025, approvata dal Parlamento nel luglio 2025, rappresentando una svolta storica nella lotta alla violenza di genere.
Definizione e pena
Il reato, disciplinato dall’articolo 577-bis c.p., punisce con l’ergastolo chiunque cagioni la morte di una donna per motivi di odio, discriminazione o dominio legato al genere, distinguendosi dall’omicidio generico o aggravato.
Fuori da questi casi specifici, si applica l’articolo 575 c.p. con pene non inferiori a 21 anni.
Iter legislativo
Il disegno di legge è stato varato dal Consiglio dei Ministri il 7 marzo 2025, approvato all’unanimità dal Senato il 23 luglio 2025 e poi definitivamente dalla Camera, con il sostegno trasversale di tutte le forze politiche.
Novità e impatti
La norma estende tutele anche a chi si percepisce donna, introduce aggravanti per maltrattamenti, stalking e violenza sessuale, e prevede obblighi di comunicazione alle vittime per benefici penitenziari.
Riflette l’impegno verso la Convenzione di Istanbul, colmando un vuoto normativo precedente dove il femminicidio era solo un’aggravante.
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