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“L’antidoto” di Claudio Cerasa si inserisce in un filone di pensiero che punta a scardinare quella che l’autore definisce la “dittatura del catastrofismo”, un tema molto caro al direttore del Foglio.
Ecco una sintesi dei punti chiave del saggio e del contesto in cui si muove:
I Pilastri del “Manifesto Ottimista”
Cerasa propone una visione del futuro basata su tre motori fondamentali:
- Libertà: Intesa come difesa delle democrazie liberali contro i populismi e i modelli autoritari, rivendicando il primato dell’individuo.
- Ambiente: L’autore contesta l’ecologismo “punitivo” o decrescista, sostenendo che la transizione ecologica debba essere guidata dalla crescita economica e non dalla privazione.
- Tecnologia: Vista non come una minaccia (si pensi ai timori legati all’AI o all’automazione), ma come lo strumento principale per risolvere le grandi crisi della modernità.
Temi Principali
- Contro il “Si stava meglio prima”: Un attacco frontale alla nostalgia, dimostrando con dati alla mano come il progresso abbia migliorato le condizioni di vita globali.
- La critica al catastrofismo: Cerasa sostiene che il racconto costante della fine del mondo (climatica, sociale o bellica) paralizzi l’iniziativa umana anziché stimolarla.
Nota di contesto: Il libro riflette la linea editoriale che Cerasa ha impresso a Il Foglio, combattendo quella che lui chiama “l’egemonia del pessimismo” che spesso domina il dibattito pubblico italiano ed europeo.
È un testo che sfida apertamente molte narrazioni mainstream.
“L’antidoto. Libertà, ambiente, tecnologia. Manifesto ottimista contro la dittatura del catastrofismo” è un saggio di Claudio Cerasa pubblicato nel gennaio 2026 da Silvio Berlusconi Editore.[silvioberlusconieditore]
Contenuti principali
Cerasa critica il pessimismo dominante nel dibattito pubblico, smontando dogmi catastrofisti su crisi globali, ambiente e tecnologia. Propone un ottimismo ragionato basato su dati reali, contrapposto a narrazioni di declino alimentate da rancore mediatico e allarmismo.ibs+1
Dettagli editoriali
Il libro ha 224 pagine, costa 19 euro in edizione cartacea (ISBN 9791256680221) ed è uscito il 7 gennaio 2026 nella collana “Biblioteca”. Cerasa, direttore de Il Foglio, ha già scritto opere come “Le catene della destra” (2022).libreriailpapiro+1
Presentazioni recenti
Il volume è stato presentato a Milano il 21 gennaio 2026 e Cerasa ne ha parlato in radio il 27 gennaio, in uscita nelle librerie proprio quel giorno.play.rtl+1
È ora di ribellarsi, no? Nel dibattito pubblico degli ultimi anni è emersa una narrazione perversa che tende a interpretare il presente e il futuro attraverso una lente rigidamente catastrofista. Crisi mondiali, tensioni geopolitiche, apocalissi ambientali e un crescente senso di disillusione occidentale vengono spesso presentati come segnali di un declino inarrestabile, riducendo la complessità del reale a un racconto unico e privo di alternative, fon- dato più sulle percezioni che sui fatti.
In questo libro, Claudio Cerasa smonta i dogmi del pessimismo contemporaneo e analizza i meccanismi che lo alimentano: dall’uso del rancore nel dibattito pubblico alla gogna mediatica, dalle letture distorte della globalizzazione ai sospetti preventivi sull’intelligenza artificiale. E mostra come la frattura ideologica decisiva oggi non sia più fra le tradizionali forze politiche, ma fra chi riconosce nel progresso un motore di libertà e sviluppo – e riesce ancora a ricordarsi del bicchiere mezzo pieno – e chi invece il progresso lo combatte in nome di una presunta purezza morale, alimentando l’industria dell’allarmismo universale.
Ormai il quadro è evidente: non si può par- lare bene dell’Occidente, della tecnologia o del futuro senza rischiare di essere considerati eretici insensibili ai mali della modernità. Ma accettare che una società si fondi sul pessimismo significa creare un terreno fertile per chi, in politica e non solo, vive di risentimento, gioca con le paure e strumentalizza l’agenda del catastrofismo, scommettendo sul mondo percepito e rifiutandosi di fare i conti con una verità difficile da negare: la forza del bicchiere mezzo pieno.
L’antidoto è un appello all’ottimismo ragionato: l’unica difesa credibile per le democrazie occidentali e l’unico metodo capace di di- stinguere tra la realtà dei dati e le distorsioni prodotte dall’amplificazione virale.

