scheda dell’editore: https://www.donzelli.it/libro/9788855228107
Bernardi, che insegna Storia contemporanea alla Sapienza e ha una solida esperienza in storia dell’agricoltura e dei movimenti rurali, propone una chiave di lettura molto originale e finora poco esplorata sulla strage del 12 dicembre 1969.
I punti chiave del libro:
- Perché la Banca dell’Agricoltura? L’autore parte da una domanda semplice ma cruciale: perché colpire proprio quell’istituto? Mentre molte ricostruzioni si concentrano sul contesto politico urbano e sulla “strategia della tensione” generale, Bernardi scava nel valore simbolico e pratico della banca per il mondo rurale.
- La “gamba rurale” della strategia della tensione: La tesi centrale è che l’attentato servisse come messaggio intimidatorio verso la Coldiretti e il mondo contadino. L’obiettivo era bloccare le spinte riformiste e l’apertura verso il centro-sinistra, spingendo la Democrazia Cristiana a ripiegare su posizioni più conservatrici e di destra.
- Connessione con il Veneto: Bernardi analizza il legame tra gli esecutori neofascisti (provenienti dal Veneto) e il profondo radicamento della DC e della Coldiretti in quel territorio, suggerendo che la bomba fosse un “cortocircuito” volto a condizionare proprio quell’elettorato.
- Finanza e Speculazione: Il libro intreccia i fatti di Piazza Fontana con le manovre finanziarie dell’epoca, citando figure come Michele Sindona e la lotta per il controllo della Banca Nazionale dell’Agricoltura, inserendo la strage in un contesto di fuga di capitali e grandi manovre economiche internazionali.
Scheda Tecnica
- Autore: Emanuele Bernardi
- Editore: Donzelli (2025)
- Collana: Saggine
- Pagine: 192 circa
- Prezzo: € 18,00
È un saggio consigliato a chi vuole andare oltre la cronaca giudiziaria e capire come la crisi del mondo rurale italiano e la finanza globale si siano intrecciate in uno dei momenti più bui della Repubblica.

