Mary L. Trump, “Mio zio donald, l’uomo più pericoloso del mondo”, articolo di Anna Lombardi in il Venerdì di Repubbica 13 febbraio 2026, pagg. 16-23

da: https://www.repubblica.it/venerdi/2026/02/12/news/donald_america_mary_trump-425154400/

L’articolo di Anna Lombardi pubblicato su il Venerdì di Repubblica del 13 febbraio 2026 (pagine 16-23) presenta un’intervista o un’analisi approfondita del libro di Mary L. Trump, nipote e commentatrice politica statunitense, intitolato Mio zio Donald, l’uomo più pericoloso del mondo.

Si tratta della traduzione italiana (Utet editore) del volume originario Too Much and Never Enough: How My Family Created the World’s Most Dangerous Man (2020), aggiornato o riproposto in occasione del secondo mandato presidenziale di Donald Trump.

Contenuti principali

Mary L. Trump descrive lo zio come un narcisista sociopatico, formatosi in un ambiente familiare tossico dominato dal nonno Fred Trump, un patriarca spietato che instillò divisioni e ostilità. Accusa la famiglia di aver contribuito alla morte del padre Fred Trump Jr., ridicolizzato e abbandonato, spingendo Donald a ereditare un ruolo di “successore prediletto” privo di empatia. Lombardi evidenzia come Mary, nel contesto del 2026, ribadisca il pericolo globale di Trump, “ragazzino viziato” reso “corrotto e crudele” dall’educazione ricevuta, collegandolo a recenti apparizioni televisive come quella da Bruno Vespa su Rai1.ilgiornale+3

Contesto editoriale

L’articolo riprende estratti del libro, focalizzandosi su temi come l’immaturità emotiva di Trump (paragonata a un bambino di tre anni) e il suo disprezzo per empatia e responsabilità, temi già centrali nell’edizione originale bloccata legalmente dalla famiglia Trump. Nel 2026, con Trump rieletto, l’intervista sottolinea l’attualità delle critiche, prevedendo rischi per democrazia e società.

Mary L. Trump, nel suo libro Too Much and Never Enough (tradotto in italiano come Mio zio Donald, l’uomo più pericoloso del mondo), rivolge accuse gravi contro il nonno Fred Trump, patriarca della famiglia e impresario immobiliare.

Ritratto psicologico

Lo descrive come un sociopatico privo di empatia, ossessionato solo dal denaro e dal successo, incurante dei bisogni emotivi dei figli. Per lui, l’amore era irrilevante: pretendeva obbedienza assoluta da Donald e dal fratello Fred Jr., spingendoli in una competizione feroce che distrusse i legami familiari.virgilio+1

Influenza familiare

Fred Sr. creò un ambiente tossico, ignorando l’educazione dei più piccoli come Donald e manipolando i rapporti per perpetuare il controllo patrimoniale. Mary lo accusa di aver formato Donald come bullo crudele, viziato e assetato di approvazione paterna, contribuendo al suo narcisismo patologico. Nel contesto dell’articolo di Anna Lombardi su il Venerdì di Repubblica (13 febbraio 2026), queste critiche emergono come base per il “pericolo mondiale” attribuito a Donald.liminarivista+1


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