L’articolo di Federico Rampini, pubblicato sul Corriere della Sera il 1 marzo 2026, delinea un’analisi profonda e amara della parabola della Repubblica Islamica, descrivendo un sistema che, a quasi cinquant’anni dalla sua nascita, sembra aver “divorato i propri figli”.
Ecco i punti salienti dell’analisi proposta da Rampini:
La Genesi e le Illusioni (1976-1979)
Rampini ripercorre gli anni immediatamente precedenti alla Rivoluzione, quando l’Iran dello Scià era una potenza in ascesa ma minata da disuguaglianze e repressione. La promessa del 1979 non era solo religiosa, ma di riscatto sociale e indipendenza. Tuttavia, quella spinta ideale si è presto trasformata in un regime teocratico rigido.
La Militarizzazione del Potere
L’articolo sottolinea come la guerra contro l’Iraq negli anni ’80 abbia cambiato il DNA del regime:
- L’ascesa dei Pasdaran: I Guardiani della Rivoluzione sono passati da corpo paramilitare a vera e propria oligarchia economica, controllando oggi settori chiave dell’industria e delle infrastrutture.
- Economia di guerra: La gestione delle risorse è stata piegata alle esigenze militari e al programma nucleare, isolando il Paese dal resto del mondo.
Il Declino e la Crisi del 2026
Secondo Rampini, il 2026 segna il punto di non ritorno per il regime, stretto tra:
- Pressione esterna: Gli attacchi subiti e le sanzioni hanno esasperato la tenuta del sistema.
- Fallimento economico: Un’inflazione fuori controllo e una corruzione endemica hanno tradito le promesse originali di giustizia sociale.
- Frattura generazionale: La distanza tra la leadership gerontocratica e una popolazione giovane, istruita ma senza prospettive, è diventata incolmabile.
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