Yascha Mounk, politologo: “donald non conosce tabù, scatema guerre solo per il suo ego”, articolo di Anna Lombardi, in la Repubbica 1 marzo 2026, pag. 17

L’articolo di Anna Lombardi su Repubblica, pubblicato il 1° marzo 2026, riporta una lucida e preoccupata analisi del politologo Yascha Mounk riguardo al ritorno (o alla persistenza) di Donald Trump sulla scena politica mondiale.

Mounk, noto per i suoi studi sulla crisi della democrazia liberale, delinea un ritratto del leader basato non tanto su una strategia geopolitica classica, quanto su una psicologia del potere senza freni.

I punti chiave dell’analisi di Mounk

Secondo l’intervista, l’approccio di Trump si distingue per tre elementi critici:

  • L’assenza di tabù: Trump avrebbe infranto le norme non scritte della diplomazia e del decoro istituzionale, rendendo l’imprevedibilità la sua unica costante.
  • Il primato dell’ego: Le decisioni, comprese quelle che potrebbero portare a conflitti o “guerre”, non nascerebbero da interessi nazionali strutturati, ma dal bisogno di affermazione personale e dalla gestione della propria immagine pubblica.
  • Il rischio di instabilità: Mounk avverte che un leader che non riconosce limiti (tabù) è intrinsecamente pericoloso per l’ordine internazionale, poiché le alleanze storiche diventano moneta di scambio per successi mediatici immediati.

Il contesto del 2026

Mounk si inserisce in un dibattito molto acceso in questo inizio di 2026, dove la polarizzazione politica non accenna a diminuire. La sua tesi è che la democrazia non sia minacciata solo da ideologie opposte, ma dal narcisismo politico elevato a sistema di governo.

“Trump non segue una dottrina, segue il suo istinto di sopravvivenza e di grandezza, il che lo rende il giocatore più pericoloso sul tavolo mondiale.”



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