I cinque assiomi della comunicazione, Paul Watzlawick, Janet Helmick Beavin, Don D. Jackson, Gregory Bateson

I cinque assiomi della comunicazione sono i pilastri della pragmatica della comunicazione umana, formulati nel 1967 dai ricercatori della Scuola di Palo Alto (Paul Watzlawick, Janet Helmick Beavin e Don D. Jackson) nel celebre saggio Pragmatica della comunicazione umana. Sebbene spesso associati a Gregory Bateson, egli fu il mentore del gruppo e l’ispiratore teorico di questi concetti attraverso i suoi studi sul doppio legame e sulla cibernetica. [1, 2, 3, 4, 5]

Ecco la descrizione analitica dei cinque assiomi:

1. L’impossibilità di non comunicare [2]

Non esiste un “non-comportamento”. Poiché ogni comportamento in una situazione di interazione ha valore di messaggio, è impossibile non comunicare. Anche il silenzio, il ritiro o l’indifferenza trasmettono un messaggio (ad esempio, la volontà di non interagire) e influenzano gli altri, i quali a loro volta non possono non rispondere a tale comunicazione. [6, 7, 8, 9, 10]

2. Livello di contenuto e livello di relazione (Metacomunicazione)

Ogni comunicazione presenta due livelli:

  • Contenuto (notizia): i dati schietti e le informazioni trasmesse.
  • Relazione (comando): il modo in cui il messaggio deve essere assunto, definendo la relazione tra i comunicanti.
    Il livello di relazione classifica quello di contenuto ed è quindi una metacomunicazione (comunicazione sulla comunicazione). [11, 12, 13]

3. La punteggiatura della sequenza di eventi

La natura di una relazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze di comunicazione tra i comunicanti. In uno scambio, ogni partecipante interpreta il flusso di interazioni in modo che il proprio comportamento sia visto come una risposta al comportamento dell’altro (stimolo-risposta). Disaccordi sulla “punteggiatura” (chi ha iniziato cosa) sono alla base di molti conflitti relazionali. [2, 6, 7, 14, 15]

4. Comunicazione numerica (digitale) e analogica

Gli esseri umani comunicano sia con il modulo numerico che con quello analogico: [16, 17, 18]

  • Modulo Numerico (Digitale): riguarda l’uso delle parole e dei segni arbitrari. È logico, preciso e ha una sintassi complessa, ideale per trasmettere contenuti.
  • Modulo Analogico: comprende la comunicazione non verbale (gesti, espressioni facciali, tono della voce). È più immediato e adatto a definire la natura della relazione. [2, 11, 19, 20, 21]

5. Interazione simmetrica e complementare

Tutti gli scambi comunicativi sono fondati sull’uguaglianza o sulla differenza:

  • Simmetrica: i partner tendono a rispecchiare il comportamento dell’altro, basandosi sull’uguaglianza (es. due amici, colleghi di pari grado).
  • Complementare: il comportamento di uno completa quello dell’altro. Si basa sulla differenza di posizione, dove uno occupa una posizione “superiore” (one-up) e l’altro “inferiore” (one-down), come nel rapporto medico-paziente o genitore-figlio. [2, 11, 22, 23, 24]

Alcune fonti informative:

[1] https://ossessionicontaminazioni.com

[2] https://www.youtube.com

[3] https://it.wikipedia.org

[4] https://psicologa-chieri.it

[5] https://www.igeacps.it

[6] https://moodle2.units.it

[7] https://www.accademia09.it

[8] https://www.istitutopsicoterapie.com

[9] https://nadiacalderaro.com

[10] https://www.nuovarassegnastudipsichiatrici.it

[11] https://www.youtube.com

[12] https://www.samuelecorona.com

[13] https://www.managersrl.com

[14] https://nadiacalderaro.com

[15] https://www.uspsiena.it

[16] https://www.uspsiena.it

[17] https://www.psicolab.net

[18] https://moodle2.units.it

[19] https://docs.univr.it

[20] https://www.studocu.com

[21] https://www.funzioniobiettivo.it

[22] https://www.performat.it

[23] https://www.poliziapenitenziaria.it

[24] https://www.managersrl.com


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