Tre miliardi e mezzo ”sottratti” alla Fondazione San Raffaele-Monte Tabor, gravata da un miliardo e mezzo di passivo e ammessa da poco al concordato preventivo, per poi finire su conti esteri o prendere altre vie, non solo tramite bonifici ma anche, questo il sospetto, in contanti.
Denaro che sarebbe uscito dalle casse del gruppo ospedaliero grazie a un giro di contratti strapagati e consegnato, si ipotizza anche in buste, dall’ex vicepresidente Mario Cal, morto suicida lo scorso luglio, a Piero Daccò, il consulente in rapporti d’affari con l’ente, che è stato fermato il 16 novembre a Milano.
E’ questa la ricostruzione dei pm milanesi Luigi Orsi, Laura Pedio e Gaetano Ruta, titolari dell’inchiesta per bancarotta aggravata, che ha portato la Guardia di Finanza ad effettuare una raffica di perquisizioni: tra queste anche lo studio e la ”cascina” dove vive Don Luigi Verzé, il fondatore del San Raffaele, anche lui indagato, l’ufficio e l’abitazione della sua segretaria particolare e due yacht riconducibili al mediatore d’affari vicino al governatore lombardoRoberto Formigoni.
Droga, pubblicato il censimento delle strutture socio-riabilitative per il recupero dei tossicodipendenti
Lo studio, a cura della Scuola superiore dell’amministrazione dell’interno, fotografa la situazione in Italia al 31 marzo 2010
Una fotografia sulla consistenza delle strutture private operanti in Italia nel campo del recupero dei tossicodipendenti è disponibile grazie ad uno studio curato periodicamente dalla Scuola superiore dell’amministrazione dell’interno.
Le informazioni sulle strutture sono disaggregate a livello regionale e provinciale e suddivise in base alla tipologia (residenziale, semi-residenziale e ambulatoriale) e riporta la sede legale e sociale, con l’indirizzo, i recapiti telefonici e di fax delle singole strutture, nonché l’eventuale iscrizione all’albo, le convenzioni, la ricettività ed il numero di utenti in carico, alla data del 31 marzo dell’anno di riferimento.
LE COMUNITÀ TERAPEUTICHE
La nascita e la diffusione delle comunità terapeutiche è stata una delle risposte che la società ha fornito rispetto alla diffusione del fenomeno della tossicodipendenza in Italia. I modelli terapeutici proposti e le metodologie su cui si basa l’offerta terapeutica delle comunità costituiscono una risposta efficace ed articolata al problema droga.
La diversità di soluzioni proposte dagli operatori delle comunità deriva anche dai contesti socio-culturali delle diverse tipologie di utenti ed ogni strategia operativa presuppone una filosofia sull’origine della tossicodipendenza e un conseguente approccio terapeutico.
Alcune comunità ancora oggi interpretano il fenomeno come originato dal disagio psicologico vissuto nelle prime fasi di vita e nell’adolescenza degli individui, per altre la tossicodipendenza sarebbe originata dall’insoddisfazione o dall’inadeguatezza di personalità particolarmente fragili alla realtà sociale; alcune comunità si pongono come famiglie sostitutive che aiutano gli individui a diventare autonomi e ad assumersi delle responsabilità nei confronti della propria esistenza, altre invece si pongono come realtà micro sociali alternative.
Le strutture socio-riabilitative a volte utilizzano come metodologia di cura la condivisione di un modello di vita e puntano sulla costruzione di personalità libere dalla droga che siano in grado, una volta terminato il percorso terapeutico, di trasferire anche all’esterno gli ideali acquisiti ed interiorizzati. Di queste, una parte danno un grande rilievo all’attività lavorativa, con l’obiettivo di far crescere i tossicodipendenti, bloccati dalla droga in uno stadio adolescenziale, attraverso l’acquisizione di competenze ed assunzione di responsabilità personali da utilizzare una volta terminato il percorso terapeutico.
Altre ancora, con l’ausilio della psicoanalisi e delle tecniche di psicoterapia individuale e di gruppo, puntano sulla presa di coscienza, da parte delle persone in trattamento, dei conflitti profondi che hanno determinato i loro comportamenti devianti: l’obiettivo di quest’ultimo approccio è di far acquisire agli individui la capacità di riconoscere e gestire le proprie tensioni inconsce. In alcune comunità tali approcci differenti possono coesistere.
Varato l’Accordo di integrazione per lo straniero che richiede il permesso di soggiorno
Sedici i crediti assegnati agli immigrati dallo sportello unico presso le prefetture, per la conoscenza della lingua italiana parlata e per il livello sufficiente di conoscenza della cultura civica e della vita civile in Italia
Pubblicato nella Gazzetta ufficiale il decreto del Presidente della Repubblica 14 settembre 2011, n. 179, che disciplina l’accordo di integrazione tra lo straniero e lo Stato.
Il regolamento fissa i criteri e le modalità per la sottoscrizione da parte dello straniero dell’accordo di integrazione, previsto dal Testo unico sull’immigrazione, ed i casi straordinari di giustificata esenzione dalla sottoscrizione; disciplina poi i contenuti, l’articolazione per crediti e i casi di sospensione dell’accordo, le modalità e gli esiti delle verifiche ai quali l’accordo è soggetto e l’istituzione dell’anagrafe nazionale degli intestatari degli accordi di integrazione.
Il sottosegretario Sonia Viale ha espresso grande soddisfazione per il varo definitivo del provvedimento, un importante strumento che garantisce il giusto equilibrio tra la promozione dell’integrazione di chi arriva legalmente nel nostro Paese e il contrasto all’immigrazione illegale.
Il regolamento si applica allo straniero di età superiore ai sedici anni che fa ingresso per la prima volta nel territorio nazionale, dopo la sua entrata in vigore, e presenta istanza di rilascio del permesso di soggiorno di durata non inferiore a un anno.
Lo straniero che presenta istanza di permesso di soggiorno allo sportello unico per l’immigrazione presso la prefettura, o alla questura competente, stipula con lo Stato un accordo di integrazione articolato per crediti. L’accordo è redatto in duplice originale, di cui uno è consegnato allo straniero, tradotto nella lingua da lui indicata o, se ciò non è possibile, inglese, francese, spagnola, araba, o cinese, albanese, russa o filippina, secondo la preferenza indicata dall’interessato. Per lo Stato, l’accordo è stipulato dal prefetto o da un suo delegato.
All’atto della sottoscrizione dell’accordo, sono assegnati allo straniero sedici crediti corrispondenti al livello A1 di conoscenza della lingua italiana parlata ed al livello sufficiente di conoscenza della cultura civica e della vita civile in Italia.
Nella tabelle allegate al provvedimento, l’accordo di integrazione da sottoscrivere tra il prefetto e lo straniero, i crediti riconoscibili e quelli decurtabili.
Cardini, F. Il turco a Vienna. Storia del grande assedio del 1683
Argomento: Storia
La capitale dell’impero, l’esercito cristiano contro l’esercito turco, due mesi di assedio, una splendida domenica di gloria.
«Cominciò così la grande battaglia attorno alle mura di Vienna. Era il 12, nel giorno di domenica benaugurante per i cristiani. Alle quattro del mattino, re Giovanni insieme con il figlio Jakub servì personalmente e con devozione la messa celebrata da frate Marco nella cappella camaldolese. Lo scontro si protrasse fino a sera per concludersi trionfalmente in Vienna liberata; all’alba del giorno dopo, sotto il ricco padiglione del gran visir conquistato dalle sue truppe che stavano saccheggiando il campo ottomano, Giovanni III poteva scrivere una trionfante lettera alla sua regale consorte. Terminava così, dopo due lunghi mesi, l’incubo dell’assedio alla prima città del Sacro Romano Impero e capitale della compagine territoriale ereditaria asburgica. Con esso, l’ultima Grande Paura provocata da un assalto ottomano a una Cristianità peraltro tutto meno che unita.»
La Francia del Re Sole è restata in disparte, ostile. La Russia di Pietro il Grande ha assistito guardinga. L’Inghilterra, il mondo baltico, la stessa cattolicissima Spagna si sono mantenuti lontani dal teatro di guerra che ha visto la croce lottare contro la mezzaluna. Solo un monarca musulmano, lo shah di Persia, sembra esultare senza riserve per la sconfitta del collega ottomano.
È stata davvero una grande giornata, quel 12 settembre 1683, fondamentale per la storia dell’Europa moderna
16 NOV - Il ministero della Salute individua requisiti minimi, modalità organizzative, elementi strutturali, quantitativi e qualitativi delle strutture per le cure palliative e la terapia del dolore. La legge 38 potrà finalmente partire. Regioni permettendo.
INNOVABILITÀ – SOSTENERE LE DISABILITÀ CON L’INNOVAZIONE. 22 NOVEMBRE 2011
INNOVABILITÀ
Sostenere le disabilità con l’innovazione
DISABILINET
Nuove tecnologie per l’educazione e l’inclusione sociale
di adulti con disabilità mentale o relazionale
Martedì 22 novembre 2011
Sala Alda Merini c/o Spazio Oberdan
V.le Vittorio Veneto, 2 – Milano
Ore 9.00 – 16.30
Si tratta del quinto appuntamento per il 2011 del ciclo Innovabilità.
Il convegno si propone di presentare nuovi strumenti tecnologico-assistivi e informatici utilizzati per favorire l’inclusione sociale di adolescenti e adulti con disabilità mentale e con sindrome autistica di Asperger.
La giornata offrirà l’occasione di avviare un confronto fra operatori, formatori, volontariato e famiglie sui temi delle nuove metodologie educative e dell’integrazione socio-lavorativa che si avvalgono di risorse informatiche create o adattate ad hoc.
Verranno presentate alcune significative esperienze realizzate negli ultimi anni nel territorio del milanese, esperienze che si sono concretizzate grazie alla proficua collaborazione fra operatori, esperti, associazioni di volontariato, famiglie e università.
Ampio spazio sarà inoltre dedicato al tema dell’accesso e dell’usabilità di Internet da parte di persone con disabilità mentale o relazionale.
E’ richiesta l’ iscrizione entro il 18 novembre 2011.
Lazzarini G., Gamberini A., Palumbo S. (a cura di), L’Home care nel welfare sussidiario. Reciprocità e ben-essere nelle relazioni di cura, 2011, Franco Angeli, Milano, pag. 268, € 38.
Il volume affronta il tema del rapporto anziano-famiglia-assistente familiare, e si propone di ricostruire i punti di forza e di debolezza dei programmi di assistenza all’anziano e delle reti che ne curano l’attivazione, e di immaginare soluzioni per una presa in carico virtuosa, capace di sostenere l’interscambio e la cooperazione tra risorse formali e informali attraverso il riconoscimento di buone pratiche.
INDICE
Introduzione Parte I. La qualità della vita dell’anziano nella società post-moderna
Sezione I. Criticità e contraddizioni della società contemporanea Guido Lazzarini, I volti della post-modernità Guido Lazzarini, Valori e costi della generazione anziana Paola Lazzarini, La non autosufficienza nella società del “bell-essere”
Sezione II. Politiche di welfare a favore delle persone anziane Stefania Bertorello, I modelli in atto in alcuni Paesi europei e del Nord America Giulia Pentella, L’esperienza del cohousing sociale in alcuni Paesi europei Vilma Rossi, Il fondo per anziani non autosufficienti Simona Brino, Annalisa Maggiorotto, L’attenzione alle problematiche delle persone anziane in Piemonte Anna Cugno, Prendersi cura degli anziani fragili in un sistema di welfare ‘in costruzione’
Parte II. L’anziano nel cuneese
Sezione I. Scenario socio-economico locale e servizi per le persone anziane Elisa Facello, Un quadro del sistema socio-sanitario cuneese Le buone pratiche: alcune esperienze
Sezione II. Luci accese in realtà isolate: un’indagine sociologica nel cuneese Guido Lazzarini, Nota metodologica Guido Lazzarini, Situazioni difficili sostenute dalla caparbia volontà della famiglia Anna Gamberini, I principali protagonisti della relazione di aiuto Sonia Palumbo, Il welfare fatto in casa: un bilancio
Parte III. Dal welfare domestico alla costruzione di progetti di sussidiarietà
Sezione I. Formalità e realtà nell’assistenza domiciliare Carmine Macchione, Giuseppe Luciano, Assistenza domiciliare all’anziano non autosufficiente e conservazione della dignità della persona Maria Teresa Vendramini, Comportamenti di fronte l’aggravarsi delle condizioni e alla morte dell’assistito Sonia Palumbo, Richieste e proposte provenienti dalle famiglie Anna Cugno, Il ‘care management comunitario’ a supporto delle reti naturali Guido Lazzarini, Una vicinanza vitale
Sempre con riferimento al fondo sanitario 2010 è stata pubblicata sulla G.U. del 30 settembre (serie generale n.228) anche la ripartizione delle risorse destinate al perseguimento degli obiettivi di carattetere prioritario e di rilievo nazionale (quote vincolate).
Recentemente sono state pubblicate sulla gazzetta Ufficiale anche una serie di ulteriori ripartizioni, rientranti sempre nell’ambito del Fondo Sanitario nazionale. Si tratta in particolare di risorse per:
prevenzione e cura della fibrosi cistica (anno 2008 e anno 2009)
fondo per l’esclusività del rapporto del personale dirigente del ruolo sanitario
borse di studio di medicina generale (III annualità 2007-10; II annualità 2008-11; I annualità 2009-12)
prevenzione e lotta all’Aids
maggiori oneri derivanti da regolarizzazione extracomunitari
Piemonte: progetto interregionale “Condizioni di salute e ricorso SSN 2010”
Di seguito si riportano, infine, i link ad altri provvedimenti relativi alla sanità tratti dal montoraggio (curato dal CINSEDO) sugli atti pubblicati in Gazzetta Ufficiale.
Paolo Ferrario, Italy. Dear Mr Ferrario, Please forgive me for not writing in Italian, but I am interested in the work of the late Carlo Tullio Altan. I am writing here to you because I am having difficulty finding information regarding his work upon “Ethnos, Ethos, Epos, Logos, Genos, Topos, Oikos” and I have just found your posting on the website “Antologia del tempo che resta”. A month or more ago, I came across a short text by Carlo Tullio Altan which seemed to be about how Ethnos (as the Greek term for Nation / State) is divided up by carlo Tullio Altan into the catergories of Ethos, Epos, Logos, Genos and Topos. Therefore, in the interim I would like to have this confirmed by you? and maybe in the future, I will be able to obtain an English language version of his book. Yours sincerely
gentile Frank John Snelling
l’antropologo culturale carlo tullio altan è stato mio docente nei lontani anni ’70
scrivevo in un articolo:
faccio seguito e correggo un link non funzionante:
“Mi faccio aiutare da un grande antropologo culturale, Carlo Tullio-Altan, il quale, con rigoroso metodo scientifico, sostiene che gli elementi fondamentali capaci di tenere assieme l’individuo alla sua società sono: a) l’Epos, inteso come la capacità di elaborare la memoria storica e collegarla al passato, al presente e al futuro; b) l’Ethos, ossia lo sviluppo di norme e regole atte a creare socialità tra le persone; c) il Logos, attraverso il quale si realizza la comunicazione sociale; d)il Genos, ovvero la dinamica dei rapporti familiari orientati a trasmettere valori fra le generazioni; e) il Topos, che fa riferimento a un territorio vissuto come valore e come fonte di affetti e di piacere estetico”
Il CeRP è nato nel 1999 dalla collaborazione tra l’Università di Torino e la Compagnia di San Paolo (ente finanziatore). Il centro è il primo in Italia (e uno dei primi in Europa) specificamente dedicato allo studio dell’economia delle pensioni e dell’invecchiamento. Nel settembre 2006 il centro è entrato a far parte, come unità di ricerca, del Collegio Carlo Alberto.
L’obiettivo principale del centro è la ricerca sulle conseguenze dell’invecchiamento demografico, con particolare attenzione ai fattori economici che influenzano le pensioni e, più in generale, il welfare degli anziani.
Le principali aree di ricerca sono: il risparmio delle famiglie; le scelte e i percorsi di pensionamento; la valutazione dei sistemi e delle riforme previdenziali; il mercato delle assicurazioni e delle annuities; la redistribuzione tra e entro le generazioni indotta dai sistemi pensionistici; le politiche per gli anziani; l’adesione alla previdenza complementare; gli aspetti finanziari e di governance dei fondi pensione. La ricerca è svolta sia a livello micro che macro, con particolare attenzione per gli aspetti di policy.
Sia la ricerca teorica che quella applicata svolgono un importante ruolo nelle attività del centro. Il CeRPintende rappresentare un riferimento per tutte le istituzioni che si occupano di tematiche previdenziali, sia nella prospettiva dell’economia reale, sia in quella finanziaria.
Il CeRPè coordinato da Elsa Fornero (Università di Torino) e il suo Comitato Scientifico è composto da studiosi di Università italiane e straniere. Vi operano ricercatori full-time a cui si aggiungono fellows provenienti da altri istituti di ricerca.
Una parte rilevante del lavoro di ricerca è costituita dall’elaborazione di modelli di simulazione diretti a valutare, sulla base di diversi indicatori, la performance dei sistemi previdenziali, nonché le loro caratteristiche microeconomiche. Parallelamente, il CeRPsvolge anche attività di valutazione delle politiche di riforma, a livello nazionale e internazionale. L’orientamento internazionale del centro è testimoniato dalle conferenze e dalla partecipazione a network di ricerca europei.
Un’attenzione rilevante è dedicata alla diffusione dei risultati della ricerca, tramite conferenze, seminari, pubblicazioni e contributi ai dibattiti sulle tematiche previdenziali. IlCeRP ha pubblicato diverse monografie ed edita una collana di Working Papers
Ministero del Lavoro e politiche sociali, Elsa Fornero:
Elsa Fornero, professore ordinario di economia all’università di Torino e vice presidente della compagnia San Paolo, collaboratrice de Il Sole 24 Ore, è un’esperta di sistemi previdenziali. Al centro delle sue ricerche c’è il problema della sostenibilità dei sistemi, vale a dire come si può assicurare che il debito previdenziale contratto con le varie generazioni possa essere onorato in http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-11-16/elsa-fornero-suoi-studi-151500.shtml
L’ex commissario europeo terrà per sé la delega per il ministero dell’Economia e delle finanze. Durante il primo consiglio dei ministri previsto già oggi, Antonio Catricalà sarà nominato sottosegretario alla presidenza del Consiglio.
Elenco ministeri con portafoglio:
Ministero degli Affari esteri, Giulio Terzi di Sant’Agata Ministero dell’Interno, Anna Maria Cancellieri Ministero della Giustizia, Paola Severino
Ministero della Difesa, Giampaolo Di Paola Ministero delle Sviluppo economico, infrastrutture e trasporti, Corrado Passera
Ministero delle Politiche agricole e forestali, Marco Catania Ministero dell’Ambiente, Corrado Clini Ministero del Lavoro e politiche sociali, Elsa Fornero Ministero dell’Istruzione, dell’universita e della ricerca, Francesco Profumo Ministero per i Beni e le attivita culturali, Lorenzo Ornaghi Ministero Salute, Renato Balduzzi.
Ministeri senza portafoglio:
Ministero Affari europei, Enzo Moavero Milanesi
Ministero Sport e turismo, Piero Gnudi
Ministero Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda
Ministero Cooperazione internazionale, Andrea Riccardi
Ministero Coesione territoriale, Fabrizio Barca.
I portatori di malattie genetiche non potranno fare ricorso alla fecondazione assistita. A stabilirlo sono le nuove linee guida sulla legge 40 inviate dal Ministero della Salute al Consiglio Superiore di Sanita’ per un parere obbligatorio. Il documento aggiorna quello emanato tre anni fa dall’allora ministro Turco.
Nel documento si mantiene il divieto del ricorso alla fecondazione assistita per i portatori di malattie genetiche, malgrado le sentenze dei tribunali di Bologna, Salerno e Firenze.
L’uso delle tecniche è concesso a chi è infertile ma anche a chi è fertile se portatore di malattie infettive come Hiv, Hbv e Hcv.
Fra le novità delle nuove linee guida vi sono l’eliminazione dell’obbligo di avere un unico e contemporaneo impianto di embrioni, comunque non superiori a tre, come stabilito dallasentenza 151/2009 della Corte Costituzionale; la norma che riguarda gli embrioni abbandonati, per i quali non è più previsto il trasferimento nella biobanca di Milano, il veto alla diagnosi preimpianto che negli ultimi anni era stato sdoganato dalla Corte Costituzionale e da diversi tribunali.
Giovedì 24 novembre, ore 15, presso il Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali dell’Università Ca’ Foscari Venezia, avrà luogo la presentazione del volume “Sociologia di confine. Saggi intorno all’opera di Alberto Melucci”, a cura di Giuliana Chiaretti e Maurizio Ghisleni (Mimesis, 2011).Saranno presenti gli autori.
Intervengono:
Vincenzo Pace, Università di Padova: La sociologia non ha bisogno di passaporto. Il contributo di Alberto Melucci.
Italo De Sandre, Università di Padova: La non banalità del quotidiano.
Come abbiamo messo in evidenza nella proposta di riforma pubblicata su questo sito , le pensioni di anzianità restano il grande nemico del sistema pensionistico. La riforma Dini ammetteva il pensionamento flessibile, ma assumeva il principio di corrispettività tra pensione e contributi versati. Gli interventi successivi hanno soffocato quella flessibilità, che invece va restituita al sistema. Si possono anticipare alla fase transitoria le regole previste a regime per il contributivo. Le pensioni di anzianità dovrebbero essere sottoposte a una correzione attuariale che dia conto della loro maggior durata rispetto alla pensione di vecchiaia
In questo intervento prenderemo in considerazione gli audiolibri. Ci sono differenze sostanziali fra i processi cognitivi del leggere e quelli dell’ascoltare, tuttavia entrambi hanno in comune quell’enorme piacere di accrescere la conoscenza che è possibile elaborare negli anni della prevecchiaia e della vecchiaia, dove il tempo maggiormente si dilata. Leggere ad alta voce è una esperienza che ha fatto parte dei vissuti quotidiani tipici delle diverse fasi della vita: pensiamo all’ascolto delle fiabe dei bambini o a quello di un testo letto dai compagni di classe, o alla lettura di romanzi ad alta voce realizzata da Radio Tre.
Per chi ascolta direttamente un testo letto, diventa possibile
Le regioni hanno grandi potenzialità nell’organizzare regole e politiche a garanzia dei diritti dei loro cittadini. Lo sostengono i ricercatori di Astrid, la fondazione per l’analisi, gli studi e le ricerche sulla riforma delle istituzioni democratiche. Astrid è stata incaricata dalla Conferenza dei presidenti dei Consigli regionali a misurare dove ”va il regionalismo”. ”Le Regioni hanno dimostrato di saper esercitare un ruolo attivo nell’organizzazione delle regole e dei servizi – ha confermato il costituzionalista Luciano Vandelli, facendo sintesi della ricerca – in materia di governo del territorio e di sanita’, di servizi sociali e di sostegno alle attivita’ produttive, dimostrando quindi di saper cogliere le sfide di una societa’ complessa e articolata. Basti pensare all’urbanistica, settore nel quale tutte le Regioni hanno superato la vecchia legge statale del 1942 creando una pianificazine piu’ flessibile, strutturata in piu’ piani, meglio rispondente alle diverse esigenze dei loro territori”. Ma la ricerca di Astrid mette in evidenza anche i rischi del federalismo, primo tra tutti quello di creare un Paese ‘a macchia di leopardo’, per esempio nei settori della sanita’ e dei servizi sociali. ”L’Italia – ha spiegato Vandelli – e’ il paese con il piu’ alto tasso di migrazioni interne in sanita’, dovute non tanto alla diversita’ delle legislazioni regionali quanto alle aspettative di una diversa qualita’ dei sistemi regionali di cura e di assistenza”.
“Ho incontrato oggi i Presidenti del Senato e della Camera e i rappresentanti di tutti i gruppi parlamentari per raccogliere le loro opinioni sul modo di affrontare la crisi di governo apertasi con le dimissioni correttamente rassegnatemi dall’on. Berlusconi. A tutti ho esposto – riscontrando un clima riflessivo e pacato – il mio convincimento che sia nell’interesse generale del paese sforzarsi di formare un governo che possa ottenere il più largo appoggio in Parlamento su scelte urgenti di consolidamento della nostra situazione finanziaria e di miglioramento delle prospettive di crescita economica e di equità sociale per il paese considerato nella sua unità“. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al termine delle consultazioni per la formazione del nuovo governo.
“L’urgenza di quelle scelte – ha sottolineato il capo dello Stato – a partire dalla concretizzazione delle misure già concordate in sede europea – deriva dalla gravità della crisi finanziaria e dei pericoli di regressione economica dinanzi a cui si trovano l’Italia e l’Europa. La particolare fragilità del nostro paese sta nell’altissimo debito pubblico accumulato nel passato. E’ un peso che – visto il fortissimo rialzo degli interessi sui nostri Buoni del Tesoro e il ristagnare dell’attività economica – rischia di mettere a dura prova l’impegno dello Stato”.
“E’ perciò indispensabile recuperare – ha aggiunto il Capo dello Stato – la fiducia degli investitori e delle istituzioni europee, operando senza indugio nel senso richiesto. E’ una responsabilità che avvertiamo verso l’intera comunità internazionale, a tutela della stabilità della moneta comune e della stessa costruzione europea, oltre che delle prospettive di ripresa dell’economia mondiale”.
“Da domani alla fine di aprile – ha rilevato il Presidente Napolitano -verranno a scadenza quasi duecento miliardi di Euro di Buoni del Tesoro e bisognerà rinnovarli collocandoli sul mercato. Tentare in questo momento di evitare un precipitoso ricorso a elezioni anticipate e quindi un vuoto di governo, è un’esigenza su cui dovrebbero concordare tutte le forze politiche e sociali preoccupate delle sorti del paese“.
“E’ in nome di questa esigenza – ha affermato il Capo dello Stato – che ho deciso di affidare al sen. prof. Mario Montil’incarico di formare un nuovo governo, aperto al sostegno e alla collaborazione da parte sia dello schieramento uscito vincente dalle elezioni del 2008 sia delle forze collocatesi all’opposizione. Lo schieramento vincente ha visto crescere negli ultimi tempi rotture e tensioni al suo interno e ridursi la sua base di maggioranza in Parlamento : come Capo dello Stato ho seguito con scrupolosa imparzialità questo travaglio, rispettando il ruolo del Presidente del Consiglio e del Governo, in uno spirito di leale cooperazione istituzionale. Non si tratta ora di operare nessun ribaltamento del risultato delle elezioni del 2008 né di venir meno all’impegno di rinnovare la nostra democrazia dell’alternanza attraverso una libera competizione elettorale per la guida del governo. Si tratta soltanto – a tre anni e mezzo dall’inizio della legislatura – di dar vita a un governo che possa unire forze politiche diverse in uno sforzo straordinario che l’attuale emergenza finanziaria ed economica esige. Il confronto a tutto campo tra i diversi schieramenti riprenderà – senza che sia stata oscurata o confusa alcuna identità – appena la parola tornerà ai cittadini per l’elezione di un nuovo Parlamento“.
“Il tentativo che oggi propongo è difficile, lo so, dopo anni di contrapposizioni e di scontri nella politica nazionale, e di molti inascoltati appelli alla moderazione, a un confronto non distruttivo, a una maggiore condivisione e coesione su scelte e obbiettivi di fondo. Ma, rispettando le posizioni di tutti e le decisioni che in definitiva spetteranno al Parlamento, confido che si voglia largamente incoraggiare nell’incarico di formare il nuovo governo il senatore professor Mario Monti, personalità indipendente, rimasta sempre estranea alla mischia politica, e al tempo stesso dotata di competenze ed esperienze che ne fanno una figura altamente conosciuta e rispettata in Europa e nei più larghi ambienti internazionali”.
“E’ giunto- ha concluso il Presidente Napolitano – il momento della prova, il momento del massimo senso di responsabilità. Non è tempo di rivalse faziose né di sterili recriminazioni. E’ ora di ristabilire un clima di maggiore serenità e reciproco rispetto. Operiamo tutti, nei prossimi mesi, per il bene comune, facendo uscire il paese dalla fase più acuta della crisi finanziaria. Questo, credo, è ciò che l’Italia si augura”.
L’indagine, promossa dalla Fondazione Barberini e dall’Associazione Nazionale delle Cooperative di Produzione e Lavoro, è stata progettata dalla Fondazione Nord Est.. La prima indagine del 2008 è stata realizzata interpellando i soci e i lavoratori delle cooperative aderenti all’ANCPL. Il campione, pari a 1.000 unità, è stato definito sulla base degli elenchi dei soci e lavoratori forniti dalle aziende cooperative all’Associazione Nazionale delle Cooperative di Produzione e Lavoro. Nel 2011 si riprende il medesimo impianto campionario e la traccia del questionario precedente (con l’eccezione di alcune domande nuove). Gli interpellati sono stati tratti dalle liste del 2008. La quota finale di intervistati è pari a 437 soggetti.
I risultati sono stati presentati venerdì 28 ottobre a Bologna in occasione di un convegno, organizzato dalla Fondazione Ivano Barberini in collaborazione con l’Associazione Nazionale delle Cooperative di Produzione e Lavoro, dal titolo Il lavoro in un’impresa di valore: soci e cooperative affrontano la crisi.
Sono a disposizione gli indicatori dell’indagine e le slides di presentazione al convegno, da parte del Prof. Daniele Marini.
Federsanità-Anci Lombardia Report Convegno Brescia
Report del Convegno del 7 novembre 2011 a Brescia “Sostenibilità dell’assistenza a domicilio: ruolo del caregiving familiare”
Il contesto attuale dell’assistenza a domicilio; le strategie per garantire la continuità di intervento assistenziale nei confronti delle persone fragili, semplificare i percorsi nella rete a pazienti e familiari, e fornire la valutazione
multidimensionale della complessità dei bisogni; la necessità di dare risposte rapide, articolate e coordinate grazie all’attivazione di soluzioni istituzionali e normativi: questi, principalmente, i temi che si sono trattati nel convegno “Sostenibilità dell’assistenza a domicilio: ruolo del caregiving familiare”, organizzato a Brescia il 7 novembre scorso dall’ASL di Brescia, in collaborazione con Federsanità e ANCI Lombardia.
Nel convegno si sono articolati gli interventi di Carmelo Scarcella, Direttore Generale dell’ASL di Brescia; Giacomo Bazzoni, Vicepresidente Vicario Nazionale Federsanità ANCI; Giorgio Scivoletto, Direttore Generale ASL Milano Uno; Fausta Podavitte, Direttore Dipartimento ASSI ASL Brescia; Fiorenza Comincini, Vicepresidente Centro Italiano per l’Assistenza in Famiglia; Enrico Agabiti Rosei, Direttore del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università degli Studi di Brescia; Stefano Bazzana, Presidente Collegio IPASVI Brescia; Pierfranco Maffé, Assessore alla Famiglia e Politiche Sociali Comune di Monza; Gianbattista Martinelli, Direttore Generale Fondazione Don Gnocchi Onlus; Salvatore Tagliata, Direttore Sociale ASL Milano Due; Alessandro Signorini, Direttore Sanitario Fondazione Poliambulanza Brescia; Marco Trabucchi, Direttore Gruppo Ricerca Geriatrica Brescia.
E’ in uscita per l’editore Alpha Beta Verlag, nella collana 180 archivio critico della salute mentale, il libro con il trattamento, la sceneggiatura e il dvd del film con sottotitoli in inglese. Con interventi degli autori e degli attori con bellissime foto di scena. Insomma tutto su questa straordinaria storia.
Il libro sarà presentato a Roma alla fiera della piccola editoria il 7 dicembreprossimo.
Il libro su uno dei più grandi successi TV del 2010. Tutti i retroscena, dall’idea alla sua realizzazione: soggetto, trattamento e sceneggiatura e infine, allegato in DVD, il film.
Un’appassionata narrazione delle storie individuali di pazienti, amministratori, operatori, un grande racconto collettivo che vede sulla scena più di cento personaggi. A partire dalla difficile e impensabile apertura delle porte del manicomio di Gorizia e di Trieste, viene narrata l’origine di un cambiamento epocale nel modo stesso di intendere la salute mentale che ancora oggi provoca e fa discutere.
Vengono pubblicati integralmente il Trattamento e la Sceneggiatura, corredati da note che danno informazioni sui principali eventi che hanno portato alla realizzazione della Legge 180, sugli scritti originali di Franco Basaglia e dei suoi collaboratori, sulle circostanze storiche e politiche che hanno fatto da sfondo al processo di deistituzionalizzazione.
Il libro è arricchito dalle note di regia di Marco Turco e dalle originali considerazioni degli sceneggiatori sull’approccio ad un tema difficile e controverso e sulla modalità di scrittura dei testi.
Fabrizio Gifuni racconta come è entrato nel personaggio di Franco Basaglia e come si è avvicinato alla realtà storica che ha portato alla chiusura del manicomio.
Vittoria Puccini racconta come si è calata nel personaggio di Margherita, una giovane rinchiusa prima nel manicomio di Gorizia poi in quello di Trieste, negli anni in cui arriva Basaglia.
Elena Bucaccio, Katja Colja, Alessandro Sermoneta, Marco Turco
C’era una volta la città dei matti
Un film di Marco Turco – dal soggetto alla sceneggiatura
a cura di Con interventi di Fabrizio Gifuni e Vittoria Puccini
Edizione e note a cura di Barbara Grubissa
Lo sceneggiato originale Rai Fiction allegato in due DVD
Dicembre 2011, Euro 29,00; pp. 400 ca., ill.
ISBN 978-88-7223-168-5
su licenza esclusiva Rai Trade, Radiotelevisione Italiana S.p.A.
Denaro pubblico che viene investito senza un efficace sistema di controlli e per questo fa gola a tanti: medici e politici corrotti ai posti di comando nelle ASL, industrie farmaceutiche avide di profitti. Ma ogni euro che finisce in mazzette, che è investito per produrre farmaci fotocopia, che è speso in appalti mafiosi o sprecato pe…Continua a leggere
Il testo del Maxiemendamento è arrivato ieri in Commissione Bilancio al Senato, che lo passerà all’Assemblea entro oggi. Domani dovrebbe quindi approvarlo l’Aula di Palazzo Madama e il provvedimento passerà a Montecitorio che darà il via libera definitivo sabato.