Costo dei servizi: il Forum Terzo Settore Lombardia scrive una lettera a Margherita Peroni – Affaritaliani.it
Pubblicato: 21 febbraio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, Legislazione sociale e sanitaria della Regione Lombardia | 1 Commento »Gentile dr.ssa Peroni,
ci rivolgiamo a Lei in quanto Presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale e relatrice del progetto di Legge 66 sulla partecipazione alla spesa dei servizi sociosanitari e socio assistenziali recentemente approvato dal Consiglio regionale.
Il testo che abbiamo potuto consultare conserva ancora un grande dubbio circa la possibilità o meno da parte della Giunta regionale di determinare la quota sanitaria anche in base alla capacità di spesa della persona assistita e del suo nucleo familiare.
Le organizzazioni di Terzo Settore lombarde hanno seguito con attenzione nella misura in cui è stato loro reso possibile l’iter del Progetto di Legge di riforma regionale sulla partecipazione alla spesa dei servizi sociosanitari e socio-assistenziali. Un tema delicato che, in questi ultimi anni è divenuto incandescente di fronte alle sempre più alte richieste di contributi da parte degli Enti Locali che mettono in difficoltà molte famiglie.
In questo lungo periodo di tempo che va dall’approvazione del progetto di legge da parte della Giunta Regionale nel dicembre del 2010 fino alla recente approvazione da parte del Consiglio Regionale, le organizzazioni di Terzo Settore non hanno fatto mancare idee, considerazioni e proposte sia al fine di rispondere all’urgenza di trovare soluzioni ai momenti di drammatica crisi dell’attuale modello di welfare regionale sia di avviare una sua riforma complessiva e strutturale in grado di assicurare efficacia alle risposte, efficienza all’uso delle risorse e sostenibilità nel tempo all’intero sistema.
Ritenevamo infatti necessario che la situazione di conflittualità, confusione, disomogeneità e iniquità territoriale dovesse cessare per lasciare spazio ad un quadro di certezze che potessero orientare le scelte di politiche sociale degli Enti Locali, ridare fiducia all’impegno degli enti e dei singoli cittadini che non hanno mai smesso di mettere a disposizione la loro autonoma iniziativa per dare risposta ai bisogni sociali e rassicurare coloro che hanno bisogno e le loro famiglie rappresentando un quadro chiaro sia dei servizi e delle prestazioni a disposizione sia delle condizioni a cui vengono loro offerti. Un passaggio obbligato, che avrebbe dovuto essere accompagnato da un parallelo percorso di riforma complessiva del welfare lombardo.
Ora che il progetto è divenuto Legge della nostra Regione ci accorgiamo che i dubbi rimangono forti.
Da un lato infatti possiamo verificare come il testo giunto ed approvato dal Consiglio regionale tenga di conto di quanto discusso ed analizzato in questi mesi e che grazie al lavoro della Commissione da lei presieduta ha cercato di prendere in considerazione le osservazioni della società civile.
Dall’altro siamo rimasti molto perplessi dalla scelta finale di voler inserire nel tema della partecipazione alla spesa dei servizi anche la quota sanitaria relativa ai servizi sociosanitari (come risulta dal comunicato diffuso lunedì 13 febbraio). Il tema della partecipazione alla spesa dei servizi ha infatti sempre e solo riguardato la spesa cosiddetta sociale dei servizi sociosanitari, così come espressamente previsto dalla Legge nazionale che definisce i Livelli Essenziali di Assistenza e come del resto confermato dalla stessa Legge regionale.
La versione finale, approvata dal Consiglio regionale ha ulteriormente modificato il testo non dando, a nostro avviso, una risposta certa. Cosa significa infatti:
“Nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza, la determinazione degli oneri per le prestazioni sociosanitarie erogate dalle unità di offerta sociosanitarie a carico del fondo sanitario è stabilita per tipologia di unità di offerta sulla base dello standard regionale di accreditamento, delle condizioni di salute della persona assistita e dei criteri di cui all’articolo 8, comma 2″
I Livelli Essenziali di Assistenza stabiliscono infatti che la quota sanitaria sia a carico del fondo sanitario delle regioni in una percentuale che va dal 50 al 70 % del costo, a seconda della tipologia di servizio. Questo riferimento sembra quindi scongiurare ogni pretesa di caricare sul cittadino assistito anche solo una parte di queste spese.
Ma “i criteri di cui all’articolo 8, comma 2″ sono esattamente quelli che istituiscono il nuovo Isee regionale, denominato “fattore famiglia lombardo” con cui si calcolerà la possibilità di far fronte a richieste di partecipazione ai costi dei servizi.
La confusione è alta e questo rende massima la nostra preoccupazione ma confidiamo che la Regione Lombardia con un atto di interpretazione autentica della norma voglia fugare questi dubbi ribadendo che l’effetto di questa nuova Legge non sarà un ulteriore aggravio di costi sulle spalle delle famiglie e dei cittadini in situazione di bisogno ma un quadro di certezze, sul quale finalmente promuovere, per via legislativa, un vero processo di riforma del sistema di welfare lombardo.
La disponibilità ad impegnarsi su questi obiettivi per chi come noi è espressione dell’autonoma iniziativa dei cittadini è, prima ancora che un atto di volontà, un dovere. Contiamo sia d’ora innanzi colta come un contributo importante e utile.

BANDO DI GARA PER LA GESTIONE DI SERVIZI RIVOLTI A MINORI – SERVIZIO DI SEGRETARIATO SOCIALE Comuni di Castellanza – Gorla Maggiore – Gorla Minore – Marnate – Olgiate Olona – Solbiate Olona – Fagnano Olona
Pubblicato: 19 febbraio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Ambiti distrettuali, appalti, ASP Aziende Servizi alla Persona, Famiglie, Minori | 1 Commento »
Case di riposo, rette più care per chi ha redditi elevati
Pubblicato: 17 febbraio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: DCR e DGR, LOMBARDIA, Non Autosufficienza, RSA | Lascia un commento »In linea di principio questa decisione di politica sociale della Regione Lombardia è giusta.
Diceva Don Milani nel 1967: Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali. Da Lettera ad una professoressa
Quello che fa un po’ schifo, invece, è che così gireranno più soldi nel reticolo piovresco delle istituzioni di servizio gestite da Comunione e liberazione e dal braccio operativo della Compagnia delle opere e dei loro lacchè che girano in Suv
Paolo Ferrario
—————————————————————————————–
- Per le famiglie benestanti 2.300 euro al mese in media non basteranno più.
- Tra i 53 mila ospiti delle case di riposo della Lombardia, quelli con i redditi alti devono mettere in conto un aumento delle rette.
- Il motivo? Chi è ricoverato nelle Rsa e ha capacità economiche elevate dovrà partecipare alla spesa per le cure mediche, finora totalmente a carico della Regione.
- La cifra richiesta andrà ad aggiungersi ai soldi che già oggi vengono richiesti per la parte alberghiera.
- È una delle conseguenze della legge votata ieri a tarda notte dal Pirellone sul cosiddetto «fattore famiglia», la riforma del Welfare lombardo che lega il costo dei servizi sociali al numero di figli minori, anziani non autosufficienti e disabili a carico del nucleo familiare.
- Il Pd, con Carlo Borghetti, attacca: «È assurdo. Così la Lombardia, che dichiara di avere i conti della sanità in pareggio, chiede per prima in Italia in un momento di crisi una compartecipazione delle famiglie alla spesa sanitaria nelle case di riposo».
- Il provvedimento, che riguarda anche l’ assistenza domiciliare, entrerà in vigore nel giro di un mese. Per il primo anno l’ applicheranno, però, solo 15 Comuni pilota che saranno individuati nei prossimi giorni tra i 50 disponibili alla sperimentazione della riforma.
- Per ogni anziano in casa di riposo, oggi l’ assessorato alla Famiglia paga alla Rsa prestazioni sanitarie per un totale compreso tra gli 884 euro al mese e i 1.500 a seconda del grado di autosufficienza dell’ ospite. In futuro non sarà più così: chi ha redditi alti pagherà una percentuale di questa cifra. Complessivamente la spesa sostenuta dalle casse regionali per le prestazioni sanitarie nelle case di riposo è di 851 milioni l’ anno (la metà del bilancio dell’ assessorato alla Famiglia). Il Pirellone sottolinea che la nuova legge regionale non tocca i Livelli essenziali di assistenza (Lea), che sono di competenza nazionale. Ma Borghetti ribatte: «Il provvedimento regionale va, comunque, a interferire con competenze esclusive dello Stato».
da Case di riposo, rette più care per chi ha redditi elevati.

Progetto “IN FAMIGLIA-Vivere con la badante” che si terrà a MILANO il 27 febbraio 2012 presso lo Spazio Oberdan
Pubblicato: 16 febbraio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: assistenti familiari, CONVEGNI, INCONTRI, FESTIVAL, Disabilità e Handicap, Famiglie, Lavoro di cura, Milano, Non Autosufficienza | Lascia un commento »Contiene testimonianze di famiglie, l’approfondimento di un esperto e unarappresentazione teatrale, tra il riflessivo e l’ironico, che permette uno sguardo più distaccato e lieve.
Propone, con tre linguaggi cinematografici differenti, alcuni temi ricorrenti dell’esperienza di cure: le difficoltà con gli anziani, le fatiche delle famiglie, le scelte difficili e i momenti dolorosi o conflittuali.

Banche dati del Consiglio Regionale della Lombardia
Pubblicato: 16 febbraio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Legislazione sociale e sanitaria della Regione Lombardia | Lascia un commento »Banche Dati
In questa sezione è possibile trovare l’archivio delle leggi regionali dal 1971 ad oggi.
Il sistema prevede diverse possibilità di ricerca e consente di consultare il testo vigente delle leggi, con i riferimenti e le normative correlate.
Si ricorda che i testi pubblicati hanno solo valore di documentazione in quanto il testo ufficiale è pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia.
In queste pagine è possibile, inoltre, consultare e scaricare gli atti (le leggi e i progetti di legge regionali; le proposte di legge, le pronunce della Corte Costituzionale) e i documenti che accompagnano e supportano tale funzione (rapporti, analisi).
- I Progetti di Legge
- La Banca dati delle Leggi Regionali: in questa sezione si trovano le leggi approvate dal Consiglio Regionale.
- Analisi delle Leggi: progetto finalizzato all’introduzione di nuovi strumenti di sostegno informativo alla funzione legislativa, di indirizzo e controllo del Consiglio Regionale della Lombardia.
- Giurisprudenza Costituzionale
- Il Rapporto sullo stato della legislazione
da Banche dati – Consiglio Regionale della Lombardia.

Regione Lombardia, Norme per la partecipazione al costo delle prestazioni sociali e socio-sanitarie e sperimantazione dell’Indicatore Fattore Famiglia. Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 12 marzo 2008, n. 3 (Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e socio-sanitario)
Pubblicato: 16 febbraio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Legislazione sociale e sanitaria della Regione Lombardia, Livelli essenziali di assistenza, Servizi sanitari, Servizi sociali | Lascia un commento »Norme per la partecipazione al costo delle prestazioni sociali e socio-sanitarie e sperimentazione dell’Indicatore Fattore Famiglia. Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 12 marzo 2008, n. 3 (Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e socio-sanitario).
_____
PRESENTATO IL 31/01/2011
ASSEGNATO IN DATA 02/02/2011
ALLA COMMISSIONE REFERENTE III
CONSULTIVA I
Relazione
Il sistema di welfare lombardo, pur mantenendo un carattere di universalità che riconosce ad ogni cittadino l’esercizio del diritto soggettivo di beneficiare delle prestazioni sociali e socio sanitarie richiede una compartecipazione alle spese da parte degli utenti.
La Regione Lombardia con l’art. 8 della l.r. 3/2008 ha stabilito che le persone che accedono alla rete dei servizi partecipano, in rapporto alle proprie condizioni economiche, così come definite dalle normative in materia di ISEE, alla copertura del costo delle prestazioni mediante il pagamento di rette stabilite dalla Giunta regionale. Inoltre, la Regione Lombardia, con l’art. 11 comma k della l.r. 3/2008 si è assunta l’onere di determinare i criteri per la definizione delle rette e delle tariffe dei servizi sociali e sociosanitari, nonché le agevolazioni a beneficio dei soggetti aventi diritto.
Per la quantificazione della compartecipazione della spesa è necessaria una verifica della condizione economica del richiedente attraverso l’adozione di una metodologia di equità sociale, di cui l’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente), ai sensi del d.lgs. 31 marzo 1998, n. 109 come modificato dal d.lgs. 3 maggio 2000, n. 130, è l’espressione, anche per garantire prioritariamente l’accesso alle prestazioni sociali agevolate ai cittadini meno abbienti sulla base della misurazione dei loro mezzi economici.
Nonostante l’ISEE sia in vigore da oltre dieci anni la Regione Lombardia non ha mai disciplinato efficacemente la materia della compartecipazione alla spesa dei servizi da parte degli utenti, se non con formali richiami in alcune leggi regionali e in alcuni provvedimenti amministrativi, lasciando agli enti locali e ai soggetti gestori delle unità d’offerta (sociali, sanitarie, educative) la responsabilità di definire criteri e procedure per l’accesso, la selezione e il concorso alla spesa da parte del cittadino con la conseguenza che i Comuni hanno provveduto in maniera altamente differenziata da ambito ad ambito territoriale. In alcuni casi, invece, i comuni non hanno per nulla adottato Regolamenti per disciplinare l’accesso a beni e servizi e per determinare la compartecipazione alla spesa da parte dei soggetti richiedenti prestazioni sociali agevolate.
Inoltre, la complessa materia dell’ISEE ha introdotto nel tempo un nuovo principio con il quale il calcolo del concorso alla spesa per le prestazioni assicurate nell’ambito di percorsi assistenziali integrati di natura socio-sanitaria, erogate a domicilio o in ambiente residenziale a ciclo diurno o continuativo, rivolte a persone con handicap permanente grave e a soggetti ultra sessantacinquenni non autosufficienti deve essere effettuato valutando la sola situazione economica del richiedente e non dell’intera sua famiglia anagrafica.
Tale principio è stato in realtà scarsamente rispettato dagli enti gestori, in termini formali per effetto della mancata emanazione di un decreto applicativo citato proprio dal d.lgs. 130 del 2000, in termini concreti perché tale applicazione sostanzia un mancato introito e, di fatto, una decurtazione delle risorse finanziarie degli enti locali a fronte dell’erogazione di prestazioni gratuite a favore di soggetti con reddito insufficiente o in assenza di reddito.
Di fatto, questa è sostanzialmente la ragione di tipo economico che ha frenato gli enti locali a non applicare del tutto il d.lgs. 130/00, rimarcando che i Comuni sono già obbligati ad intervenire economicamente nei casi di soggetti che necessitano di prestazioni urgenti e non differibili nel tempo, anche provenienti da altre regioni o da paesi non comunitari, o nel caso di minori sottoposti a provvedimenti di natura giudiziaria.
I Comuni che invece hanno predisposto i Regolamenti, attraverso un lungo lavoro di concertazione con le parti sociali, con le aziende sanitarie locali e con tutti i comuni dell’area distrettuale, hanno cercato di rendere omogenei i criteri per l’accesso agevolato ad una vasta gamma di prestazioni sociali o dei servizi di pubblica utilità (telefono, luci, gas, acqua), nonché per determinare le soglie di reddito e le fasce di esenzione, al fine di stabilire equi principi di compartecipazione alla spesa sulla base di reali indicatori della situazione economica del singolo soggetto e/o del nucleo familiare.
Detto ciò però nella maggior parte dei Regolamenti comunali alcune interpretazioni della normativa nazionale da parte degli enti erogatori in merito all’applicazione dell’ISEE, in particolare le norme che disciplinano la composizione del nucleo familiare del richiedente la prestazione sociale agevolata e la rivalsa sui soggetti obbligati per legge nel caso di utenti non abbienti, sono state oggetto di azioni e di contenziosi da parte di cittadini e di associazioni.
Infatti, il contenzioso nasce dall’interpretazione anche della legge quadro di riforma del welfare (328/2000) dove all’art. 25 (Accertamento della condizione economica del richiedente si dispone che “ai fini dell’accesso ai servizi …la verifica della condizione economica del richiedente è effettuata secondo le disposizioni previste dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109, come modificato dal decreto legislativo 3 maggio 2000, n. 130″.
Secondo il d.lgs. 130/2000 (art. 3 comma 2) gli enti erogatori, rispetto alla definizione e composizione del nucleo familiare, possono per particolari prestazioni assumere come unità di riferimento al fine della certificazione ISEE, un diversa composizione del nucleo familiare e (art. 3 comma 2- ter) in presenza di anziani ultra 65enni non autosufficienti e disabili con handicap permanente grave (accertato ai sensi dell’art. 4 della legge 104/1992) l’ente erogatore delle prestazioni fa riferimento non al reddito complessivo dell’intero nucleo familiare ma solo a quello della persona che richiede una prestazione sociale agevolata.
Il d.lgs. 130/2000 rimanda, per meglio regolamentare la materia, all’emanazione di un successivo DPCM, su proposta dei ministri del Welfare e della Salute. DPCM, però mai emanato e la cui assenza ha creato molta confusione e molte strumentalizzazioni giuridiche circa la gerarchia delle fonti normative, essendo un DPCM un mero atto amministrativo e non una legge.
Ciò ha determinato da parte degli enti locali una forte discrezionalità, in quanto alcuni comuni hanno inserito nei propri regolamenti ISEE la possibilità di attuare già la normativa, evidenziando la situazione reddituale del solo assistito.
L’applicazione estesa della norma se da una parte favorisce l’assistito (anziano, disabile), dall’altra aumenta i costi sostenuti dal soggetto erogatore in quanto nella maggior parte dei casi gli assistiti non sono in grado di compartecipare alle spese o il loro reddito è così insufficiente che li colloca automaticamente nelle fasce di esenzione.
Nel caso di prestazioni sociali agevolate richieste da soggetti non abbienti il codice civile individua nell’ambito del nucleo familiare e parentale i soggetti obbligati a fornire un aiuto materiale nei confronti dei propri congiunti in situazioni di grave disagio psicofisico e sociale che possono pregiudicare la dignità e la sopravvivenza della persona.
In particolare, si tratta di situazioni in cui il congiunto in assenza o con reddito insufficiente, anche se proprietario di beni immobili, non è in grado di far fronte alle spese per il ricovero in strutture residenziali o per particolari prestazioni di tipo continuativo (assistenza domiciliare, pasti, fisioterapia, telesoccorso,ecc.).
Spesso, gli enti locali interpretando in maniera rigida il codice civile, richiedono ai parenti il pagamento delle rette. Negli ultimi anni le associazioni di tutela e di categoria degli utenti, anche sulla base di alcuni pareri ministeriali e di alcune sentenze (TAR, Consiglio di Stato) hanno dato una diversa interpretazione della normativa, richiamando l’art. 438 del C.C. che specifica che gli alimenti possono essere chiesti solo da chi versa in stato di bisogno e non da terzi. Lo stesso D.lgs. 130/2000 all’art. 2 comma 6 recita che la disciplina relativa ai soggetti tenuti agli alimenti non può essere interpretata nel senso dell’attribuzione agli enti erogatori della facoltà di cui all’art. 438 del codice civile. Ciò significa che gli enti che erogano prestazioni non possono sostituirsi all’interessato nei confronti dei propri congiunti e che, dunque, ogni azione di rivalsa economica rispetto ai costi sostenuti può essere considerata illegittima.
Una recente sentenza del Consiglio di Stato con ordinanza 14.9.2009 n.4582 ha confermato l’ordinanza del TAR di Milano che aveva riconosciuto l’immediata precettività dell’art. 3.co. 2 ter del D.lgs. 130/2000, rinnovando nei confronti di un Comune lombardo che ai fini della determinazione delle modalità di contribuzione al costo delle prestazioni sociali agevolate deve tenere conto della situazione economica del solo assistito nel caso di anziano 65 enne non autosufficiente o di persona con handicap grave.
Tale sentenza è ulteriormente importante perché afferma che in questa materia la legislazione nazionale è di rango superiore rispetta a quella del legislatore regionale, in quanto le prestazioni sociali erogate dall’ente locale si prefigurano come “mantenimento dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali (art. 117 co. 2 lettera m della Costituzione) che devono assicurati sull’intero territorio nazionale.
Infatti, non può essere applicata la norma della Regione Lombardia (art. 8 co. 3 della l.r. 3/2008) quando recita che “partecipano altresì i soggetti civilmente obbligati secondo le modalità stabilite dalle normative vigenti” alla copertura del costo delle prestazioni erogate a favore di un assistito. Pertanto è impugnabile la generica formulazione del comma regionale se inserito, come ha fatto pure un altro comune lombardo, in un Regolamento comunale.
Con il progetto di legge “Norme per la partecipazione al costo delle prestazioni sociali e socio-sanitarie e sperimentazione dell’Indicatore Fattore Familiare. Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 12 marzo 2008, n. 3 (Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario)” si propone di trovare una soluzione di tipo legislativo alla complessa materia individuando criteri e modalità di applicazione dell’ISEE uniformi per l’intero territorio regionale che dovranno essere recepiti e adottati dai comuni e dai soggetti gestori delle unità offerta. Per innovare i principi e i criteri di applicazione dell’ISEE nazionale, che in alcuni casi sono molto rigidi, si propone di utilizzare un secondo indicatore che tenga conto di un più vasto numero di variabili qualitative e quantitative del nucleo familiare, al fine di garantire i nuclei più fragili e meno abbienti.
L’Indicatore del Fattore Familiare, IFF, deve necessariamente essere sperimentato e validato per evitare o l’inefficacia o forme paradossali di maggiore spesa per il cittadino ed è per questo motivo che all’interno del progetto di legge possono essere individuati alcuni principi ma non la sua completa declinazione che deve essere lasciata alla competenza della Giunta, assunti i pareri delle associazioni di categoria e degli enti locali.
Rispetto al caso delle persone anziane non autosufficienti e dei disabili con certificazione di handicap grave che richiedono il ricovero in RSA o RSD, al fine di evitare una lunga serie di contenziosi legali e di conflittualità sociale tra i cittadini e gli enti gestori sfociata in questi ultimi anni con ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato, la Regione, che ne ha competenza legislativa esclusiva dopo la riforma del titolo V della parte II della Costituzione, può definire l’integrazione economica delle rette per il ricovero in strutture residenziali una specifica unità d’offerta sociale il cui accesso è disciplinato dal comune di residenza della persona assistita in base a criteri regionali.
Un’altra modalità di intervento contenuta nel presente pdl per intervenire nei casi di persone non abbienti riferite ad anziani non autosufficienti e a disabili con certificazione di handicap grave, è quello che i costi delle prestazioni nell’ambito di percorsi assistenziali integrati di natura socio-sanitaria, erogate a domicilio o in ambiente residenziale, a ciclo diurno o continuativo, sono a carico del Fondo regionale per la non autosufficienza ai sensi dell’art. 17 della legge regionale 12 marzo 2008, n. 3 “Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario”.
Articolo1
(Principi)
1. La Regione Lombardia, al fine di promuovere condizioni di benessere e inclusione sociale delle persone e della famiglie, nonché per prevenire, rimuovere o ridurre situazioni di fragilità sociale dovute a condizioni economiche disagiate, disciplina la partecipazione al costo delle prestazioni sociali e socio-sanitarie della rete delle unità di offerta sociali e socio-sanitarie di cui alla legge regionale 12 marzo 2008, n. 3 “Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario”.
2. La presente legge norma in via generale, nelle forme e secondo le modalità previste dalla legislazione nazionale e regionale vigente, i criteri per l’accertamento della situazione economica dei richiedenti ai fini della fruizione delle prestazioni sociali e socio-sanitarie agevolate inerenti i livelli essenziali di assistenza, di cui ai DPCM 14 febbraio 2001 e 29 novembre 2001, individuando nell’Indicatore della situazione economica equivalente, ISEE, e nell’Indicatore Quoziente Familiare, IQF, gli strumenti di maggiore equità del sistema di accesso e di tariffazione delle prestazioni.
3. Nel rispetto dei principi e dei valori della Costituzione, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e dello Statuto regionale è garantito il principio dell’universalità del diritto di accesso alla rete delle unità d’offerta e di uguaglianza di trattamento nel rispetto delle peculiarità ed esigenze del cittadino e nel rispetto dell’appropriatezza delle prestazioni sociali e sociosanitarie, in particolare nei confronti delle persone e delle famiglie che si trovano in uno stato di bisogno come determinato dall’art. 6 comma 3 della legge regionale 12 marzo 2008, n. 3 “Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario”.
Articolo 2
(Modifiche agli articoli 4, 8 della l.r. 3/2008)
1. Alla legge regionale 12 marzo 2008, n. 3 (Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario) sono apportate le seguenti modifiche:
l’art. 4 comma 1 a) è sostituito dal presente:
Le unità di offerta sociali hanno il compito di:
a) aiutare le persone e le famiglie, anche mediante l’attivazione di legami di solidarietà tra famiglie e gruppi sociali e con interventi di sostegno economico; in particolare l’integrazione economica delle rette per il ricovero in strutture territoriali, domiciliari, diurne, semiresidenziali e residenziali costituisce una specifica unità d’offerta sociale a favore delle persone anziane non autosufficienti di età superiore ai 65 anni e delle persone disabili con certificazione di handicap permanente grave ai sensi della legge 104/92. A tal fine, nei confronti dei soggetti non abbienti, si provvede con le risorse del Fondo per la non autosufficienza, ai sensi dell’art. 17 della legge regionale 12 marzo 2008, n. 3“Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario”.
2. l’art. 8 comma è sostituito dal presente:
“Art. 8
(Agevolazioni per l’accesso alle prestazioni sociali e sociosanitarie)
2.1. Le persone e le famiglie che accedono alla rete delle unità d’offerta sociosanitarie sono tenute a concorrere in rapporto alle proprie condizioni economiche, mediante il pagamento di rette e tariffe, al costo delle prestazioni inerenti a livelli essenziali di assistenza, per la parte non a carico del fondo sanitario regionale, in conformità ai DPCM 14 febbraio 2001 e 29 novembre 2001.
Le persone e le famiglie che accedono alla rete delle unità d’offerta sociali sono tenute a concorrere in rapporto alle proprie condizioni economiche, mediante il pagamento di rette e tariffe, alla copertura del costo delle prestazioni nella misura stabilita dai comuni.
2.2. La quota di compartecipazione al costo delle prestazioni sociali e sociosanitarie è stabilita dai comuni secondo modalità e criteri generali definiti con deliberazione della Giunta regionale, acquisito il parere del Consiglio delle Autonomie locali e previa consultazione degli organismi istituiti ai sensi della legge regionale 12 marzo 2008, n. 3 “Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario”. Con lo stesso provvedimento e con le stesse modalità la Giunta regionale definisce l’Indicatore del Quoziente Familiare, IQF che modifica e integra l’ISEE.
2.3. Il provvedimento della Giunta regionale ha la finalità di garantire principi di trasparenza, semplificazione nell’accesso alle prestazioni ed equità di trattamento per l’intera rete delle unità d’offerta sociali e socio-sanitarie gestite dai comuni, singoli o associati, e dai soggetti accreditati e si basa sui seguenti criteri:
a) valutazione del reddito e del patrimonio del nucleo familiare;
b) previsione, in relazione al patrimonio mobiliare e immobiliare, di franchigie stabilite in base al numero dei componenti del nucleo familiare;
c) definizione di scale di equivalenza che tengano conto del carico familiare dato dalla presenza di figli, inclusi i nascituri e i figli in affido, di disabili, di anziani non autosufficienti, nonché della presenza di un solo genitore convivente;
d) valutazione del livello di assistenza richiesto, anche con riguardo alla situazione familiare;
e) detrazioni dei costi sostenuti per spese sanitarie, abbattimento barriere architettoniche, ausili per la vita indipendente, assistente familiare;
f) detrazioni per i costi di locazione immobiliare e gli interessi sui mutui.
2.4. Limitatamente alle prestazioni sociali agevolate, nell’ambito di percorsi assistenziali integrati di natura socio-sanitaria, erogate a domicilio o in ambiente residenziale, a ciclo diurno o continuativo, rivolte a persone con handicap permanente grave di cui all’art. 3, comma 3, della legge 104/92, accertato ai sensi dell’art. 4 della stessa legge, nonché ai soggetti ultrasessantacinquenni in condizione di accertata non autosufficienza fisica o psichica, la situazione economica è riferita al solo soggetto tenuto alla partecipazione ai costi della prestazione, qualora più favorevole.
2.5. Nei casi di soggetti non abbienti, riferiti alle persone di cui al comma precedente, i costi delle prestazioni nell’ambito di percorsi assistenziali integrati di natura socio-sanitaria, erogate a domicilio o in ambiente residenziale, a ciclo diurno o continuativo, sono a carico del Fondo regionale per la non autosufficienza ai sensi dell’art. 17 della legge regionale 12 marzo 2008, n. 3 “Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario.
2.6. I criteri previsti dal comma 2.3, fatti salvi i casi in cui il costo delle prestazioni è a totale carico del fondo sanitario regionale, si applicano anche per determinare il valore di titoli e di altri benefici economici che la Regione, anche per il tramite delle ASL, e i comuni riconoscono per l’accesso alle unità di offerta sociali e sociosanitarie.
2.7. Per la determinazione dei punti a), b) c) d) e) f) del comma 2.3 è utilizzato l’ISEE, di cui alle disposizioni del d.lgs. 31 marzo 1998 n. 109 come modificato dal d.lgs. 3 maggio 2000 n.130, nonché i parametri aggiuntivi che si riferiscono al nuovo Indicatore Quoziente Familiare, IQF, allo scopo di utilizzare strumenti di maggiore equità per l’accesso e la compartecipazione al costo delle prestazioni.
2.8 La nuova modalità di misurazione della situazione economica del richiedente, correlata ai nuovi indicatori familiari, ha natura sperimentale di un anno ed entra a regime solo dopo aver verificato la correttezza e l’adeguatezza degli strumenti in conformità ai principi ed obiettivi della legge regionale 12 marzo 2008, n. 3 “Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario”.
2.9. Gli oneri relativi alle prestazioni sociali e sociosanitarie sono a carico del comune in cui la persona assistita risiede o, nei casi di cui all’articolo 6, comma 1, lettere b) e c), dimora.
2.10. Gli oneri relativi alle prestazioni sociali e sociosanitarie obbligatorie, tra cui gli oneri per il ricovero in strutture residenziali, sono a carico del comune secondo le disposizioni di legge che disciplinano la residenza anagrafica, il domicilio e la dimora, in particolare nei casi inerenti soggetti minori sottoposti a provvedimento dell’autorità giudiziaria, nei casi di affido familiare, di minori sottoposti a tutela ai sensi dell’articolo 3 della legge 4 maggio 1983, n. 184 o di disabili e altre persone in situazione di fragilità sottoposte a misure di protezione per le persone prive in tutto o in parte di autonomia ai sensi della legge gennaio 2004 n° 6
2.11. I comuni con popolazione non superiore ai 5.000 abitanti facenti parte dell’ambito territoriale e sui quali gravano gli oneri per interventi sociali obbligatori accedono al fondo di sostegno, di cui alla legge regionale 14 dicembre 2004, n. 34 Politiche regionali per i minori.
2.12. Con deliberazione della Giunta regionale, acquisito il parere del Consiglio delle Autonomie locali e previa consultazione degli organismi istituiti ai sensi della legge regionale 12 marzo 2008, n. 3 “Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario” sono definiti i contenuti obbligatori dei contratti di ingresso nelle unità di offerta sociosanitarie accreditate, anche mediante l’adozione di schemi tipo.
Articolo 3
(Norma finanziaria)
Alle spese di cui alla presente legge si provvede, per l’esercizio 2011 e seguenti, con le risorse stanziate annualmente nelle relative UPB della funzione obiettivo 5.2. “welfare della sussidiarietà”.
Articolo 4
(Norma transitoria)
1. Fino all’adozione della deliberazione della Giunta regionale di cui all’articolo 2, comma 2.2 e in attesa della sperimentazione di cui al comma 2.8, la misura della partecipazione al costo delle prestazioni sociali e sociosanitarie è stabilita dai regolamenti comunali in base alle sole disposizioni in materia di indicatore della situazione economica equivalente (ISEE).
|
(1) |
(2) |
(3) |
(4) |
(A) Qualificazione Spesa |
(B) Copertura Finanziaria |
|
intervento |
SPESA CONTINUATIVA O RICORRENTE (art. 22 lr 34/1978 |
Riferimento PDL art. …. comma ….. |
Natura spesa CORRENTE / CONTO CAPITALE |
UPB IMPORTO |
UPB IMPORTO |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
La legge non da origine a flussi finanziari per la sua gestione.
Elenco generale PDL – Consiglio Regionale della Lombardia.

REGIONE LOMBARDIA, PIANO SOCIO SANITARIO REGIONALE 2010-2014, Deliberazione di Consiglio regionale n. IX/0088, 17 novembre 2011
Pubblicato: 16 febbraio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: DCR e DGR, Legislazione sociale e sanitaria della Regione Lombardia, Piani regionali, Servizi sanitari, Servizi sociali | Lascia un commento »potenziare la capacità di facilitare un gruppo di auto aiuto a supporto delle persone in lutto, Suzzara (MN), 10 e 11 marzo 2012, a cura di www.mariabianchi.it
Pubblicato: 16 febbraio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: lutto, Famiglie, Formazione Permanente, Gruppi di mutuo aiuto, Mantova | Lascia un commento »Per potenziare la capacità di facilitare un gruppo di auto aiuto a supporto delle persone in lutto, è organizzato il percorso formativo di secondo livello che si terrà a Suzzara (MN) presso la nostra sede nei giorni Sabato 10 e Domenica 11 Marzo 2012.
- Il programma dettagliato è visibile direttamente tramite il link http://www.mariabianchi.it/?q=node/228
o nel sito
- www.mariabianchi.it, sezione ‘novità’).
Il percorso, riservato a facilitatori già attivi o a chi ha vissuto precedenti esperienze formative sul tema, prevede la possibilità di implementare le competenze del facilitatore secondo il nostro approccio della ‘narrazione guidata’.

Regione Lombardia, Legge Regionale 1 febbraio 2012 , n. 1 Riordino normativo in materia di procedimento amministrativo, diritto di accesso ai documenti amministrativi, semplificazione amministrativa, potere sostitutivo e potestà sanzionatoria
Pubblicato: 16 febbraio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Diritto Amministrativo, LOMBARDIA | Lascia un commento »Legge Regionale 1 febbraio 2012 , n. 1
Riordino normativo in materia di procedimento amministrativo, diritto di accesso ai documenti amministrativi, semplificazione amministrativa, potere sostitutivo e potestà sanzionatoria
(BURL n. 5, suppl. del 03 Febbraio 2012 )
da Banca dati del Consiglio Regionale della Lombardia.
Banca dati del Consiglio Regionale della Lombardia
Pubblicato: 16 febbraio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Leggi Regionali, LEGISLAZIONE Fonti, Legislazione Sanitaria, Legislazione sociale, LOMBARDIA | Lascia un commento »
All’interno della banca dati sono presenti tutte le leggi e i regolamenti della Regione Lombardia.
La consultazione delle leggi e dei regolamenti avviene nel testo vigente: viene infatti fornito sempre l’ultimo testo in vigore a disposizione.
Ove disponibili e non particolarmente complessi sotto il profilo tecnico e/o grafico sono forniti anche i documenti allegati ai testi normativi.
E’ offerta anche la possibilità di consultazione del testo storico inizialmente approvato e dei vari testi previgenti intervenuti nel corso del tempo (al momento questa opportunità è offerta, in modo completo, per i soli testi pubblicati e promulgati, oppure modificati, a partire dal 1995\VI legislatura); i vari testi sono anche confrontabili fra loro con evidenziate le parti oggetto di modifica.
E’ inoltre disponibile il “link” alle norme citate nel testo consultato, siano esse regionali o nazionali (collegamento al sito “http://www.normattiva.it”, cui la Regione collabora attraverso le iniziative assunte dalla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome) ed è possibile visualizzare i riferimenti attivi e passivi (vale a dire le disposizioni normative modificate dal testo normativo consultato o modificanti il testo stesso).
Avviso: i riferimenti attivi e passivi sono generati e gestiti automaticamente dal programma e potrebbero, in alcuni casi, contenere indicazioni non perfettamente coerenti.
I provvedimenti sono classificati per legislatura e per anno nonché per varie tipologie (materia, status ecc); attraverso il menù ad albero posto a sinistra dello schermo è possibile consultare rapidamente i documenti d’interesse. Per ricerche più approfondite è possibile utilizzare le funzioni di Ricerca semplice o di Ricerca avanzata.
La maschera di ricerca contiene i diversi criteri sulla base dei quali si può effettuare la ricerca dei testi normativi. In alcuni campi la maschera presenta una serie di opzioni, che possono essere selezionate o de-selezionate con il mouse.
Si precisa che si sono considerate abrogate solo le disposizioni per le quali vi è stata una puntuale ed espressa indicazione da parte del legislatore, dando anche conto, ove possibile, sia nelle classificazioni che nelle note, delle abrogazioni sottoposte a condizione.
I testi contengono inoltre note in merito ad eventuali interventi operati dalla Corte costituzionale
Banca dati del Consiglio Regionale della Lombardia.

la Regione Lombardia vara il “Fattore Famiglia”. Si tratta di un indicatore per le politiche sociali, che non solo tiene conto delle situazioni reddituali e patrimoniali, ma contempla anche a pieno titolo il numero di figli e i carichi di cura
Pubblicato: 15 febbraio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, Livelli essenziali di assistenza, LOMBARDIA, Organizzazione dei servizi, Valutazione e Qualità | 1 Commento »la Lombardia vara il Fattore Famiglia. Si tratta di un indicatore per le politiche sociali, che non solo tiene conto delle situazioni reddituali e patrimoniali, ma contempla anche a pieno titolo il numero di figli e i carichi di cura, ad esempio la presenza nel nucleo familiare di anziani non autosufficienti o di disabili.
Il Fattore Famiglia sarà ora sperimentato per un anno in alcuni Comuni del territorio lombardo. A livello regionale ha già trovato applicazione per quanto riguarda la Dote scuola 2012-2013, misura che interessa un terzo degli studenti lombardi (circa 300.000) con uno stanziamento di 81 milioni e che, con i nuovi parametri applicati, darà diritto alla Dote a 8.000 famiglie in più dello scorso anno.
SPERIMENTAZIONE – Parte ora un periodo di sperimentazione su tutte le unità d’offerta sociali e socio sanitarie “che consenta di valutare – ha aggiunto Boscagli -, con grande attenzione, l’appropriatezza degli indicatori individuati, l’impatto sulle famiglie lombarde e la sua sostenibilità”. Solo dopo questa fase, i cui risultati saranno resi noti e valutati dal Consiglio regionale, la Giunta regionale sarà investita del compito di definire i criteri attuativi. “L’eredità del paradigma ‘tutto a tutti’ e in maniera indifferenziata – ha notato ancora Boscagli – ha consegnato una situazione divenuta insostenibile e profondamente iniqua. Molti cittadini in stato di bisogno sono oggi fuori dal sistema di assistenza e solo grazie al sistema di protezione familiare possono ricevere assistenza quotidiana senza gravare sulle risorse pubbliche”.
RISPETTO DEI LEA – La misura lombarda non tocca in nulla i Livelli essenziali di assistenza (Lea), che sono di competenza nazionale. In altri termini, il provvedimento lombardo non si colloca minimamente in contrasto con la disciplina nazionale dei Lea e la sua legittimità è supportata sia dalla giurisprudenza costituzionale sia dal recente parere della Corte dei Conti sul nostro sistema socio-sanitario. I principi cardine della legge regionale sul Fattore Famiglia si collocano, infatti, nel pieno rispetto dei Livelli essenziali di assistenza e sono volti a riconoscere un ruolo centrale alla famiglia, commisurando lo strumento di valutazione della situazione economica agli effettivi carichi di cura e sono diretti a garantire il rispetto del principio di uguaglianza sostanziale attraverso l’aumento dell’offerta dei servizi su base regionale.
CARICHI DI CURA – Il Fattore Famiglia lombardo, declinato nella scala di equivalenza con i correttivi riguardanti i carichi di cura, diventa quindi lo strumento attraverso cui Regione, Province e Comuni determineranno, ciascuno nel rispetto delle rispettive competenze, il valore dei voucher sociali e sociosanitari, gli altri benefici economici e la compartecipazione economica ai costi delle prestazioni sociosanitarie e sociali. Per esempio la retta di una casa di riposo potrà essere rimodulata e differenziata appunto in base al Fattore Famiglia, favorendo ulteriormente i nuclei con maggiori carichi.
Il ‘Fattore famiglia’ lombardo e’ diventato legge in nottata, ma il provvedimento licenziato dal Consiglio regionale parla di compartecipazione al costo delle prestazioni sociali e di quota a valenza sociale delle prestazioni sociosanitarie. Sparisce dunque il riferimento ai Lea (Livelli essenziali di assistenza). Il Consiglio regionale ha approvato il provvedimento che introduce modifiche alle normative regionali sulla Rete dei servizi alla persona al termine di una seduta fiume che si e’ conclusa con la votazione finale della legge 40 minuti dopo la mezzanotte, grazie alla proroga di un’ora decisa dal presidente del Consiglio regionale Davide Boni (Lega Nord). Una scelta che e’ stata contestata dai gruppi di minoranza che hanno abbandonato l’Aula ritenendo non valida la prosecuzione della seduta oltre il termine delle 24, riporta una nota della Regione.
La legge sul Fattore famiglia ha comunque incassato 42 voti a favore espressi dai consiglieri di Lega Nord e Pdl. L’approvazione non e’ stata senza polemiche. Il capogruppo del Pd Luca Gaffuri, a nome dell’intera opposizione, ha annunciato “l’intento di chiedere nelle sedi competenti l’impugnazione di questa legge”. Con l’introduzione del Fattore famiglia lombardo, per la prima volta nel calcolo delle tariffe dei servizi sociali viene preso in considerazione il carico familiare attraverso la definizione di ‘scale di equivalenza’ che garantiscono e tutelano le famiglie numerose, le famiglie con figli minori, la presenza di persone disabili o non autosufficienti.
Per il primo anno questo nuovo sistema sara’ applicato in via sperimentale in un numero limitato di Comuni. Nel testo del provvedimento si sottolinea che la quota di compartecipazione al costo delle prestazioni sociali e la quota a valenza sociale delle prestazioni sociosanitarie sono stabilite dai Comuni sulla base del reddito e del patrimonio del nucleo familiare. Tra i criteri considerati: la valutazione, nel nucleo familiare, della presenza di occupati sospesi, cassa integrati o disoccupati iscritti in liste di mobilita’ e la definizione di scale di equivalenza che tengano conto della presenza di figli (inclusi i nascituri e i minori in affido), di persone con disabilita’, di anziani non autosufficienti, di un solo genitore convivente.

Vivere in famiglia con la badante, 27 febbraio 2012, ore 14, Spazio Oberdan, sala Alda Merini, Viale Vittorio Veneto 2, Milano
Pubblicato: 10 febbraio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: assistenti familiari, CONVEGNI, INCONTRI, FESTIVAL, Disabilità e Handicap, Famiglie, Lavoro di cura, Milano, Non Autosufficienza, Servizi domiciliari | 1 Commento »Questa presentazione richiede JavaScript.
I gruppi di auto mutuo aiuto, Corso di Formazione a Milano dal 7 marzo 2012 all’ 8 maggio 2012 dal titolo
Pubblicato: 7 febbraio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Famiglie, Gruppi di mutuo aiuto, Milano | 1 Commento »
Centro Donatori del Tempo Martedì 8 febbraio – Como Ciclo di incontri collettivi per i familiari di malati di Alzheimer. IDonatori del Tempo organizzano il corso a partire da mercoledì 8 febbraio, per dieci mercoledì consecutivi dalle 18 alle 19.30, nel Centro Diurno Comunale in via Volta 83 a Como. Responsabile del ciclo è la psicologa Luciana Quaia, da NodoLibri
Pubblicato: 6 febbraio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Alzheimer, Como | Lascia un commento »
Ciclo di incontri collettivi per i familiari di malati di Alzheimer. IDonatori del Tempo organizzano il corso a partire da mercoledì 8 febbraio, per dieci mercoledì consecutivi dalle 18 alle 19.30, nel Centro Diurno Comunale in via Volta 83 a Como. Responsabile del ciclo è la psicologa Luciana Quaia.
La partecipazione agli incontri è gratuita, previa iscrizione.
Info: 031.270231 - e-mail:donatorideltempocomo@gmail.com
Luciana Quaia - Mnemosine. Esercizi per la memoria
|
|

Roberto Formigoni contestato alla presentazione della riqualificazione della Darsena, un luogo simbolo di Milano, in vista di Expo 2015
Pubblicato: 5 febbraio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: antipoltica, comunione e liberazione, Linguaggio, LOMBARDIA, Milano, violenza urbana | 1 Commento »Complimenti a Roberto Formigoni che, con stile istituzionale, ha tenuto bordone al teppismo, sempre insito nei fischi e nelle aggressioni.
Non sono un votante di Formigoni, come testimoniano i post qui raccolti, ma il teppismo è teppismo. Da qualsiasi parte politica si stia.
paolo ferrario
—————————————————————————————

La realizzazione della Casa del volontariato, voluta dal Comune e dal Centro servizi per il volontariato della Provincia di Milano (Ciessevi), costerà oltre 3 milioni di euro
Pubblicato: 4 febbraio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Milano, Volontariato | 2 Commenti »
ALZHEIMER: INCONTRI PER I FAMILIARI DI MALATI, a cura di Luciana Quaia e organizzato dal CENTRO DONATORI DEL TEMPO di Como
Pubblicato: 31 gennaio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Alzheimer, Como, Quaia Luciana | 1 Commento »ALZHEIMER: INCONTRI PER I FAMILIARI DI MALATI
la locandina ( PDF)
Sono aperte le iscrizioni per il ciclo di incontri collettivi 2012, di sostegno e di auto-mutuo-aiuto che anche quest’anno i Donatori del Tempo organizzano per i familiari di malati di Alzheimer, a partire da Mercoledi 8 Febbraio, per dieci Mercoledi consecutivi dalle ore 18.00 alle 19.30 circa, presso il Centro Diurno Comunale a Como, in Via Volta, 83 (sede dell’Università Popolare).
Obiettivo dell’iniziativa è quello di trasmettere informazioni e competenze alle famiglie che si trovano a dover fronteggiare il complesso problema della demenza, con interventi condotti da un gruppo multidisciplinare di professionisti, specialisti del settore.
Responsabile del Ciclo è la psicologa dottoressa Luciana Quaia.
Interverranno inoltre :
il neurologo dottor Simone Vidale, responsabile dell’U.V.A. (Unità Valutativa Alzheimer) di Neurologia e il geriatra Dott. Alessandro Antonelli, responsabile dell’U.V.A. di Geriatria , dell’Azienda Ospedaliera S. Anna di Como; lo psicologo dottor Marco Orsenigo, responsabile dell’Unità Operativa Anziani e Disabili della A.S.L. di Como.
La partecipazione al ciclo di 10 incontri è gratuita.
Il ciclo 2012 e’ riservato a nuovi partecipanti.
E’ indispensabile fare pervenire l’iscrizione entro il 25 Gennaio 2012, alla sede del Centro, in Piazza Mazzini 9 a Como, aperta al Martedì e Giovedì dalle 16.30 alle 18.30 (telefono e fax 031270231).
e-mail: donatorideltempocomo@gmail.com
da: Asl Como – News – ALZHEIMER: INCONTRI PER I FAMILIARI DI MALATI.

il Partito Democratico in Lombardia vota con la Lega contro le liberalizzazioni | Linkiesta.it
Pubblicato: 31 gennaio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: destre, Governo Monti 16 Novembre 2001-, Lega nord, LOMBARDIA, sinistre | 1 Commento »Partito Democratico ambiguo sulle liberalizzazioni volute dal governo Monti. Se a Roma il partito di Pierluigi Bersani sostiene l’esecutivo sulle nuove norme che daranno ai negozi la possibilità di avere orari di esercizio più flessibili, in Lombardia i democrat lombardi la pensano in maniera differente. Il gruppo consigliare piddino ha deciso così di votare una mozione della Lega Nord che dà la possibilità alla giunta regionale di Roberto Formigoni di presentare ricorso alla Corte Costituzionale (e contro l’esecutivo), proprio in materia di orari di esercizio: il governatore aveva spiegato nelle scorse settimane che la competenza era comunque statale. Gli unici a non votare tra i democratici sono stati Giuseppe Civati e Franco Mirabelli, già soprannominati nell’aula come i Monti Boys. A votare a favore anche Filippo Penati, ex presidente della provincia di Milano ora nel gruppo misto, fino a qualche anno fa capo della segreteria politica di Bersani. L’obiettivo della mozione è quello di proteggere l’autonomia degli enti locali sulla materia, una questione che sta interessando anche il comune di Milano che ha già avviato un incontro con le associazioni di categoria sull’argomento insieme con l’assessore al Commercio Franco D’Alfonso che auspica un percorso condiviso con le altre istituzioni per regolamentare il settore.
Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/Bersani-liberalizzazioni-lombardia-Pd-Civati#ixzz1l1QOzf00

Gli effetti concreti della crisi sul sistema dei servizi: scelte obbligate e possibili rischi | LombardiaSociale
Pubblicato: 30 gennaio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Fondo politiche sociali, LOMBARDIA, Spesa sociale | Lascia un commento »
Alzheimer : le attività del CENTRO DONATORI DEL TEMPO, Piazza Mazzini 9, 22100 Como, EMail: donatorideltempocomo@gmail.com
Pubblicato: 27 gennaio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Alzheimer, Como, Volontariato | 1 Commento »Alzheimer : le attività del CENTRO DONATORI DEL TEMPO,
Piazza Mazzini 9, 22100 Como
EMail: donatorideltempocomo@gmail.com
Al Poliambulatorio 2 stanza A33 del Nuovo Ospedale S.Anna, è attivo presso l’ U.V.A. di Neurologia (Unità Valutativa Alzheimer) un nostro “ punto d‘incontro ” per i malati di Alzheimer ed i loro familiari. Al nostro volontario potrete chiedere ascolto, consigli e informazioni utili sui diritti, sui servizi del territorio e sulle nostre attività di sostegno e di animazione, nei seguenti orari :
Venerdi dalle ore 9.30 alle 12
***
Il “Filo Diretto”: per i familiari che desiderassero una consulenza psicologica individuale, segnaliamo la possibilità di un colloquio telefonico con la nostra Psicologa, dottoressa Luciana Quaia, allo
031/27.02.31 ogni 1° e 3° Mercoledì del mese dalle 17.00 alle 19.00
***
Il “Caffè del Lunedì”: dal Novembre 2001, siamo ospiti nel bellissimo salone a lago, a Como in Viale Puecher 8 , sede dello Yacht Club-Mila-Circolo della Vela.
E’ un punto d’incontro, di ascolto e di mutuo-aiuto per i familiari; un luogo piacevole e stimolante per i malati, dove poter fare con i volontari una chiacchierata, qualche gioco di memoria e…..bere un caffè in compagnia al: Lunedì pomeriggio dalle 15.00 alle 17.00
***
Il “ Venerdi – insieme”: dal 18 Marzo 2005 ci ritroviamo presso il C.D.Comunale, sede dei Corsi dell’ Università Popolare, a Como in Via Volta,83 per fare “ insieme ” qualche gioco di stimolazione della memoria, un po’di bricolage, una cantatina….…ma anche incontri con amici, con medici e consulenti specialisti del settore,
al : Venerdi pomeriggio dalle 15.00 alle 17.00
***
N.B. Per avere informazioni o per donare il proprio tempo :
Martedì e Giovedì ore 16.30 / 18.30 - Tel. e fax: 031/27.02.31
Como, Piazza Mazzini, 9 / e-mail : donatorideltempocomo@gmail.com
CENTRO DONATORI DEL TEMPO, CICLO INCONTRI COLLETTIVI 2012 PER I FAMILIARI DI MALATI DI ALZHEIMER: COMUNICATO STAMPA, Piazza Mazzini 9, 22100 Como, EMail donatorideltempocomo@gmail.com,
Pubblicato: 27 gennaio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Alzheimer, Como, Volontariato | 1 Commento »CICLO INCONTRI COLLETTIVI 2012 PER I FAMILIARI DI MALATI DI ALZHEIMER : COMUNICATO STAMPA
Sono aperte le iscrizioni
per il ciclo di incontri collettivi 2012 , di sostegno e di auto-mutuo-aiuto che anche quest’anno i Donatori del Tempo organizzano per i familiari di malati di Alzheimer, a partire da Mercoledi 8 Febbraio, per dieci Mercoledi consecutivi dalle ore 18.00 alle 19.30 circa , presso il Centro Diurno Comunale a Como, in Via Volta, 83 (sede Universita’ Popolare ).
Obiettivo dell’iniziativa è quello di trasmettere informazioni e competenze alle famiglie che si trovano a dover fronteggiare il complesso problema della demenza, con interventi condotti da un gruppo multidisciplinare di professionisti, specialisti del settore.
Responsabile del Ciclo è la psicologa Dott.ssa Luciana Quaia.
Interverranno inoltre :
il neurologo Dott. Simone Vidale, responsabile dell’U.V.A., (Unita’ Valutativa Alzheimer) di Neurologia e il geriatra Dott. Alessandro Antonelli, resp.dell’U.V.A.di Geriatria , dell’Az.Osp.S.Anna di Como; lo psicologo Dott.Marco Orsenigo, responsabile dell’U.O. Anziani e disabili della A.S.L. di Como.
La partecipazione al ciclo di 10 incontri è gratuita.
Il ciclo 2012 e’ riservato a nuovi partecipanti.
E’ indispensabile fare pervenire l’iscrizione entro il 25 Gennaio 2012, alla sede del Centro, in Piazza Mazzini,9 a Como, aperta al Martedi e Giovedi dalle 16.30 alle 18.30 tel.e fax 031/270231
e-mail : donatorideltempocomo@gmail.com
I Donatori del Tempo
Como, 18 Gennaio 2012
Le altre attivita del CENTRO DONATORI DEL TEMPO:
Alzheimer : le attività deiDonatori del Tempo
Al Poliambulatorio 2 stanza A33 del Nuovo Ospedale S.Anna, è attivo presso l’ U.V.A. di Neurologia (Unità Valutativa Alzheimer) un nostro “ punto d‘incontro ” per i malati di Alzheimer ed i loro familiari. Al nostro volontario potrete chiedere ascolto, consigli e informazioni utili sui diritti, sui servizi del territorio e sulle nostre attività di sostegno e di animazione, nei seguenti orari :
Venerdi dalle ore 9.30 alle 12
***
Il “Filo Diretto”: per i familiari che desiderassero una consulenza psicologica individuale, segnaliamo la possibilità di un colloquio telefonico con la nostra Psicologa, dottoressa Luciana Quaia, allo
031/27.02.31 ogni 1° e 3° Mercoledì del mese dalle 17.00 alle 19.00
***
Il “Caffè del Lunedì”: dal Novembre 2001, siamo ospiti nel bellissimo salone a lago, a Como in Viale Puecher 8 , sede dello Yacht Club-Mila-Circolo della Vela.
E’ un punto d’incontro, di ascolto e di mutuo-aiuto per i familiari; un luogo piacevole e stimolante per i malati, dove poter fare con i volontari una chiacchierata, qualche gioco di memoria e…..bere un caffè in compagnia al: Lunedì pomeriggio dalle 15.00 alle 17.00
***
Il “ Venerdi – insieme”: dal 18 Marzo 2005 ci ritroviamo presso il C.D.Comunale, sede dei Corsi dell’ Università Popolare, a Como in Via Volta,83 per fare “ insieme ” qualche gioco di stimolazione della memoria, un po’di bricolage, una cantatina….…ma anche incontri con amici, con medici e consulenti specialisti del settore,
al : Venerdi pomeriggio dalle 15.00 alle 17.00
***
N.B. Per avere informazioni o per donare il proprio tempo :
Martedì e Giovedì ore 16.30 / 18.30 - Tel. e fax: 031/27.02.31
Como, Piazza Mazzini, 9 / e-mail : donatorideltempocomo@gmail.com
Regione Lombardia, TESTO UNICO DELLE REGOLE DI GESTIONE DEL SISTEMA SOCIOSANITARIO REGIONALE (in realtà solo della RETE SANITARIA), Direzione Generale Sanità
Pubblicato: 26 gennaio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Legislazione sociale e sanitaria della Regione Lombardia, LOMBARDIA, Organizzazione dei servizi, Politica dei servizi sociali, Programmazione dei servizi, Servizi educativi, Servizi sanitari, Servizi sociali | 1 Commento »Testo unico delle regole di gestione del sistema sociosanitario regionale
Con Delibera di Giunta Regionale 22 dicembre 2011, n. 2734 pubblicata sul BURL, S.O., n. 52 del 30 dicembre 2011 è stato approvato il Testo Unico delle Regole di Gestione del Sistema Sociosanitario Regionale.
Questo strumento è stato individuato come uno degli obiettivi strategici del Piano Sociosanitario Regionale 2010-2014, approvato dal Consiglio Regionale con deliberazione del 17.11.2010: ”Definizione chiara e sintetica delle regole di sistema aggiornate all’anno di riferimento e di facile consultazione”.
Esso rientra nel programma dell’Agenda di Governo 2011-2015 “Lombardia semplice” che individua espressamente, tra i diversi strumenti di semplificazione regionali finalizzati a razionalizzare il corpo di regole, prassi e procedure esistente, quello dei “Testi Unici coordinati di Settore”, che raccolgono, riordinano e semplificano, per ambiti tematici, l’insieme degli atti amministrativi a contenuto regolatorio.
Il Testo Unico delle Regole raccoglie e riordina:
- le disposizioni ancora dotate di valenza pluriennale rinvenibili nelle DGR delle Regole deliberate fino all’anno 2011, con esclusione delle disposizioni che forniscono indirizzi di gestione esclusivamente per l’anno di riferimento;
- gli atti amministrativi diversi dalle cd. “Regole” (quali, ad esempio, circolari recanti indirizzi applicativi rispetto alle DGR delle Regole, atti deliberativi diversi dalle “Regole”, note con contenuti importanti in ordine alle specifiche materie di riferimento), laddove il richiamo ai medesimi contribuisca a fornire chiarezza ed esaustività per una migliore comprensione della disciplina di riferimento.
Il Testo Unico delle Regole razionalizza e semplifica unicamente le disposizioni riguardanti le regole di gestione del sistema sociosanitario regionale e quelle più direttamente ad esse riconducibili, non potendosi quindi considerare quale testo unico di tutta la materia sanitaria disciplinata a livello amministrativo.
Il Testo redatto ha natura meramente compilativa e ricognitiva. La sua finalità è dotare gli operatori del settore di uno strumento di consultazione facile, completo ed aggiornato, nel quale poter rinvenire in modo puntuale le regole del settore sanitario e sociosanitario lombardo contenute negli atti amministrativi adottati nell’ultimo decennio.
Il Testo Unico è articolato in 12 allegati. Ai fini di una maggiore chiarezza e completezza del documento, in ogni allegato è stato ricostruito il quadro normativo di riferimento, tramite l’individuazione degli atti normativi di livello comunitario, statale e regionale.
Il Testo Unico non ha efficacia abrogativa e permangono e restano efficaci gli atti amministrativi adottati sulla base delle delibere relative ai singoli anni di riferimento nello stesso accorpate.
Per quanto concerne le Regole di gestione del sistema sociosanitario regionale relative all’anno 2012, si rimanda alla recente DGR n. IX/002633 del 6 dicembre 2011 avente ad oggetto “Determinazioni in ordine alla gestione del servizio socio sanitario regionale per l’esercizio 2012”.
Allegati
![]() |
Testo unico delle regole di gestione del sistema sociosanitario regionale (DGR n. 2734 del 22/12/2011) – BURL S.O. n. 52 del 30/12/2011 (2.4 MB) PDF |

Roberto Formigoni: “Bossi faccia quel che vuole “. Due capponi amburghesi nel pollaio
Pubblicato: 26 gennaio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA della Politica italiana, destre, Lega nord, LOMBARDIA | Lascia un commento »Bossi faccia quel che vuole e noi faremo quel che dobbiamo.
Non possiamo stare qui a inseguire tutti i giorni le sue dichiarazioni.

L’affare dell’ex ministro Fazio: come si buttano i soldi al San Raffaele, di Gianni Barbacetto | da www.infonodo.org
Pubblicato: 25 gennaio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: ciclo politico 1994-2011, comunione e liberazione, corruzione, LOMBARDIA, Politica sanitaria | 1 Commento »…
Nel 2005 il San Raffaele era ancora il regno incontrastato di don Luigi Verzè. Nessuno immaginava il baratro verso cui si stava incamminando, un buco da oltre un miliardo e mezzo di euro. Eppure erano già da tempo in moto i meccanismi che avrebbero portato l’ospedale all’epilogo attuale. Gestione allegra degli appalti, accumulo di fondi neri, strette connessioni con la politica. Tra i protagonisti di questa vicenda italiana che incrocia medicina e potere, religione e politica, ci sono anche due medici: Alberto Zangrillo e Ferruccio Fazio. Zangrillo è primario di anestesia e rianimazione cardio- vascolare del San Raffaele, ma è noto al grande pubblico soprattutto come medico personale di Silvio Berlusconi. Fazio nel 2005 è primario di medicina nucleare e radioterapia nell’ospedale di don Verzè e dal maggio 2008 entrerà a far parte del governo Berlusconi, prima come sottosegretario e poi come ministro della salute. Il 2 dicembre 2005, Zangrillo scrive al collega Fazio. In un messaggio e-mail gli accenna a un incontro per discutere su concorsi e finanziamenti a cui ha partecipato anche Mario Cal, il potente vicepresidente del San Raffaele, braccio destro di don Verzè (Cal si è poi tolto la vita, nel luglio scorso, dopo l’e- splosione dello scandalo). Al termine del suo messaggio, Zangrillo arriva al dunque: “Lunedì 5 dicembre ho organizzato un incontro nel mio studio tra Silvio e don Luigi in modo che quest’ultimo gli possa rappresentare le richieste finali per il maxiemendamento in Finanziaria… Speriamo!”. Ecco dunque la lobby dei “Raffaeliani” al lavoro: Zangrillo fa incontrare Berlusconi con don Verzè e questi gli porta le richieste da inserire del maxiemendamento della legge finanziaria che sarà approvata da lì a poco.
….
l’intero articolo è qui: Milano – L’affare dell’ex ministro Fazio: come si buttano i soldi al San Raffaele | www.infonodo.org.

La fedina penale della organizzazione amministrativa della Regione Lombardia, nominata da Roberto Formigoni, leader di Comunione e Liberazione /Compagnie delle Opere (le LORO opere)
Pubblicato: 24 gennaio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: comunione e liberazione, corruzione, Legislazione sociale e sanitaria della Regione Lombardia, LOMBARDIA | Lascia un commento »
Qui una documentazione sulla tela di ragno di Comunione e liberazione e Compagnia delle (LORO) opere

Roberto Formigoni e il sistema della corruzione nel sistema lombardia: Massimo Ponzoni, Franco Nicoli Cristiani, crac del San Raffaele, scandalo Santa Giulia nel 2009, presunte firme false per il listino personale del presidente alle regionali 2010, arresto di Piergianni Prosperini, …
Pubblicato: 19 gennaio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: corruzione, LOMBARDIA | Lascia un commento »Una nuova crepa si è aperta nelle fondamenta del Pirellone. L’arresto per bancarotta, concussione e finanziamento illecito ai partiti del pidiellino Massimo Ponzoni, ex assessore e ora ex membro dell’ufficio di presidenza del Consiglio regionale, è solo l’ultimo scossone che ha fatto traballare la Regione Lombardia. Poco più di un mese fa erano scattate le manette per tangenti per un altro esponente del Pdl, Franco Nicoli Cristiani, anche lui ex membro della giunta poi riciclato come vicepresidente del Consiglio regionale.
l’intero articolo qui: Roberto Formigoni e il declino del sistema lombardia – ATTUALITA.

La “devozione” alle barche di lusso di Roberto Formigoni, Presidente della Regione Lombardia | Gianni Barbacetto | Il Fatto Quotidiano
Pubblicato: 18 gennaio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: comunione e liberazione, LOMBARDIA | Lascia un commento »
Regione Lombardia, riforma dell’ADI per il 2012, schede analitiche a cura di Lombardiasociale.it
Pubblicato: 17 gennaio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Legislazione sociale e sanitaria della Regione Lombardia, Servizi domiciliari | Lascia un commento »primi commenti sulla riforma che la Regione ha previsto per l’ADI e un resoconto iniziale sulla sperimentazione in atto in alcune ASL da giugno 2011, a cura di Lombardiasociale.it
vai a: Disegnato il percorso di riforma dell’ADI per il 2012 | LombardiaSociale.
Seminario: Il Welfare in tempo di crisi
Pubblicato: 17 gennaio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: CONVEGNI, INCONTRI, FESTIVAL, LOMBARDIA, Politica dei servizi sociali, Politica sanitaria, Politica sociale | Lascia un commento »Il Forum del Terzo Settore Monza e Brianza in collaborazione con i Sindacati Unitari della Brianza organizza il Seminario:
“Il Welfare in tempo di crisi”
All’interno dello stesso verrà presentata la ricerca ”MONZABRIANZApARTECIPA”, sulla partecipazione del Terzo Settore della Brianza ai Piani di Zona, promossa dal Forum con il cofinanziamento della Fondazione della Comunità di Monza e Brianza.
da FONDAZIONE e ASSOCIAZIONE STEFANIA – BENVENUTO.

Il futuro dei piani di zona: cosa cambia e come attrezzarsi, lunedì 23 Gennaio presso l’Auditorium La Cordata, via San Vittore 49 a Milano
Pubblicato: 14 gennaio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: CONVEGNI, INCONTRI, FESTIVAL, Milano, Piani di zona | Lascia un commento »lunedì 23 Gennaio prossimo si terrà presso l’Auditorium La Cordata, via San Vittore 49 a MIlano, il seminario
Il futuro dei piani di zona: cosa cambia e come attrezzarsi
Un confronto tra Regione, Ambiti, Terzo Settore e Asl per analizzare il nuovo contesto e per raccogliere idee e spunti per affrontare la prossima fase programmatoria
ore 9.00 Registrazione
ore 9.15 Interventi
Apertura Cristiano Gori – LombardiaSociale.it
Cosa insegnano gli ultimi dieci anni: apprendimenti (e attenzioni) per affrontare il cambiamento Valentina Ghetti - IRS LombardiaSociale.it
Gli obiettivi di riforma del welfare e la nuova logica dei piani di zona Rappresentante Regione Lombardia – DG Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale; Giovanni Fosti – Cergas Bocconi
ore 10.00 Confronto con i territori e dibattito
Come è possibile una riattivazione sociale? Angelo Stanghellini – Ufficio di Piano di Crema
Investire sulla progettazione Elena Meroni – Azienda Comuni Insieme Bollate e NeASS
Costruire nuove alleanze con il mondo dell’impresa Chiara Previdi – Comune di Monza
Conclusioni Ugo DeAmbrogio – IRS LombardiaSociale.it
ore 13.00 Chiusura lavori
L’accesso è gratuito previa registrazione tramite l’iscrizione on line al link
http://www.lombardiasociale.it/ls-eventi/pdz23gennaio/
Sono stati richiesti da Irs al CROAS Lombardia i crediti per la formazione degli assistenti sociali
Per informazioni: tel. 02/4676.4310 segreteria@irs-online.it
VI SEGNALIAMO INOLTRE:
18 Gennaio 2012 , a Lodi, dalle 14.30 alle 18, organizzato dall’Ufficio di Piano
Convegno e tavola rotonda sul tema: ”Tra Diritti e Sostenibilità. Quale welfare locale possibile: lo sguardo di insieme, sostenere e mantenere i servizi in un quadro di difficoltà”.
Programma, iscrizioni e informazioni al link: http://udpcasalelodi.altervista.org/
Sono stai attribuiti dal CROAS 25 crediti formativi per assistenti sociali alla Scuola di aggiornamento e formazione per Assistenti Sociali organizzata da IRS: programma, calendario, costi e modalità di iscrizione vi verranno inviati contattando fpicozzi@irsonline.it oppure collegandovi al sito di irs

IN FAMIGLIA – Vivere con la badante, progetto formativo della Provincia di Milano
Pubblicato: 13 gennaio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: aggiorn. professionale, assistenti familiari, Assistenti sociali, Educatori professionali, infermieri professionali, Lavoro di cura, Milano | 1 Commento »![]() |
diritti-anziani19gen2012_schiscriz.doc 30K Visualizza Scarica |
![]() |
diritti anziano web.pdf 108K Visualizza Scarica |
![]() |
diritti anziano.pdf 1117K Visualizza Scarica |
![]() |
Scheda iscrizione Relazioni complesse.doc 29K Visualizza Scarica |
![]() |
invito cure anziano_stampa.pdf 1633K Visualizza Scarica |
![]() |
invito cure anziano_web.pdf 216K Visualizza Scarica |
![]() |
locandina.pdf 1096K Visualizza Scarica |

I servizi alla persona: le unità di offerta sociali e socio sanitarie in Lombardia, a cura del Servizio Studi e Valutazione Politiche regionali Ufficio Analisi Leggi e Politiche regionali, dicembre 2011
Pubblicato: 10 gennaio 2012 | Autore: Luciana Quaia (1959) | Filed under: Amministrazione dei servizi, LOMBARDIA, Servizi sanitari, Servizi sociali, TIPI DI SERVIZIO | 2 Commenti »Questa presentazione richiede JavaScript.
La sequenza può essere fermata sulle singole tabelle che, comunque, sono riprese dal seguente file:
- vai al file dbf I Servizi alla Persona in Regione Lombardia

Il ciclo di “don Luigi Verzè e della fondazione san Raffaele
Pubblicato: 31 dicembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: comunione e liberazione, corruzione, Lobbies e corporazioni, LOMBARDIA | 1 Commento »
12:57 - Un anno travagliato il 2011 per il San Raffaele. C’è infatti un’inchiesta in corso alla procura di Milano per il crac da 1,5 miliardi dell’ospedale, che segue di qualche mese il suicidio del secondo grande protagonista della vicenda, il vicepresidente con le deleghe operative Mario Cal. Il procedimento giudiziario però, che conta una decina di indagati, non dovrebbe subire rallentamenti.
Queste le tappe dell’inchiesta.
- 30 giugno: la Procura di Milano accende un ‘faro’ sulla crisi del San Raffaele. Non ancora una vera e propria indagine ma il Pm Luigi Orsi avvia un ‘protocollo civile’ sulla ristrutturazione del debito dell’ospedale.
- 18 luglio: Si suicida Mario Cal, storico braccio destro di don Verze’ nella gestione del San Raffaele, qualche giorno prima era stato sentito come teste dal pm Orsi.
- 19 luglio: Al vaglio della procura l’ipotesi di avanzare un’istanza di fallimento.
- 21 luglio: Il nuovo Cda del San Raffaele, appena insediatosi, chiede alla procura tre mesi per presentare un concordato preventivo. Il Pm da come ‘ultimatum’ la scadenza del 15 settembre.
- 22 luglio: Il fascicolo d’inchiesta sul suicidio di Cal passa ai Pm Luigi Orsi e Laura Pedio. Gli stessi che hanno acceso ‘il faro’ sulla crisi finanziaria dell’ospedale.
- 20 settembre: La procura di Milano “prende atto” delle richieste dei rappresentantri del Cda che hanno promesso di presentare la richiesta di concordato preventivo il 10 ottobre.
- 29 settembre: Il Pm avanza la richiesta di fallimento per “arrestare ulteriori dissipazioni patrimoniali” e “perseguire – scrive il procuratore Edmondo Bruti Liberati – l’interesse pubblico nella sfera del quale rientra la posizione dei soggetti a vario titolo coinvolti in questo grave default, quali i creditori, i dipendenti, i collaboratori e gli stessi utenti del servizio sanitario gestito dalla fondazione”. I Pm scrivono anche che dalle carte di Cal sono emersi “fatti di reato” e che vi sono degli indagati fra i quali, l’unico in quel momento certo, il direttore finanziario Mario Valsecchi per il quale si ipotizza il falso in bilancio e false scritture. -
- 30 settembre: E’ ufficiale: i Pm Orsi e Pedio hanno avviato l’indagine per bancarotta, ostacolo agli organi di vigilanza e fatture false.
- 12 ottobre: Inizia l’udienza davanti al giudice fallimentare
- 28 ottobre: Il Tribunale fallimentare dichiara “ammissibile” il concordato preventivo presentato dai legali. I creditori vengono convocati per il 23 gennaio 2012.
- 16 novembre: parallelamente alla causa civile va avanti l’inchiesta penale e i Pm dispongono una ventina di perquisizioni; una decina gli indagati fra i quali Don Verze’, Valsecchi, Gianluca Zammarchi e Andrea Bezzicheri, esponenti della societa’ ‘Metodo srl’. Arrestato per concorso in bancarotta il ‘faccendiere’ Piero Daccò.
- 17 novembre: Daccò è accusato di aver ‘distratto’ dalla Fondazione circa 3,3 milioni di euro.
- 18 novembre: nuovi particolari sull’inchiesta: Stefania Galli, segretaria di Cal parla di buste con denaro che passavano dall’ufficio del vicepresidente dal 2005.
- 19 novembre: Il Gip Vincenzo Tuchinelli convalida il fermo di Daccò.
- 13 dicembre: Viene arrestato l’ex direttore amministrativo Valsecchi. A lui e ad altre 9 persone viene contestata anche l’associazione a delinquere. Decisive sarebbero state le dichiarazioni di tre imprenditori, uno dei queli, Pierino Zammarchi, parla di sovraffatturazione di costi a carico dell’ospedale e retrocessione dei soldi al San Raffaele tramite buste di contanti e bonifici per 4 milioni. Fondi neri che sarebbero stati costituiti a partire dal 1983.
- 16 dicembre: Daccò interrogato dal Gip respinge le accuse.
- 31 dicembre: muore don Verze’.
Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor: È morto “don” Luigi Verzé, aveva 91 anni. Il ricordo di Totò con “‘A Livella”: nuje simmo serie…appartenimmo à morte!
Pubblicato: 31 dicembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: comunione e liberazione, corruzione, LOMBARDIA, Politica sanitaria | 1 Commento »…
Don Luigi era nato il 14 marzo 1920 a Illasi, in provincia di Verona. Nel 1947 si era laureato in Lettere classiche e Filosofia con padre Gemelli all’Universitá Cattolica di Milano e nel 1948 è stato ordinato sacerdote. Successivamente è diventato segretario del santo don Giovanni Calabria. Nel 1958 ha fondato l’Associazione Monte Tabor e nella seconda metà degli anni Sessanta sono iniziati i lavori di costruzione dell’ospedale a Segrate, alle porte di Milano. Il 30 aprile 1970 è nata la Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor, a cui viene conferito il San Raffaele in costruzione. Il 31 ottobre 1971 viene accolto il primo malato, mentre nel 1972 il San Raffaele viene riconosciuto Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico e dal 1982 è diventato polo universitario della Facoltá di Medicina e Chirurgia dell’Universitá Statale di Milano.
L’OSPEDALE - Negli anni Ottanta, a fianco dell’ospedale, che oggi ha una capienza di circa 1.300 posti letto e una struttura di 11 dipartimenti e 45 specialità cliniche
da: È morto don Verzé, aveva 91 anni – Milano
Ogn’anno,il due novembre,c’é l’usanza
per i defunti andare al Cimitero.
Ognuno ll’adda fà chesta crianza;
ognuno adda tené chistu penziero.
Ogn’anno,puntualmente,in questo giorno,
di questa triste e mesta ricorrenza,
anch’io ci vado,e con dei fiori adorno
il loculo marmoreo ‘e zi’ Vicenza.
St’anno m’é capitato ‘navventura…
dopo di aver compiuto il triste omaggio.
Madonna! si ce penzo,e che paura!,
ma po’ facette un’anema e curaggio.
‘O fatto è chisto,statemi a sentire:
s’avvicinava ll’ora d’à chiusura:
io,tomo tomo,stavo per uscire
buttando un occhio a qualche sepoltura.
“Qui dorme in pace il nobile marchese
signore di Rovigo e di Belluno
ardimentoso eroe di mille imprese
morto l’11 maggio del’31″
‘O stemma cu ‘a curona ‘ncoppa a tutto…
…sotto ‘na croce fatta ‘e lampadine;
tre mazze ‘e rose cu ‘na lista ‘e lutto:
cannele,cannelotte e sei lumine.
Proprio azzeccata ‘a tomba ‘e stu signore
nce stava ‘n ‘ata tomba piccerella,
abbandunata,senza manco un fiore;
pe’ segno,sulamente ‘na crucella.
E ncoppa ‘a croce appena se liggeva:
“Esposito Gennaro – netturbino”:
guardannola,che ppena me faceva
stu muorto senza manco nu lumino!
Questa è la vita! ‘ncapo a me penzavo…
chi ha avuto tanto e chi nun ave niente!
Stu povero maronna s’aspettava
ca pur all’atu munno era pezzente?
Mentre fantasticavo stu penziero,
s’era ggià fatta quase mezanotte,
e i’rimanette ‘nchiuso priggiuniero,
muorto ‘e paura…nnanze ‘e cannelotte.
Tutto a ‘nu tratto,che veco ‘a luntano?
Ddoje ombre avvicenarse ‘a parte mia…
Penzaje:stu fatto a me mme pare strano…
Stongo scetato…dormo,o è fantasia?
Ate che fantasia;era ‘o Marchese:
c’o’ tubbo,’a caramella e c’o’ pastrano;
chill’ato apriesso a isso un brutto arnese;
tutto fetente e cu ‘nascopa mmano.
E chillo certamente è don Gennaro…
‘omuorto puveriello…’o scupatore.
‘Int ‘a stu fatto i’ nun ce veco chiaro:
so’ muorte e se ritirano a chest’ora?
Putevano sta’ ‘a me quase ‘nu palmo,
quanno ‘o Marchese se fermaje ‘e botto,
s’avota e tomo tomo..calmo calmo,
dicette a don Gennaro:”Giovanotto!
Da Voi vorrei saper,vile carogna,
con quale ardire e come avete osato
di farvi seppellir,per mia vergogna,
accanto a me che sono blasonato!
La casta è casta e va,si,rispettata,
ma Voi perdeste il senso e la misura;
la Vostra salma andava,si,inumata;
ma seppellita nella spazzatura!
Ancora oltre sopportar non posso
la Vostra vicinanza puzzolente,
fa d’uopo,quindi,che cerchiate un fosso
tra i vostri pari,tra la vostra gente”
“Signor Marchese,nun è colpa mia,
i’nun v’avesse fatto chistu tuorto;
mia moglie è stata a ffa’ sta fesseria,
i’ che putevo fa’ si ero muorto?
Si fosse vivo ve farrei cuntento,
pigliasse ‘a casciulella cu ‘e qquatt’osse
e proprio mo,obbj’…’nd’a stu mumento
mme ne trasesse dinto a n’ata fossa”.
“E cosa aspetti,oh turpe malcreato,
che l’ira mia raggiunga l’eccedenza?
Se io non fossi stato un titolato
avrei già dato piglio alla violenza!”
“Famme vedé..-piglia sta violenza…
‘A verità,Marché,mme so’ scucciato
‘e te senti;e si perdo ‘a pacienza,
mme scordo ca so’ muorto e so mazzate!…
Ma chi te cride d’essere…nu ddio?
Ccà dinto,’o vvuo capi,ca simmo eguale?…
…Muorto si’tu e muorto so’ pur’io;
ognuno comme a ‘na’ato é tale e quale”.
“Lurido porco!…Come ti permetti
paragonarti a me ch’ebbi natali
illustri,nobilissimi e perfetti,
da fare invidia a Principi Reali?”.
“Tu qua’ Natale…Pasca e Ppifania!!!
T”o vvuo’ mettere ‘ncapo…’int’a cervella
che staje malato ancora e’ fantasia?…
‘A morte ‘o ssaje ched”e?…è una livella.
‘Nu rre,’nu maggistrato,’nu grand’ommo,
trasenno stu canciello ha fatt’o punto
c’ha perzo tutto,’a vita e pure ‘o nomme:
tu nu t’hè fatto ancora chistu cunto?
Perciò,stamme a ssenti…nun fa”o restivo,
suppuorteme vicino-che te ‘mporta?
Sti ppagliacciate ‘e ffanno sulo ‘e vive:
nuje simmo serie…appartenimmo à morte!”

Regione Lombardia, Linee di indirizzo per la programmazione sociale a livello locale 2012-2014
Pubblicato: 16 dicembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Legislazione sociale e sanitaria della Regione Lombardia, LOMBARDIA | Lascia un commento »Sono state approvate, con D.G.R. IX/2633 del 6 dicembre 2012, “Le Determinazioni in ordine alla gestione del Servizio Socio Sanitario Regionale per l’esercizio 2012″. La Delibera delle Regole 2012 è un atto complesso che definisce la regole di gestione e programmazione del Servizio Socio Sanitario Regionale. In particolare, l’allegato 15 del documento riguarda la programmazione socio-sanitaria e i servizi per le persone con grave disabilità.
Leggi la Delibera e gli allegati
Linee di indirizzo per la programmazione sociale a livello locale 2012-2014
La Regione Lombardia ha approvato con D.G.R. n. 2505 il documento “Un welfare della sostenibilità e della conoscenza – Linee di indirizzo per la programmazione soci ale a livello locale 2012-2014″ che esplicita i principi e i contenuti della nuova programmazione sociale.
La Direzione Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale sosterrà, attraverso momenti formativi, il processo di definizione della nuova programmazione territoriale che si completerà con la sottoscrizione degli Accordi di Programma entro il 31 marzo 2012.

Il sistema corruttivo del San Raffaele di “don” Luigi Verzè, da un articolo di Ferrarella Luigi e Guastella Giuseppe per il Corriere della Sera
Pubblicato: 15 dicembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: comunione e liberazione, corruzione, LOMBARDIA, Politica sanitaria | 1 Commento »estratto da: «Il sistema San Raffaele: associazione per delinquere», di Ferrarella Luigi, Guastella Giuseppe per il Corriere della Sera:
…
Il «sistema San Raffaele: un’ associazione a delinquere». Non è il titolo di un giornale, ma di un capitolo dell’ ordinanza con la quale ora il giudice dell’ inchiesta sull’ ospedale di don Verzé ricostruisce il «programma di depredazione sistematica» che per anni, «forse decenni», ha sottratto milioni di euro al già malandato bilancio della Fondazione. Un «vero e proprio meccanismo finalizzato a creare» un fiume nero di contanti che spariva in mille rivoli, dei quali non è ancora chiara la destinazione, ma certamente serviti anche a «soddisfare esigenze economiche personali» dei vertici dell’ ospedale guidato da don Luigi Verzé e da Mario Cal, il vicepresidente suicidatosi a luglio. È il panorama che emerge dalle accuse che ieri portano in carcere l’ ex direttore finanziario del San Raffaele, Mario Valsecchi, e che procurano un secondo ordine d’ arresto per l’ intermediario Pierangelo Daccò, in cella da un mese per concorso nella bancarotta.
…
da: «Il sistema San Raffaele: associazione per delinquere».

Gestioni associate, in consiglio regionale della Lombardia la bozza di legge , Anci Lombardia
Pubblicato: 14 dicembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Comuni associati, LOMBARDIA | Lascia un commento »
| Gestioni associate, in consiglio regionale la bozza di legge |
| Il testo licenziato dalla commissione andrà in consiglio regionale il 20, 21, 22 dicembre. |
|

Il reticolo di potere dei cattolici di comunione e liberazione nella Regione Lombardia: una raccolta di schede informative
Pubblicato: 13 dicembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: comunione e liberazione, corruzione, destre, LOMBARDIA | Lascia un commento »Vai alla raccolta di schede informative:
San Raffaele: chi sono e che ruolo hanno avuto gli indagati nell’inchiesta che ha sconvolto la sanità italiana- Video Repubblica – la Repubblica.it
Pubblicato: 13 dicembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: cattolici, LOMBARDIA, Politica sanitaria | 1 Commento »Chi sono e che ruolo hanno avuto gli indagati nell’inchiesta che ha sconvolto la sanità italiana: Mario Valsecchi, Mario Cal, Piero Daccò e il deus ex machina del sistema: Don Luigi Verzè. I ritratti di Mario Galbiati, la Repubblica Milano. Conduce Silvia Luperini
da San Raffaele, i protagonisti del crac – Video Repubblica – la Repubblica.it.

istituto San Raffaele di “don” Luigi Verzè: arrestato l’ex direttore amministrativo per associazione a delinquere
Pubblicato: 13 dicembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: cattolici, comunione e liberazione, LOMBARDIA, Politica sanitaria | Lascia un commento »(memorizzato in politica sanitaria/Lombardia/cattolici/comunione e liberazione)
L’ex direttore amministrativo dell’istituto San Raffaele Mario Valsecchi è stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta sul crack dell’istituto fondato da don Luigi Verzè. Il nome di Valsecchi era stato tra i primi a essere iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di concorso in bancarotta. Alla notizia che i magistrati indagavano su di lui il manager si era dimesso. Valsecchi è stato uno stretto collaboratore di Mario Cal, il braccio destro di Don Verzè coinvolto nell’inchiesta e suicidatosi nel luglio scorso.
ASSOCIAZIONE A DELINQUERE - La novità nell’inchiesta è costituita dal fatto che nei confronti di Valsecchi i magistrati ipotizzano il reato di associazione a delinquere insieme ad altre dieci persone. Secondo il gip Vincenzo Tutinelli il manager avrebbe potuto reiterare il reato.
ALTRI PROVVEDIMENTI - Insieme a quello destinato all’ex direttore amministrativo Mario Valsecchi, è stato emesso un nuovo ordine di custodia cautelare in carcere anche per Pierangelo Daccò, il consulente del San Raffaele già detenuto.
San Raffaele, arrestato l’ex direttore amministrativo: associazione a delinquere – Milano.
la storia del San Raffaele di “Don” Luigi Verzè , un impero della sanità convenzionata, sepolto da un miliardo e mezzo di debiti, Rai 3/Report Domenica 11 dicembre 21.30 Rai3
Pubblicato: 11 dicembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: cattolici, LOMBARDIA | 1 Commento »Non capita sempre (anzi, a mio giudizio quasi mai, per la loro estremista faziosità), ma questa volta Alberto Nerazzini ha fatto un lavoro eccezionale di giornalismo investigativo, all’altezza di quello americano (mi riferisco alla indagine su Nixon)
Gli sono grato per avere perlomeno tentato di spazzare via un po’ di mefitica spazzatura. Spero che la magistratura faccia il suo dovere. Poi, se dio esiste, farà lui il suo lavoro di giudizio su questo davvero terrificante prete, degno più di un libro di Stephen King che della società politica italiana.
Ho classificato questi video nella categoria “cattolici”.
Paolo Ferrario, 11 dicembre 2011
domenica 11 dicembre alle 21.30 su RAI TRE è andata in onda la puntata di Report su
“LA DIVINA PROVVIDENZ“
Di Alberto Nerazzini
La mattina del 18 luglio, Mario Cal, il manager della sanità privata più potente d’Italia, entra nel suo ufficio e si spara. Cal non è un manager qualunque, e? il fidatissimo braccio destro di Don Luigi Verze?, il fondatore del San Raffaele, l’ impero della sanità convenzionata, sepolto da un miliardo e mezzo di debiti. Il suicidio di Mario Cal, però, sembra solo uno dei misteri. Cosa c’e? dietro il disastro finanziario che rischia di mandare in frantumi l’ospedale privato più importante del Paese? Perché migliaia di dipendenti rischiano di perdere il lavoro? Le cause della morte e della voragine finanziaria vanno cercate nei paesi di mezzo mondo. Coperto dalla nebulosa legislazione che circonda le fondazioni e il loro controllo, il gruppo di don Verze?, che governa un reticolo impressionante di società, ha investito milioni di euro in attività insospettabili come strutture alberghiere e piantagioni di mango e uva in Brasile. L’inchiesta di Alberto Nerazzini che per Report è andato fino a Salvator de Bahia, dove si trova il quartier generale del prete manager, prova a ricostruire una vicenda intricata che ogni giorno che passa riserva nuovi capitoli e apre scenari sorprendenti, a cominciare dai rapporti tra Don Verzè e i vertici dei servizi segreti. All’interno della storia spuntano imprenditori discussi che con movimentazioni di denaro, hanno consentito a tutto il sistema di reggere. E? il caso della famiglia Zammarchi titolare della Diodoro e della Metodo, le due società che al San Raffaele fatturavano costi anche 5 volte superiori a quelli standard. Ma con quale scopo? Per drenare denaro e creare fondi neri? Per pagare i politici? La magistratura che sta tentando di sbrogliare fili di questa complicata matassa, indaga e arresta Daccò, l’uomo ombra della sanità lombarda, vicino al governatore Formigoni. Ma è solo l’inizio di un’indagine che deve inseguire fiumi di denaro finiti nei conti di società off shore.
Per arrivare a scoprire la verità di uno dei crac più misteriosi della storia del nostro Paese bisogna però scoprire chi e? veramente Don Luigi Verze?, e cosa si nasconde dietro la sua impenetrabile comunità religiosa: l’associazione dei Sigilli. Ma soprattutto si deve scoprire qual e? stata, per decenni, la sua rete di amicizie e protezioni.
AUDIO registrati direttamente dalla Tv e conservati per memoria storica:
VIDEO da Youtube:
1.
2.
3.
qui osservare l’odiosità del certificatore di bilanci (fasulli):
ho sentito bene?
il veneto con parlantina dice che i collaboratori di “don” verzè andavano “a figa” con ragazzine di 14 anni.
dunque dio e pedofilia sotto la cupola del don
ma forse ho sentito male il veneto con parlantina e gusti pedofili con le ragazzine con cui ci si diverte in fazenda
davvero impressionante.
complimenti per questo servizio che rende giustizia alle zone d’ombra di cloro che si dichiarano “religiosi” e poi fanno le feste con le adolescenti brasiliane:
4.
5.
6.

Comune di Como, Documento di Piano del Piano di governo del territorio ex art. 8, Lr. 12/2005
Pubblicato: 3 dicembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Como, Politica locale, Politica per l'ambiente | Lascia un commento »
SERVIZI DI SALUTE MENTALE. Le politiche legislative statali e della Regione Lombardia, a cura di Paolo Ferrario, 25 Novembre 2011, Università di Milano – Bicocca Laurea in Servizio Sociale Politiche legislative e servizi sociali
Pubblicato: 1 dicembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Dispense didattiche, LOMBARDIA, Servizi psichiatrici | Lascia un commento »• le leggi del primo novecento: consolidamento delle istituzioni manicomiali attraverso i ricoveri coatti• la legislazione della fine anni sessanta: ospedali psichiatrici specializzati e servizi territoriali
• la legge simbolo “180/1978”: le procedure per i trattamenti sanitari obbligatori. Matrice delle regole e diagramma di procedura
• Mappa delle unità di OFFERTA: Area rialilitativa, area assistenziale, area sociale
da: Università di Milano – Bicocca Laurea in Servizio Sociale Politiche legislative e servizi sociali.

SERVIZI DI SALUTE MENTALE Le politiche legislative statali e della Regione Lombardia a cura di Paolo Ferrario 7° incontro: 25 Novembre 2011, in formato slide show | AULE VIRTUALI connesse al sito Segnalo.it
Pubblicato: 1 dicembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Legislazione sociale e sanitaria della Regione Lombardia, LOMBARDIA, Servizi psichiatrici | Lascia un commento »
La disabilità in Lombardia cosa è cambiato e cosa cambierà: II edizione, Milano – 08/02/2012 – 14/03/2012 Sede LEDHA, via Livigno 2 Milano
Pubblicato: 30 novembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Disabilità e Handicap, LOMBARDIA | Lascia un commento »Sede LEDHA, via Livigno 2 Milano
La disabilità in Lombardia cosa è cambiato e cosa cambierà: II edizione
Il corso organizzato da Provincia di Milano e LEDHA avrà inizio l’8 febbraio 2012 e terminerà il 14 marzo 2012. Gli incontri si terranno dalla ore 14 alle ore 18.00
L’azione della Regione Lombardia degli ultimi dieci anni ha profondamente mutato il panorama dei servizi e delle politiche in favore delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Un insieme di provvedimenti e di azioni la cui efficacia è ora valutabile in base ai suoi effetti sulle condizioni di vita dei cittadini con disabilità e sull’insieme del tessuto sociale. Un processo di innovazione e cambiamento che oggi conosce un nuovo impulso a causa dei recenti provvedimenti adottati dalla Giunta regionale, a partire dal Piano di Azione Regionale per le politiche in favore delle persone con disabilità. Il corso offre la possibilità di avere un quadro preciso di ciò che sta succedendo in Lombardia, permettendo così di identificare un contesto teorico ed operativo all’interno del quale attivare interventi, percorsi, progetti e servizi a favore delle persone con disabilità. Un’apertura su quali i rischi e quali le opportunità, assumendo come nuovo paradigma il contenuto della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, firmata a New York il 30 marzo 2007 e ratificata dal Parlamento Italiano il 24 febbraio 2009?
La proposta formativa si rivolge a tutti gli operatori della disabilità sempre più chiamati a cogliere nelle politiche sociali elementi di ripensamento del loro agire e delle organizzazioni per cui operano ed all’interno delle quali svolgono ruoli di responsabilità
Contenuti/Obiettivi
L’obiettivo del corso è offrire elementi di analisi, aggiornamento e di riflessione sui mutamenti in atto nell’assetto dei servizi e delle politiche del welfare lombardo in favore delle persone con disabilità e delle loro famiglie, in modo da riconoscere criticità e spazi di intervento per chi a vario livello pensa ed opera all’interno delle organizzazioni pubbliche o del privato sociale.
Docenti qualificati ed esperti del mondo associativo, proporranno momenti di approfondimento e di rilettura dei mutamenti in atto secondo varie prospettive di osservazione ed assi di analisi.
Metodologia
La metodologia prevede singoli apporti tematici, alternati a momenti di lavoro di gruppo e ad occasioni di confronto e riflessione anche a partire dalla discussione di casi o dalle esperienze dei partecipanti con momenti di compresenza dei docenti e del tutor che gestirà anche i lavori di gruppo e curerà la circolazione del materiale fornito dai docenti.
Docenti/Esperti/Tutor
Giovanni Merlo – docente (LEDHA)
Diletta Cicoletti -docente (IRS)
Laura Abet – docente (LEDHA)
Matteo Schianchi – docente
Renzo Bagarolo – docente (direttore sanitario Piccolo Cottolengo don Orione Milano)
Marco Rasconi – docente (LEDHA Milano)
Monica Villa – esperto (Fondazione Cariplo)
Alessandra Cappi – esperto (Regione Lombardia)
Umberto Zandrini – esperto (Consorzio SIR)
Paolo Aliata – tutor (LEDHA)
Destinatari
Educatori professionali, assistenti sociali, responsabili di enti gestori, coordinatori e di servizi e leader associativi
Periodo di realizzazione e orario
Il corso avrà inizio l’8 febbraio 2012 e terminerà il 14 marzo 2012. Gli incontri si terranno dalla ore 14 alle ore 18.00 con il seguente calendario
□ Mercoledì 8 febbraio – Questione di sguardi e di diritti: com’è cambiato il welfare lombardo per le persone con disabilità – Giovanni Merlo
□ Mercoledì 15 febbraio – Com’è cambiato il welfare lombardo- Diletta Cicoletti
□ Mercoledì 22 febbraio – Come sta cambiando il welfare lombardo – Laura Abet
□ Mercoledì 29 febbraio – La Regione Lombardia e la residenzialità delle persone con disabilità Renzo Bagarolo
□ Mercoledì 7 marzo – Una storia di cambiamenti – Matteo Schianchi
□ Mercoledì 14 marzo – Tavola rotonda: Stare e vivere nel cambiamento: persone, servizi ed organizzazioni – Marco Rasconi, Monica Villa, Alessandra Cappi, Umberto Zandrini, modera Giovanni Merlo
ECM
Saranno richiesti gli ECM per gli Educatori professionali (fino ad un massimo di 20 iscritti) e per gli assistenti sociali.
Attestato di frequenza
Verrà rilasciato un attestato di frequenza a chi avrà partecipato ad almeno al 75% del monteore complessivo.
Sede e costi
Gli incontri si terranno presso la sede LEDHA di Via Livigno 2, a Milano. A parziale copertura delle spese organizzative è prevista una quota individuale di Euro 30 da versare al momento della ammissione al corso.
Modalità e tempi d’iscrizione
E’ possibile iscriversi inviando la scheda di iscrizione compilata in ogni sua parte al fax di LEDHA 02/6570426 o via mail a paolo.aliata@ledha.it entro il 31 gennaio 2012
Per comunicazioni/informazioni
Paolo Aliata – LEDHA – Tel. 02/6570425 – 328/3020019 – e-mail: paolo.aliata@ledha.it
Persone con disabilità – Appuntamenti – Prossimi appuntamenti.

Tangente da 100 mila euro, arrestato il vicepresidente del consiglio lombardo Franco Nicoli Cristiani (Pdl) – LASTAMPA.it
Pubblicato: 30 novembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: corruzione, LOMBARDIA | Lascia un commento »Dieci arresti per corruzione
e traffico di rifiuti illeciti: tra loro Franco Nicoli Cristiani
(Pdl) e un dirigente Arpa. Sequestrati due cantieri “Brebemi”, l’autostrada
Brescia- Bergamo- Milano
Il vicepresidente del Consiglio della Regione Lombardia, il 68enne bresciano Franco Nicoli Cristiani (Pdl), è stato arrestato all’alba dai carabinieri di Brescia. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip Bonamartini nell’ambito di un’inchiesta per una presunta tangente da 100 mila euro.
Le indagini, cominciate otto mesi fa e coordinate dai pm Silvia Bonardi e Carla Canaia, hanno portato anche al sequestro di alcuni cantieri della Brebemi in territorio di Milano e Bergamo. Destinatarie di ordinanze di custodia cautelare anche altre nove persone, tra cui il coordinatore degli staff della direzione generale di Arpa Lombardia Giuseppe Rotondaro. Dei dieci provvedimenti di arresti, sei sono domiciliari e quattro in carcere. I reati contestati a vario titolo sono quelli di traffico illecito di rifiuti e corruzione.
Questa mattina 150 carabinieri del Comando provinciale di Brescia, supportati da personale del Ris e da un elicottero di Orio al Serio, stanno procedendo all’arresto di imprenditori, funzionari pubblici e politici. I reati contestati riguardano il traffico organizzato di rifiuti illeciti ed episodi di
corruzione. Sequestrati la cava di Cappella Cantone (Cremona), destinata a discarica di amianto, un impianto di trattamento rifiuti a Calcinate (Bergamo) e due cantieri della Brebemi (l’autostrada
Brescia, Bergamo, Milano)a Cassano d’Adda (Milano) e Fara Olivana con Sola (Bergamo).
Nato a Breno (Brescia) l’11 settembre 1943, Franco Nicoli Cristiani è politico e imprenditore: è amministratore unico della Spas, società che commercializza prodotti per la medicina dello sport E’ stato collaboratore del ministero dell’Industria e del Commercio durante il primo governo Berlusconi. Nominato Coordinatore Provinciale di Forza Italia dal 1996 al 2000, è vicecoordinatore vicario del Coordinamento provinciale con delega agli Enti Locali dal 27 ottobre 2007. Il 13 gennaio 2009 ha assunto la carica di vicecoordinatore regionale e responsabile della macroarea di Brescia-Bergamo-Mantova-Cremona. Consigliere regionale dal 1995, sia nella VI che nella VII legislatura ha ricoperto la carica di assessore regionale con delega in materia ambientale.
Rieletto nel 2005 (16.494 voti) ha ricoperto l’incarico di assessore al Commercio, Fiere e Mercati.
da Tangente da 100 mila euro, arrestato vicepresidente del consiglio lombardo – LASTAMPA.it.

Linee di indirizzo per i piani di zona 2012-2014, D.g.r. n. IX/2505 del 16 novembre 2011 | segnalazione di Valentina Ghetti su LombardiaSociale
Pubblicato: 29 novembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: LOMBARDIA, Piani di zona | Lascia un commento »Linee di indirizzo per i piani di zona 2012-2014
A cura di Valentina Ghetti
29 novembre 2011
Linee di indirizzo per i piani di zona 2012-2014 | LombardiaSociale.

Non autosufficienti, accordo Regione Lombardia-sindacati
Pubblicato: 29 novembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: LOMBARDIA, Non Autosufficienza | Lascia un commento »Maggiore trasparenza mirata al contenimento delle rette praticate nelle Residenze Sanitarie per Anziani (RSA) e nelle Residenze Sanitarie per Disabili (RSD); sperimentazione su tutte le ASL del nuovo modello di assistenza domiciliare integrata (ADI), attivazione sul territorio di equipe multi-professionali (con esperti del settore socio-sanitario) per facilitare l’accesso alla rete dei servizi. Sono gli impegni assunti da Regione Lombardia nell’ambito dell’accordo sottoscritto oggi dall’assessore regionale alla alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale con i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil, oltre che con i rappresentanti delle associazioni dei pensionati che fanno capo agli stessi sindacati.
…
l’intera scheda: Regione :: Non autosufficienti, accordo Boscagli-sindacati.

Regione Lombardia: PIANO SOCIO SANITARIO REGIONALE 2010 – 2014
Pubblicato: 24 novembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: DCR e DGR, Legislazione sociale e sanitaria della Regione Lombardia, LOMBARDIA, Piani regionali | Lascia un commento »Regione Lombardia, Piano Socio Sanitario Regionale 2010-2014 e Determinazioni gestione Servizio SSR per il 2011
Pubblicato: 24 novembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: DCR e DGR, Legislazione sociale e sanitaria della Regione Lombardia, LOMBARDIA, Piani regionali | Lascia un commento »Il nuovo Piano Socio Sanitario Regionale è stato approvato con delibera del Consiglio Regionale lo scorso novembre mentre il primo dicembre è stata approvata la delibera di Giunta per le Determinazioni in ordine alla gestione del Servizio Socio Sanitario Regionale per l’esercizio 2011.
“Dalla cura al prendersi cura”. Così il Piano Regionale di Sviluppo titola il capitolo riguardante la Salute. Non è solo una slogan o un messaggio, ma un indirizzo preciso e concreto con cui Regione Lombardia sta modificando radicalmente il modo di intendere l’assistenza sanitaria, strutturando un sistema in cui al centro ci siano davvero la persona e il suo benessere. Questa azione viene dettagliata nelle nuove regole, indicate dalla Direzione Generale della Sanità, che declina operativamente per il 2011 gli indirizzi indicati nel Piano Socio Sanitario Regionale (che è valido per il quinquennio 2011-2015). Un esempio. Ad oggi, se si dovesse rappresentare graficamente l’approccio alla patologia cronica, si vedrebbe una sequenza di interventi perpendicolari al percorso del paziente, spesso disgiunti tra loro con la conseguenza di costringere il paziente a farsi parte attiva per collegarli. Il risultato di ciò è la frammentazione, percepita dal cittadino affetto da una patologia cronica come “vuoto”, dei percorsi di cura e dei trattamenti terapeutici. Come riuscire, in questo caso, non solo a curare, ma anche, e più ampiamente, prendersi cura del cittadino? Per realizzare ciò è stato ideato e verrà sperimentato in 5 Asl il Cronic Related Gruop (CReG), coinvolgendo, con differenti responsabilità tecniche, i Medici di Medicina Generale, i Pediatri di Libera Scelta, le Asl, i soggetti erogatori di ricovero e cura e quelli extraospedalieri di specialistica ambulatoriale. Il CReG vuole essere lo strumento attraverso cui il sistema sia al fianco del cittadino affetto da una cronicità (per il 2011 saranno: Broncopneumopatie Cronico Ostruttive (BPCO), Scompenso Cardiaco, Diabete di tipo I e tipo II, ipertensione e cardiopatia ischemica, Osteoporosi, patologie neuromuscolari) e lo accompagni in tutte le attività, non solo ambulatoriali (farmaceutica, protesica, follow up), assicurandogli la continuità del processo di diagnosi e cura.
Un secondo esempio può essere offerto dalle Strutture Subacute, che valorizzano le risorse presenti sul territorio e avvicinano l’assistenza al cittadino. I nuovi ospedali sono stati realizzati strutturalmente per organizzare l’assistenza attorno alle diverse aree di intensità di cura, e questo pone il problema di come gestire adeguatamente i pazienti che abbiano terminato la fase acuta, ma non siano ancora dimissibili, attraversino cioè una fase subacuta che per essere adeguatamente curata necessita il ricovera in una struttura di carattere sanitario. Anche qui il passaggio è dal curare al prendersi cura: per questo nel 2011 saranno trasformati circa 1.100 posti letto per acuti e riabilitazione (posti letto tecnici) ubicati prevalentemente nei piccoli ospedali che già adesso non rientrano nella rete dell’emergenza-urgenza e non hanno reparti come l’ostetricia e la chirurgia. Queste strutture, dove l’assistenza al paziente richiede rispetto alla fase acuta una minor assistenza medica ma comunque una significativa assistenza infermieristica, consentiranno la stabilizzazione dei pazienti prima della completa dimissione al loro domicilio.
Link utili:
Le ultime disposizioni del 2010 (III Provvedimento) per la gestione del Servizio Sanitario.
Regole di gestione del SSSR per il 2010.
Il Piano Socio Sanitario Regionale 2007-2009 e gli atti amministrativi collegati.
Allegati












