Serena Cruz o la vera giustizia è l’ultimo libro di Natalia Ginzburg, pubblicato da Einaudi nel febbraio 1990, un anno prima della sua morte. È un breve pamphlet-inchiesta dedicato al caso giudiziario di Serena Cruz, bambina filippina adottata da una famiglia italiana e poi sottratta ai genitori adottivi a seguito di una vicenda legale molto discussa.[einaudi][museotorino][poetarumsilva]
Di cosa parla
Il libro riprende il caso di Serena Cruz, arrivata in Italia da un orfanato filippino e accolta da una famiglia di Racconigi. L’adozione era avvenuta in modo irregolare: il padre adottivo aveva dichiarato di essere il padre naturale della bambina. Quando la vicenda emerse, la piccola fu rimossa dalla famiglia e collocata in una struttura, scatenando un acceso dibattito pubblico sulla giustizia, sull’adozione e sugli affetti familiari.[museotorino][dialnet.unirioja][sololibri]
Ginzburg non scrive un saggio giuridico neutro: prende posizione a favore dei genitori adottivi e denuncia il danno affettivo inflitto a un bambino già integrato in una famiglia. Il suo interrogativo centrale è perché la legge abbia potuto separare Serena da chi l’aveva amata e accudita, pur in presenza di un’irregolarità nell’adozione.[einaudi][poetarumsilva]
Natura del libro
È un testo di saggistica civile e pamphlet polemico, più che un romanzo. Ginzburg raccoglie note, riflessioni e interventi nati anche dalla sua esperienza parlamentare, terminata nel 1990; il libro dura circa sessanta pagine ed è costruito con la sua prosa asciutta, partecipe e moralmente tagliente.[poetarumsilva][redalyc]
Il titolo
La formula “o la vera giustizia” è ironica e accusatoria: Ginzburg contrappone la “giustizia” formale delle procedure e delle decisioni giudiziarie a una giustizia più umana, attenta al bene concreto del bambino e alla continuità dei legami affettivi. Il libro chiede quindi se la legalità possa giustificare la distruzione di una famiglia già costituita.[einaudi][poetarumsilva]
è interessante come documento su tre piani:
- La costruzione mediatica di un caso di famiglia e infanzia.
- Il conflitto tra norma giuridica, burocrazia e vincoli affettivi.
- Le politiche dell’adozione, della genitorialità e della protezione minorile.
Ginzburg stessa spiega di voler mantenere viva la memoria del caso, ricordare altre storie di adozioni e bambini rapidamente dimenticate, e manifestare solidarietà a genitori e bambini colpiti da separazioni e perdite.[einaudi]
Einaudi lo propone ancora nella collana “Gli struzzi”, con ISBN 9788806117498.[einaudi]
Il caso Serena Cruz fu una vicenda giudiziaria italiana degli anni 1989–2004, molto discussa perché un tribunale rimosse una bambina di circa tre anni dalla famiglia che l’aveva accolta e cresciuta, per irregolarità nell’adozione internazionale.
La decisione fu giuridicamente motivata, ma percepita da molti come un trauma e un caso limite tra rigore della legge e interesse superiore del minore.[ilfoglio][lastampa]
I fatti principali
- Serena Cruz, nata nelle Filippine, fu portata in Italia nel 1988 da Francesco Giubergia, ferroviere di Racconigi, e da sua moglie Rosanna. La coppia aveva già adottato legalmente un bambino filippino, Nasario.[redattoresociale][arpadoptic]
- Per aggirare le norme sull’adozione internazionale, Giubergia dichiarò che Serena fosse sua figlia naturale, nata da una presunta relazione extraconiugale con una donna filippina; sostenne inoltre che la bambina fosse malata.[redattoresociale][unannoinpiemonte]
- Nel 1989 il Tribunale per i minorenni di Torino accertò che quella dichiarazione era falsa e che la documentazione sulla paternità non era attendibile. L’adozione si fondava quindi su un presupposto illegittimo.[lastampa][unita]
- Il tribunale ordinò l’allontanamento di Serena dai Giubergia e la affidò a un’altra famiglia; la bambina venne anche isolata e le fu cambiato il nome, diventando “Camilla”.[redattoresociale][rfortunato.substack]
La decisione giudiziaria
La sentenza riconosceva che togliere una bambina a una famiglia in cui era inserita da circa un anno, con esiti positivi documentati da medici e psicologi, costituiva un trauma grave. Tuttavia, i giudici ritennero prevalenti le esigenze di legalità e la tutela di interessi pubblici ritenuti preminenti.[rfortunato.substack]
Il nodo non era quindi l’affetto dei Giubergia — che fu sostanzialmente riconosciuto — ma il fatto che l’ingresso di Serena in Italia e la sua collocazione familiare erano avvenuti attraverso una dichiarazione falsa, al di fuori delle procedure legali di adozione internazionale.[lastampa][redattoresociale]
L’esito dopo la maggiore età
Nel maggio 2004, appena diciottenne, Serena lasciò la famiglia Nigro, che l’aveva accolta dopo l’allontanamento, e tornò dai Giubergia e dal fratello adottivo Nasario. Per lei quella era “la casa” e la famiglia con cui aveva vissuto la prima infanzia.[redattoresociale][unannoinpiemonte]
Questo epilogo è spesso citato come la parte più emblematica del caso: la legge aveva separato la bambina dalla famiglia di fatto, ma una volta raggiunta la maggiore età Serena ha scelto liberamente di ricostituire quel legame.[redattoresociale][aibi]
Perché resta importante
Il caso è diventato un riferimento nel dibattito italiano su adozioni internazionali, tutela del minore e limiti dell’intervento giudiziario. Mostra la tensione tra due principi: da un lato, l’illegalità dell’adozione e l’interesse alla corretta applicazione della legge; dall’altro, la continuità affettiva e la stabilità della vita del bambino.[lastampa][aibi]
La vicenda ebbe anche una forte risonanza pubblica e culturale: Natalia Ginzburg la seguì e ne scrisse, contribuendo a trasformarla in un caso nazionale.[unita]
Scopri di più da MAPPE nel sistema dei SERVIZI alla persona e alla comunità, a cura di Paolo Ferrario
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
