Eugenio Scalfari, Quel decalogo senza eredi | L’espresso

Bisogna leggerlo bene questo discorso del presidente della Camera al suo partito che da domenica scorsa non c’è più. È un testamento a futura memoria. Al di là d’una rivendicazione di coerenza che fa parte della retorica politica, esso delinea un futuro che è l’opposto dei programmi della Lega e di Forza Italia. L’opposto di quanto pensa e fa Berlusconi. Ecco infatti i passaggi fondamentali di quel discorso testamentario.

1. Occorre costruire una nuova Italia adatta a soddisfare i bisogni del paese che ci sarà tra dieci anni e non pensare con la mentalità di ieri e di oggi.

2. La nuova Italia del 2020 sarà multietnica e multireligiosa. Di conseguenza si dovrà costruire una cultura e uno Stato che tengano conto di questa inevitabile evoluzione.

3. Bisogna colloquiare con l’Islam.

4. Il nuovo partito non può nascere all’insegna del pensiero unico e tantomeno del culto della personalità del leader.

5. La modernizzazione istituzionale comporta il presidenzialismo ma contemporaneamente un deciso rafforzamento dell’autonomia del Parlamento e dei suoi poteri di controllo sull’Esecutivo.

6. Il principio che sta alla base della società è la dignità della persona. Esso deve valere per tutti i cittadini e per tutti i residenti, indipendentemente dal colore della pelle e dalla religione che professano.

7. Chiesa e Stato sono separati tra loro e agiscono in aree distinte. Libertà religiosa e laicità dello Stato e delle istituzioni sono due facce della stessa medaglia tanto più in una società che sarà multireligiosa.

8. La dignità della persona va rispettata e tutelata anche per gli immigrati clandestini.

9. Le leggi non possono imporre alle persone obblighi derivanti da un credo religioso. Creano doveri ai quali corrispondono diritti.

10. La crisi economica attuale può avere un’uscita autoritaria oppure un’uscita liberal democratica. La scelta degli italiani deve essere in favore della seconda soluzione e non della prima.

Questo è il decalogo che Fini lascia ai suoi eredi. Ma gli eredi lo accetteranno? E saranno in grado di rispettarlo?

Quel decalogo senza eredi | L’espresso

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