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succede spesso che si ricorra alle cosiddette badanti di origine straniera per rispondere a un’emergenza immediata senza porsi il problema della preparazione di base della persona reclutata (conoscenza della lingua italiana compresa) né dell’esistenza o meno di un permesso di soggiorno sufficientemente duraturo, che consenta alla medesima assistente di restare in servizio tutto il tempo necessario.
Il presidente dell’associazione di volontariato, composta da 40 mila iscritti, in prevalenza over 65, aggiunge che non di rado, purtroppo, le collaboratrici di origine extracomunitaria sono in Italia con permessi trimestrali scaduti i quali sono costrette a lasciare il nostro Paese, interrompendo così bruscamente il proprio lavoro, con danno, oltre che per loro stesse, anche per l’anziano assistito.
In definitiva, secondo il responsabile dell’Auser, la cura delle persone non autosufficienti non dovrebbe essere lasciata al passaparola, bensì organizzata con il supporto delle istituzioni, nazionali e locali.
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Badanti, per l’Auser serve formazione ad hoc | Muoversi Insieme
Scopri di più da MAPPE nel sistema dei SERVIZI alla persona e alla comunità, a cura di Paolo Ferrario
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