Animazione sociale, sommario novembre 2009

Intervista

Quale scuola per non perderne neppure uno?

Suggestioni per riaprire una pubblica discussione

Intervista a Marco Rossi Doria a cura di Erica Di Meo

 

Mentre cresce l’esigenza di una discussione sulla scuola, il rischio è che questa si incanali nelle tradizionali posizioni ideologiche, con quel che queste offrono di vie di fuga dai problemi. I problemi dei ragazzi innanzitutto, per i quali è facile smarrire il senso dell’andare a scuola (perché perdere tempo?). I problemi dei genitori, che faticano a tenere alto l’investimento sulla formazione dei figli, consapevoli che la scuola non è una pubblica priorità di investimento. Nel ricercare vie d’uscita, più che limitarsi a indicare colpevoli, occorre un confronto sulle questioni irrisolte nella scuola.

Studi

La trasmissione intergenerazionale non è finita

Perché è importante sostenere le competenze educative dei genitori

Jean-Pierre Pourtois e Huguette Desmet

 

È finita la trasmissione intergenerazionale? Lo pensano in tanti alla luce dei cambiamenti epocali che scuotono le rappresentazioni dell’educare come le relazioni genitori/figli. Ma è così? In realtà le ricerche dimostrano come le caratteristiche socioculturali della famiglia incidano pesantemente sul percorso scolastico e sul progetto di vita a lungo termine dei figli. Insomma, i bambini subiscono ancora la fatalità del destino a cui sono soggetti per nascita invece di essere autori della loro vita. Rompere il cerchio della riproduzione socioculturale richiede di sostenere le competenze educative dei genitori.

Prospettive

L’aiuto informale in un welfare di prossimità

Per una continuità tra servizi formali di cura e relazioni d’aiuto non professionali

Silvio Venuti

A fronte di una crisi di autorevolezza dei saperi classici sulla salute le persone sentono il bisogno di confrontarsi con saperi «altri» per lo più costruiti in modo partecipato. Saperi che fondano la loro autorevolezza sulla produzione di conoscenza a partire dall’esperienza, così come è nelle pratiche di auto-mutuo-aiuto e nel più vasto «movimento» che ad esso si ispira. Tali pratiche con i loro saperi possono offrire un contributo per un ripensamento dei servizi sociosanitari in modo che, in una costruttiva dialettica con il cittadino auto-organizzato in movimenti o gruppi, sviluppino un welfare «vicino» alle persone e alle loro storie.

Inserto

Voci del sociale

Per costruire insieme genitorialità

• Accompagnare i genitori oltre il muro dell’isolamento
• Legami, reti e parole di famiglie che si mettono in gioco

• Apprendere dagli interventi di sostegno alla genitorialità

A cura di Paola Milani e Sara Serbati

 

Da diversi anni, pur in modo disomogeneo a livello nazionale, i servizi sociosanitari e le organizzazioni del terzo settore, muovendosi dentro una diffusa domanda di lavoro sulla genitorialità, hanno avviato innumerevoli forme di attivazione delle famiglie. Ora, mentre si moltiplicano le sperimentazioni, diventa sempre più importante valutare criticamente percorsi che portano le famiglie a uscire di casa, ritrovarsi in climi di conviviale ricerca, rigenerarsi alla cura di sé e dei figli, costruire «beni comuni». In questa direzione l’inserto mette a fuoco un percorso per individuare alcuni criteri da utilizzare per «misurare» e riqualificare le progettualità.

 

Esperienze

“Tredici passi” verso il cambiamento

Un weekend di «tregua» tra «figli», «genitori» e operatori del Sert di Mirano (Ve)

Roberto Berton e Alessio Cazzin

 

Per chi vive difficoltà legate alla dipendenza la ricaduta è un problema ricorrente. Spesso essa è seguita da una rimotivazione al cambiamento, e poi di nuovo da una ricaduta, creando una sorta di «circolo vizioso» difficile da spezzare. Come arginare la «tentazione» di arrendersi? A volte non è sufficiente la pur necessaria terapia, mentre può essere utile ritessere la propria motivazione in tempi brevi ma intensi di «vita in comune», con quel che questa comporta di scambi tra vissuti, momenti ludici, turni di corvée, rilassamento e autocontrollo,

riposizionamento consapevole rispetto al percorso terapeutico.

Metodo

Le esigenze formative della cooperazione sociale

Guida alla formazione per cooperative sociali/1

Graziano Maino e Sergio Quaglia

L’esplorazione delle esigenze della cooperazione sociale porta a focalizzare la riflessione da una parte su questioni trasversali legate alle sfide che oggi le cooperative si trovano ad affrontare, dall’altra su questioni più specifiche che riguardano l’organizzazione, la costruzione e lo sviluppo di reti sociali, i processi di integrazione socio-lavorativa. Questioni tutte che non vanno affrontate in modo settoriale, ma dentro una politica complessiva di formazione. La formazione, a partire dalla progettazione e realizzazione di percorsi formativi, può infatti configurarsi come una possibilità per affrontare le questioni accennate.

 

Luoghi&Professioni

Politiche fragili per disabili deboli

Criticità nei percorsi di inserimento lavorativo

Raffaele Monteleone e Carlotta Mozzana

La centralità della persona disabile nei percorsi d’inserimento lavorativo sembra un dato acquisito a livello legislativo, sancito anche concettualmente dal passaggio terminologico da percorsi di «collocamento obbligatorio» a percorsi di «collocamento mirato», ossia attenti a promuovere le capacità della persona. Eppure, a fronte di tale chiarezza legislativa, le pratiche che traducono questi indirizzi collassano spesso nella logica spersonalizzante del «collocamento lavorativo». Aprire una riflessione critica sulle pratiche d’inserimento lavorativo è oggi necessario se si vuole in futuro rafforzare politiche e servizi capacitanti.

Walkie-Talkie

• Il rapporto tra strada e politica

Massimo Campedelli

• A cos’è servito il lavoro sociale di questi anni

Giovanni Zanolin

 

Diari

• «Scusa ma… te ne occupi tu?»

Manuela Cossiga

• Quando entrai in un bosco

Carlo Battaglia

• Quel che si sa del bullismo

Elena Buccoliero

 

COME ABBONARSI  Costo dell’abbonamento annuale ad Animazione Sociale (10 numeri):

• Studenti (timbro scuola): € 34,00

• Privati e associazioni: € 45,00 • Enti pubblici: € 60,00

• Estero: € 70,00

COME RICHIEDERE IL NUMERO SINGOLO Costo della singola copia di Animazione Sociale: € 6,20 più 1 € come contributo spese di spedizione.

È possibile effettuare il versamento tramite:

• C/C postale nr. 155101 intestato a Gruppo Abele Periodici – corso Trapani 95 – 10141 Torino specificando la causale del versamento (“abbonamento ad Animazione Sociale” o “numero/i del mese di…”)

• Carta di credito on-line (Visa – Mastercard) – collegandosi al sito: http://animazionesociale.gruppoabele.org e cliccare sull’apposito link

• Bonifico bancario sul conto sul Banca Popolare Etica – Filiale di Torino – nr. 000000001803 – intestato a “Associazione Gruppo Abele” – Cod. Paese: IT – Cin: S – Abi: 05018 – Cab: 01000  – Iban: IT21 S050 1801 0000 0000 0001 803 – Specificare nominativo e causale di versamento.

Per ulteriori informazioni consultare il sito http://animazionesociale.gruppoabele.org

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