Crescono i disoccupati Ma finirà mai la crisi?

I sociologi e gli econo­misti dividono i senza lavoro in tante categorie, tra queste c’è per esempio quella degli «sco­raggiati », gente più inattiva che disoccupata, gente cioè che ha addirittura perso la spe­ranza di trovare lavoro, che non lo cerca nemmeno più. Al­tre volte s’è usato il termine «né né» riferito a certi giovani e cioè a ragazzi anche 30-35 an­ni, che non vogliono né lavora­re né studiare. Vale a dire: stan­no benissimo così. Questo spie­ga perché due milioni di disoc­cupati danno luogo, nonostan­te tutto, a una contestazione a basso voltaggio, specialmente quando si tratta di giovani. Sap­piamo già che c’è la famiglia a proteggere da queste disoccu­pazioni, inoccupazioni, depres­sioni, pigrizie. È la famiglia che regge il colpo, a costi che qual­che economista giudica eccessi­vi. Il 45% delle coppie sposate di età inferiore ai 65 anni vive a un chilometro di distanza dalla casa dei genitori. Una famiglia italiana su dieci racconta di es­sere stata aiutata almeno una volta da papà e mammà (in Spagna una su venti, in Gran Bretagna una su cento). Alber­to Alesina e Andrea Ichino ( L’Italia fatta in casa , Mondado­ri) sostengono che il peso del nostro welfare — un quarto del Pil — dipende da questa strut­tura sociale familistica, che fre­na oltre tutto intraprendenza, avventure, traslochi, rischi. Quindi, due milioni di disoccu­pati e, di questi, 560 mila con meno di 40 anni e piuttosto ras­segnati. I lanci Istat della agen­zie di ieri non lo dicono, ma stanno crollando i contratti a termine, quelli cioè che si spe­rava servissero d’ingresso ai giovani. Nel secondo trimestre di quest’anno ne sono stati can­cellati 191 mila.

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3 commenti

  1. Fossero due milioni sarebbe fisiologico in un paese affolato come l’italia, il problema è che sono due milioni in PIU’ di quelli che già c’erano…..
    è quel PIU’ che manca i tutti i giornali e telegiornali…..
    Con una piccola ricerca in rete vedrete che i milioni salgono a CINQUE !!!!!
    Un esercito incazzato !!!
    Stay tuned
    Stefano

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  2. i dati sulla disoccupazione ed inoccupazione andrebbere sempre collegati alla presenza strutturale e crescita del “lavoro nero” nella struttura economica del nostro paese:
    http://www.loccidentale.it/articolo/lavoro+a+nero%3Aaumenta+sempre+di+pi%C3%B9..0066165
    dunque fra i “disoccupati” ci sono altissime percentuali di lavoranti in nero. Ecco perchè la crisi economica internazionale ha avuto un impatto sopportabile in Italia.
    Ma la cosa ancor più patologica è che a fare lavoro nero sono anche i cassaintegrati: due redditi in famiglia, quello dei sostegni economici e quelli in nero.
    inoltre i dati allarmanti sulla disoccupazione andrebbero anche collegati alla domanda del lavoro degli immigrati: se la disoccupazione fosse così insostenibile, perchè la domanda di lavoro degli immigrati è alta?
    la questione , dunque è un poco più articolata. di una cosa si può essere certi: questo non è certo un “esercito industrale di riserva” che diventa di per sè soggetto politico. Per quanto i nostalgici della spallata rivoluzionaria violenta ci tengano

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