Agenas -Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, Indagine sullo stato di implementazione del percorso diaccreditamento delle strutture sanitarie private(ai sensi dell’art. 1, comma 796, legge n. 296/2006)

Il 61% delle strutture sanitarie private non risultano ancora in regola con l’accreditamento con il Sistema sanitario nazionale. In Italia, infatti, quelle che lavorano in nome e per conto del Servizio sanitario nazionale sono 13.375, ma le definitivamente accreditate (al 31 maggio 2009) rappresentano solo il 39.1% (5.232) del totale, dato che scende al 37.6% (5.023)per quelle provvisoriamente accreditate. Questa la fotografia scattata da un’indagine condotta dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) in collaborazione con il Gruppo Tecnico per l’Accreditamento.

Le strutture che sono attribuite, da alcune Regioni, alla competenza del settore sociale sono il 6,2% (823) mentre il restante 17.2% (2.297) viene inserito nella categoria ”altro”.

Nel computo complessivo, sepcifica l’Agenas, ”non sono comprese le strutture private che sono state accreditate ma che non hanno stipulato un contratto con il Ssn”.

In particolare, delle 13.375 totali le strutture piu’ numerose sono quelle della specialistica ambulatoriale che rappresentano il 48% del totale (6.482): ambulatori di radiologia (8%), laboratori analisi (19%), altri ambulatori (21%). Il 47% (6.349) e’ rappresentato da strutture residenziali sociosanitarie, quali: le residenze per anziani e demenze senili (20%); strutture di riabilitazione2, comprendenti strutture di riabilitazione ex art. 26 della Legge 833/78 e residenze per disabili fisici e psichici (15%); strutture per dipendenze patologiche (5%); strutture per persone con problemi psichiatrici (7%). Gli Hospice e le residenze per malati di AIDS rappresentano una quota minima, con 88 strutture private complessive, pari all’1% del totale.

Il 4% (544) e’ rappresentato dalle Case di Cura che hanno una percentuale di accreditamento definitivo del 52%.

La tipologia di accreditamento appare differenziata nelle diverse aree geografiche: nell’Italia Nord-Occidentale, la maggioranza delle strutture (70%) e’ accreditata in via definitiva, nell’Italia Nord-Orientale la maggioranza delle strutture (60%) e’ provvisoriamente accreditata; al Centro la maggioranza delle strutture (60%) e’ provvisoriamente accreditata mentre nel Meridione risulta una prevalenza delle situazioni ”altro” (49%) e la piu’ bassa percentuale (5%) di strutture definitivamente accreditate. Infine, nelle isole il dato prevalente e’ quello dell’accreditamento definitivo (66%), ”considerando – evidenzia l’Agenas – che si tratta di due Regioni, di cui solo una (Sicilia) con un numero rilevante di strutture private che sono state accreditate in via definitiva”.

Per quanto riguarda invece la distribuzione dell’accreditamento definitivo per area geografica il primato spetta all’Italia Nord-Occidentale con il 70%, seguita dalle isole (66%), dall’Italia Centrale (24%), dall’Italia Nord-Orientale (17%) e dal Mezzogiorno (5%).

Nel complesso le strutture private ad ”esclusiva” valenza sanitaria (Case di Cura e Strutture ambulatoriali) sono quelle che registrano i maggiori valori percentuali di accreditamento definitivo mentre le strutture sociosanitarie mostrano il maggior ritardo di adeguamento.

Per alcune Regioni questo dato, spiega l’indagine dell’Agenas, deriva dalla scelta di attribuire i percorsi di autorizzazione ed accreditamento delle strutture sociosanitarie alla competenza del Settore Sociale, pertanto seguono una diversa procedura, che prevede tempi differenti da quelli indicati dalla Legge Finanziaria 2007. L’evidenza, emersa dall’indagine, dell’impossibilita’ per molte regioni italiane di perseguire l’obiettivo dell’accreditamento definitivo delle strutture private entro il 2009 ha comportato la dilazione di un anno (al 1 gennaio 2011), sancita nel Patto per la Salute 2010-2012 e nella legge Finanziaria 2010.

l’indagine Agenas è qui:

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