Mi sto preparando per la discussione della mia Tesi sull’Autorizzazione e l’Accreditamento dei servizi educativi …

Gentile Dottor Ferrario,
Giunta ormai al termine del mio percorso accademico, mi premeva ringraziarla per la disponibilità che mi ha dimostrato durante il mio percorso di tesi, e approfittando ancora una volta della sua gentilezza e disponibilità, vorrei avere una sua ultima opinione.
Mi sto preparando per la discussione della mia Tesi  sull’Autorizzazione e l’Accreditamento dei servizi educativi, nella quale ho fatto un confronto tra le normative di (segue elenco di regioni). Mi chiedevo secondo lei quali criticità e quali ambiguità presenta il sistema dell’accreditamento così com’è allo stato attuale. La ringrazio molto per la pazienza e la disponibilità.
Le allego anche le pagine dei ringraziamenti della mia tesi, visto che mi sono sentita di dedicare alcune righe di riconoscenza anche a lei.
Ringraziando ancora una volta,
porgo cordiali saluti
gentile …

spero di non essere in ritardo nella risposta. mi scuso per il ritardo, ma ho accumulato troppe scadenze
vado per punti:
– il sistema amministrativo dell’accreditamento è parte integrante delle politiche pubbliche e si connette alla sempre più crescente integrazione fra mercato e stato
– esso è stato applicato prima al settore sanitario. questi tipi di servizi si prestano di più ad essere accreditati: molti di essi sono standardizzabili, i costi sono definibili con più precisione, c’è consenso sul valore della medicina, l’autorevolezza della sanità è sostenuta dalla comunicazione pubblica
– era inevitabile che tali modalità si estendessero anche al settore dei servizi sociali. qui però ci sono più difficoltà: la rete dei comuni è molto più estesa di quella delle asl, le tipologie dei servizi sono estremamente diversificate, ogni regione/comune/associazione di comune ha culture politiche e professionali proprie, i professionisti applicano paradigmi di lavoro molto differenziati. una pura applicazione delle stesse modalità del settore sanitario “nuoce gravemente alla salute” della cultura dei servizi sociali ed educativi
– ne segue che “standardizzare” ( e le politiche dell’accreditamento vanno in questa direzione) rischia di svalorizzare le differenze, le esperienze positive, le sperimentazioni, l’empowerment locale …
– occorre dunque accostare alla standardizzazione dei criteri talvolta generici dei regolamenti regionali e locali altri criteri come: la carta dei servizi, la ricerca e condivisione dei fattori di qualità, l’elaborazione di sempre più fini indicatori di qualità. ma soprattutto occorre accompagnare lo sviluppo dei servizi sociali con attività di formazione e supervisione sempre più capaci di lavorare sulla originaria questione dei servizi che si manifesta nello schema bisogni/domanda/offerta che tratto ripetutamente e fino alla nausea nei miei corsi
in poche righe è questo il contributo che mi sento di dare alla sua domanda.
sulla carta dei servizi ho recentemente scritto un articolo che si rifà ad un libro collettivo scritto qualche anno fa
l’articolo è qui:
e notizie sul libro sono qui:


pur nella stringatezza spero di averle offerto qualche spunto
sono tuttavia certo che il suo lavoro di tesi sarà di sicuro il migliore supporto alle sue argomentazioni
ancora auguri per il suo futuro
e cordiali saluti
paolo ferrario

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