povertà ed esclusione sociale
Ministero del Lavoro e delle politiche sociali
Azioni e attività svolte nell’Anno europeo della lotta alla povertà
ISTAT
CARITAS
il “sistema della salute”italiano
MAPPE nel sistema dei SERVIZI alla persona e alla comunità, a cura di Paolo Ferrario
“Lungo la storia dell’Occidente varieranno i rimedi, ma rimarrà costante sia l’essenza del dolore, sia la volontà di trovare rimedio al dolore”, Emanuele Severino, Il giogo, Adelphi editore, 1989
Già, non è vero che siamo meno poveri. Io lo vedo da vicino nella mia famiglia che, nonostante tutto, riesce a stare discretamente bene economicamente grazie a tutti i sacrifici di una vita operaia. Anni fa, quanoo i miei genitori erano giovani era molto diverso. Lavorava solo mio padre, e faceva l’operaio non l’imprenditore, mia madre riusciva a stare a casa e a badare e noi figlie, pagavano l’affito e riuscivano ad andare in vacanza tutti gli anni! non è pazzesco? oggi si stenta a tirare avanti lavorando in due e non avendo l’affitto! è assolutamnete spaventoso, euro non euro secondo me è questione di politica, di riforme, di persone che evadono le tasse e perchè no di anche chi vive al di sopra delle sue possibilita… ma sognare ogni tanto piace, quando poi arriva il gas a fine mese però, ritorni con i piedi per terra!
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sì, il cambiamento è davvero forte.
vivo sul lago di como. lungo le coste si è vissuti ai limiti della sopravvivenza per secoli (le castagne erano una delle principali fonti di sostentamento). eppure , anche in quelle situazioni le famiglie avevano 10 figli. l’altro giorno ho conosciuto una ottantenne che ha avuto 16 fratelli.
dunque: si viveva con meno, si conviveva con l’indigenza
oggi le aspettative sono cresciute. e – io dico – è molto positivo che siano cresciute. diciamo che il futuro è molto legato a vivere nello stesso nucleo familiare con almeno due redditi. anche mezzi redditi, ma il modello un solo reddito non funziona più
è il mercato che funziona così
le poliitiche sociali possono solo ammortizzare un po’.
diciamo che già il fatto di avere un servizio sanitario nazionale è una integrazione di reddito
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