Nuovo Video Immigrazione, a cura di www.quattrogatti.info

Con questa newsletter vogliamo rendervi partecipi di un importante avvenimento per il nostro gruppo.

Grazie alla splendida collaborazione di Sandra Hiralal siamo riusciti a realizzare un video professionale su uno dei temi fondamentali per il nostro paese: l’immigrazione.

Il video e’ tratto da una nostra analisi sull’immigrazione in Italia fatta circolare alcuni mesi fa.

In questo modo speriamo di essere ancora più chiari e diretti nella nostra analisi e di fare in modo che informarsi sia anche piacevole. Vi invitiamo a guardare il video e a diffonderlo fra i vostri contatti.

In Italia molti parlano di immigrazione, ma la conoscenza generale del fenomeno passa spesso attraverso una serie di idee preconcette e casi di cronaca non rappresentativi, sebbene a forte impatto mediatico.

L’analisi del video, riprendendo i dati di molti studi svolti sul tema dell’immigrazione, cerca di rispondere ad alcune importanti domande che spesso ci si pone:
E’ corretto dire che gli immigrati rubano il lavoro agli italiani e ne fanno abbassare i salari?

L’immigrazione contribuisce ad aumentare la criminalità?


Speriamo così di contribuire al dibattito in corso e al chiarimento di una questione di fondo:  “L’immigrazione in Italia è una risorsa o una minaccia?”

3 commenti

  1. i quattrogatti sono un gruppo di studenti di facoltà economiche che lavorano molto sulle basi informative.
    questo video è davvero molto buono e denso di dati su cui riflettere.
    la mia osservazione, tuttavia è che SOTTOVALUTANO DEL TUTTO la struttura demografica e socioeconomica dell’italia.
    l’italia NON è gli stati uniti (grande territorio in cui c’è stato spazio davvero per tutti) o la germania o l’inghilterra e la francia
    l’italia è una penisola in gran parte montuosa e collinare, con pochissime zone di pianura coltivabilii e oltretutto dipendente dall’esterno per le risorse energetiche
    dunque il nostro paese non può sopportare flussi di intensità e forza di quelli che si sono sviluppati nei recenti decenni.
    mi piacerebbe che i quattrogatti provassero a confrontarsi con il più grande esperto del mondo di scienza politica Giovanni Sartori e con le tesi da lui sostenute in:
    Pluralismo, multiculturalismo e estranei, Rizzoli 2000
    paolo ferrario

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  2. ..buongiorno..sì Paolo, certamente la tua osservazione è corretta e condivisibile ed è intimamente connessa proprio all’identità del luogo..sovente viene relegato un ruolo secondario se non totalmente marginale all’ aspetto morfologico del territorio che determina totalmente non solo le strutture abitative, ma anche l’aspetto economico, sociale, organizzativo dell’ individuo..il legame che unisce l’uomo al territorio, dall’antropologia strutturale, agli archetipi, alla cosmogonia..da Strauss a Eliade…sono sempre più convinta della necessità di un nuovo Umanesimo, di una nuova linea gotica di Pellegrini, di un fare legato alla ricerca spirituale, di un essere legato all’oggetto d’arte, di un divenire legato alle comunicazioni via mare..siamo portati a fantasticare, a creare e comunicare, il nostro genio risiede nel dettaglio…e non lo sappiamo vedere..anche se io credo di viverlo totalmente..
    http://www.adnkronos.com/IGN/Sostenibilita/Risorse/Rifkin-la-civilta-dellempatia-e-alle-porte-Servono-cooperazione-e-solidarieta_124373375.html
    lettera di simona, amica di luoghi e di rete internetttiana

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  3. cara simona
    mi fa molto piacere la tua condivisione. troppo spesso l’accesa disputa su “immigrazione sì, immigrazione no” mette in ombra argomentazioni legate alla sostenibilità ed alla identità dei luoghi. so che per molta opinione pubblica questi argomenti non contano. ieri nel mio paesetto di lago vedevo un gruppo di donne islamiche abbigliate con le loro divise identitarie: non c’entravano nulla, nulla di nulla con la cultura del luogo. impossibile per me non considrarle “estranee”. d’altra parte, visto che l’epoca è globalizzata, vorrei che ci fosse nei loro paesi e nelle loro culture la stessa tolleranza che – comunque se ne pensi – c’è da noi . si chiama “politica della reciprocità”: e lo sanno bene quale dolore collettivo sia la vita dei cristiani nei paesi a maggioranza islamica
    grazie per il commento

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