I valori dei maestri
Berlusconi ci risparmi la lezione morale e pensi a far funzionare la scuola

Proprio in tema di valori, i maestri e gli insegnanti che fanno un lavoro difficile e malpagato hanno veramente poco da imparare da Silvio Berlusconi. Lo spettacolo di un Capo di Governo che attacca sul terreno morale gli insegnanti della scuola pubblica è l’ennesima, imbarazzante novità che l’Italia offre al mondo.E il Presidente del Consiglio dovrebbe ricordarsi che il lavoro che gli italiani si attendono da lui è quello di far funzionare la scuola, che tra l’altro è il principale motore di una società più giusta e dinamica, e non quello di demolirne la legittimità.
Ribadire l’importanza del diritto di scelta tra scuola pubblica e scuola privata (che in Italia ha una funzione importantissima e deve essere tutelato anche per le famiglie meno abbienti) non ha nulla a che vedere con gli slogan contro gli insegnanti. Tanto più che con l’invito venuto dallo stesso palco ad unirsi alle sue sedute di bunga bunga, che qualunque cosa siano dubitiamo possano rappresentare un alto momento di formazione delle coscienze giovanili, il “duro monito” morale del Premier è apparso ancor più inappropriato.
da: I valori dei maestri – ItaliaFutura.it.
Connesso a:
Berlusconi è intervenuto, ieri, prima, con un messaggio ai giovani del Pdl riuniti a Sorrento, poi di persona, al congresso del partito repubblicano e, di seguito, all’assise dei cristiano-riformisti del popolo della libertà. Premier a tutto campo, dalla Libia alla tenuta della maggioranza, alle riforme, dallo stato dell’opposizione alle adozioni e ai matrimoni gay, ai problemi della scuola, “dove – ha lamentato il Cavaliere – i professori inculcano idee diverse rispetto a quelle della famiglia”. Dal presidente del consiglio la conferma: a giorni consiglio dei ministri straordinario sulle riforme della giustizia.
Scopri di più da MAPPE nel sistema dei SERVIZI alla persona e alla comunità, a cura di Paolo Ferrario
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
