Riformista e “moderato”? Nel loro ciclo di vita le persone cambiano. Tuttavia, per memoria storica occorre ricordare che Giuliano Pisapia, nel 1998, contribuì a far cadere il primo Governo Prodi. Anche se la fondamentale responsabilità soggettiva ed oggettiva di quella decisione sciagurata fu e rimane di Fausto Bertinotti

Le elezioni politiche del 1996 vengono vinte dall’Ulivo, coalizione guidata da Romano  Prodi, che prevale così sul Polo per le Libertà di Silvio Berlusconi. L’Ulivo di Prodi riesce a ottenere un’ampia maggioranza al Senato ma non altrettanto alla Camera dei Deputati dove necessita dell’appoggio di Rifondazione comunista

vai al Video di La Storia siamo noi: La vittoria dell’Ulivo

Nel 1996 Giuliano Pisapia venne eletto in Parlamento, come deputato indipendente nelle liste di Rifondazione Comunista.

il 9 Ottobre del 1998 il partito della Rifondazione comunista di Fausto Bertinotti fece cadere il primo Governo Prodi.

Questa la cronaca di quell’evento istituzionale che ha condizionato tutta la politica italiana dei successivi 15 anni.

La Camera nega al Governo la fiducia chiesta da Romano Prodi per battere la opposizione (interna alla sua coalizione) di Fausto Bertinotti e Rifondazione comunista alla manovra economica. Prodi si dimette.

Il Presidente della Repubblica Scalfaro dà l’incarico a Massimo D’Alema che ha il sostegno parlamentare dell’UDR di Cossiga, oltre che della coalizione dell’Ulivo, ma non quello di Rifondazione comunista.

Cade così, definitivamente, il primo Governo Prodi, cioè l’unica prospettiva realistica e credibile della politica italiana dopo lo sconquasso istituzionale degli anni ’90.

Dal sito La Storia siamo noi:

sabato 3 ottobre

il Comitato Politico Nazionale di “Rifondazione Comunista” decide di togliere il sostegno al Governo di centro-sinistra, guidato da Romano Prodi. Già da diversi mesi, gli scontri fra “Rifondazione” e il Governo, sulla politica economica e sulla politica estera, hanno raggiunto un livello di conflittualità che ha messo in pericolo il futuro della maggioranza. Il Segretario del Partito, Fausto Bertinotti, propone di votare contro la legge finanziaria presentata dal Governo. “Rifondazione” approva la linea politica del Segretario, ma su questa decisione il Partito si spacca. Oliviero Diliberto e Armando Cossutta lasceranno “Rifondazione” per fondare un nuovo Partito: quello dei Comunisti italiani.


venerdì 9 ottobre

con 313 no il governo Prodi viene battuto, per un solo voto, alla Camera dei Deputati. E’ la prima volta nella storia della Repubblica che un governo cade in Parlamento. L’Ulivo ricandida Prodi, mentre il Polo chiede le elezioni anticipate.


mercoledì 21 ottobre

dopo il rifiuto di Romano Prodi di guidare un nuovo Governo, il Presidente Scalfaro affida l’incarico a Massimo D’Alema, segretario dei DS. Nel nuovo Governo, oltre ai sostenitori di quello precedente, entrano i “Comunisti italiani” di Cossutta e Diliberto e l’UDR, l’Unione Democratica per la Repubblica, il Partito fondato dall’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga.

http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=52

5 commenti

  1. A me risulta che Pisapia in questa scelta si sia dissociato da Rifondazione comunista (cfr Wikipedia). Ritengo comunque inopportuno divulgare questa notizia alla vigilia delle elezioni, quando i tempi ormai stretti poco consentono riscontri e discussioni approfondite.

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  2. cara giuliana
    questo è il mio contributo alla campagna elettorale per il comune di milano.
    il fatto che pisapia si fosse “dissociato” (?!!!?) dall estremismo parolaio ed effettuale di quella piccola canaglia che è stato bertinotti è del tutto inincidente sul giudizio storico di quella fase politica. cioè quella che ha portato nei successivi 17 anni al cancro istituzionale del berlusconismo. responsabilità soggettiva ed oggettiva.
    se la sinistra milanese attraverso le primarie ha scelto questo personaggio (a sua volta molto, molto, molto ) trasformista ora deve anche farsi carico di questa contraddizione: un candidato da sinistra antagonista che si traveste da riformista dell’ultima ora.
    pisapia e la sua coalizione è del tutto inadeguato a gestire un potere locale così importante per tutto il sistema politico italiano
    quanto poi al tuo “Ritengo comunque inopportuno divulgare questa notizia alla vigilia delle elezioni, quando i tempi ormai stretti poco consentono riscontri e discussioni approfondite”, io non conto nulla. esprimo solo la mia precisa opinione su questo appuntamento politico.
    ho un punto di vista molto preciso su questi temi e polser lo testimonia quotidianamente.
    grazie per questo commento
    e auguri di buon futuro
    paolo

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