La generazione delle persone nate nella seconda metà del Novecento, i cosiddetti over 60 di oggi, ha conosciuto direttamente nella propria vita quotidiana i più grandi e profondi cambiamenti dovuti alla velocità delle innovazioni tecnologiche. Uno di questi riguarda la lettura dei libri, che stanno via via abbandonando la carta per assumere la forma degli Ebook, supportati da strumenti hardware come gli Ereader e i Tablet. Quali sono le tappe storiche di questa mutazione?
… segue
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Ottimo approfondimento, sono sicura che spopolerà tra molti sessantenni e non solo.
Un abbraccio
🙂
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Anch’io sono over 60 e, pur avendo un PC, un portatile e l’ IPAD della APPLE, ecc.ecc., tecnologie interessanti che velocizzano tante operazioni di comunicazione e di fruizione immediata in ogni campo dell’arte e della scienza, non sono ancora pronta a rinunciare al piacere ti “toccare con mano” un libro in carta stampata, sfogliarne le pagine ,addentrarmi nei contenuti,nelle immagini,nell’odore della carta :
Ci sono sensazioni inspiegabili e forti,ti sembra di sentirlo respirare mentre lo leggi,sottolineando i punti salienti,quelli su cui ti piace ritornare , inserire proprio lì un segnalibro ,dove la vita batte più forte, dove ti sembra di unirti all’autore, e non puoi chiuderlo se non pensando che presto potrai riaprirlo , rientrare in contatto con quel senso della vita che quasi esce dal libro ed entra in te in una coniunctio indelebile
Come si fa ad abbandonare un libro, se non per il piacere di riprenderlo appena possibile e rinnovare quel magico incontro con la vita dell’altro ?…
Nonostante questo piacere per la lettura cartacea, sono sempre stata curiosa per le tecnologie : tra gli anni 70-80 fui tra le poche insegnanti di Scuola media-superiore
a chiedere di partecipare ad un corso di computer e devo dire che come in ogni primo amore la passione mi portava a utilizzarlo in ogni attività, anche non- scolastica.
Una passione mai perduta che si aggiorna di volta in volta,grazie anche alla pazienza
del mio istruttore,che io chiamavo scherzosamente agli inizi “Il ragazzo che gioca con il CP”. Minor simpatia ho per le tecnologie internettiane,ma qualcosa ho imparato anche grazie a te Paolo ed ai tuoi stimoli e suggerimenti.
Questa confessione-biografica nel campo è già forse andata oltre il previsto, ma questa sera l’argomento mi ha preso la mano
Grazie Paolo di avermene dato l’opportunità.Un sentito e forte abbraccioGrazia
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buon giorno ferrario… mi solletica una riflessione l’articolo…
gli over 60 o anche i neo 40 enni possono godere della possibilità di conoscere i grandi passi tecnologici… godiamo si ma non siamo ancora capaci di trasformare questa passione e questa grande risorsa in un qualche cosa di valore per i nuovi 15 enni. la tecnologia per questi nuovi ragazzi non è una conquista ma un servizio troppo pronto all’uso di cui non si capisce la natura, la storia. questa tecnologia rischia di trasformarsi in uno strumento aberrante, che stringe la capacità di espressione, lettura, dialogo, confronto. neo quindicenni con un lessico povero, linguaggi volgarizzati che traformano la capacità innata dell’uomo di relazionarsi in agiti individuali egoisti e qualunquisti. i neo 40 enni hanno bisogno di essere aiutati dai neo 60enni a ricercare una giusta pedagogia sociale in grado di accompagnare i neo 15 enni alle radici storiche del progresso tecnologico. altrimenti don lorenzo milani diventa un futurista del nuovo millennio…
arrivederci ferrario, a presto
elia impaloni
ps gazie per la possibilità di condivisione
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cara grazia
le tue puntuali e “vissute” riflessioni hanno sempre un potere conoscitivo su di me. è davvero molto interessante confrontare i nostri vissuti, visto che siamo coetanei nel ciclo di vita.
la nostra generazione è cresciuta con i libri. quelli dei padri e quelli dei nonni. ricordo con quanta frenesia rovistavo nel solaio di mio nonno, un giornalista “l0calista” (per tutta la sua vita non si è mai mosso da como). l’oggetto libro è concreto, materiale, toccabile, odorabile …. adorabile . le nuove tecnologie dematerializzano la lettura, che tuttavia rimane un “software” (paragonando il libro ad un hardware).
voglio dire che sia con gli ereader che con i tablet l’atto della lettura rimane sempre un trasferimento di emozioni e conoscenze da persona a persona. software, per l’appunto
e tu lo sai bene, visto che scrivi poesie, cioè la più apparentemente leggera comunicazione e che – invece – ha la potenza di ricreare un mondo attraverso la parola comunicata.
non so dove porterà la dematerializzazione. ormai ci sono molte ricerche che parlano di un cambiamento della intelligenza e delle capacità cognitive.
a me sembra che noi prevecchi siamo dei testimoni di una transizione e che quindi DOBBIAMO far comprendere cosa si perde e nello stesso tempo attraversare i confini che le nuove tecnologie ci propongono. proprio come hai fatto tu nella scuola.
resta il fatto che è bello avere nello scaffale i tuoi libri cartacei, lì a parlare di te, del tuo rapporto con gli altri e con il mondo: AMORE CHE MI PARLI, GOLDEN PRESS, 2010, TI AMO. Dalla dialettica al dialogo, SILVER PRESS, 1994, APISA GLORIA GRAZIA, SENZA TRACCIA, GOLDEN PRESS, 1995, APISA GLORIA GRAZIA, MI CHIEDERAI DI NASCERE, GOLDEN PRESS, LA STRADA BIANCA, GOLDEN PRESS, 2007, STELLE D’IGEA favole senza fine, sILVER PRESS, 1994, QUELL’APRILE ANTICO, GOLDEN PRESS, 2007
Non è da escludere che potranno “girare” anche in altre forme virtuali. Tuttavia il formato cartaceo li rende più vivi. Dei viventi loro stessi.
grazie per il commento e a presto
paolo
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buongiorno elia! mi ricordo di lei
effettivamente le nuove tecnologie del web mettono sotto tensione i rapporti fra le generazioni.
la progressiva riduzione del lessico e delle capacità espressive da parte dei giovanissimi è ampiamente denunciata e documentata da genitori ed insegnanti
e molto di questo impoverimento è dovuto ai “messaggi brevi” e iper sintetici (sms in primo luogo)
è evidente che proporre SOLO il libro cartaceo ai quindicenni-ventenni è un obiettivo impossibile
noi (sia io che ho 63 anni e lei che ne ha 30-40) dobbiamo testimoniare la bellezza e l’importanza formativa della lettura del libro. ma nello stesso tempo dobbiamo confrontarci con questi mezzi e proporre ai giovani dei veri e propri ESERCIZI DI LETTURA E SCRITTURA. magari anche a partire dai frammenti reperiti in rete , ma per costruire testi argomentativi strutturati
quando gli insegnanti (e per fortuna in italia ce ne sono davvero tanti) allora qualche risultato lo si vede
ma di certo è un compito impegnativo e difficile
grazie per il suo commento e occasione di conversazione
auguri per il suo futuro personale e professionale
paolo ferrario
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