Movimenti sociali e violenza politica a Roma il 15 Ottobre 2011

Parole chiave:

  • masse
  • movimenti sociali
  • nipotini della sinistra, albo di famiglia
  • squadrismo
  • terrorismo, pre-terrorismo
  • Val di Susa
  • violenza politica

 in Corriere della Sera 17 ottobre

Carlo Bonini, Acab – All Cops Are Bastards,

Einaudi, 2010

«Bonini va al cuore delle ragioni dell’odio senza cercare facili scorciatoie o giustificazioni. Perché l’odio non ha spiegazioni, e ha un solo modo di manifestarsi: il contagio. Un libro fortissimo, impressionante».

Giancarlo De Cataldo

«ACAB». All Cops Are Bastards. Il refrain di un celebre motivo skin anni Settanta diventa richiamo universale alla guerra nelle città, nelle strade. Michelangelo, «Drago» e «lo Sciatto» sono tre «celerini bastardi». Sono odiati e hanno imparato a odiare. Basta leggere l’impressionante e inedita chat del loro reparto per capirlo. Cresciuti nel culto della destra fascista, si scoprono disillusi al termine di una parabola di violenza che è la loro «educazione sentimentale».
Nella narrazione di Bonini si svela, attraverso l’occhio e il linguaggio degli «sbirri» e una lunga inchiesta sul campo, la trama occulta dei piú sconcertanti episodi di violenza urbana accaduti in Italia negli ultimi due anni. Che collega in un ritmo serrato e una scrittura emozionante episodi accaduti in tempi e luoghi diversi come l’assalto militare degli ultras a una caserma di Roma e la caccia al romeno nelle periferie, i Cpt per immigrati clandestini e gli scontri della discarica di Pianura. La catena dell’odio e delle impunità.

«Si era messo a gridare come un ossesso. Aveva picchiato con i pugni e con il suo Gl40 scarico contro quei maledetti cancelli, fino a far grondare di sangue le nocche, a non sentire piú gli avambracci, i gomiti, implorando di aprire.
Di non lasciare che li facessero a pezzi con quelle maledette baionette, o magari a colpi di bottiglia, mattoni, tirapugni di ferro e coltelli a serramanico, che ora vedeva distintamente nelle mani degli incappucciati che li avevano circondati, facendo roteare le fibbie delle cinture come frombolieri impazziti.
Quando finalmente il cancello si era aperto, si era lasciato cadere sull’asfalto. Aveva vomitato. Aveva pianto».

da Carlo Bonini, Acab < Libri < Einaudi.

Un ricordo del passato, profetico sul futuro:

…  Adesso i giornalisti di tutto il mondo (compresi
quelli delle televisioni)
vi leccano (come ancora si dice nel linguaggio
goliardico) il culo. Io no, cari.

Avete facce di figli di papà.
Vi odio come odio i vostri papà.
Buona razza non mente.
Avete lo stesso occhio cattivo.
Siete pavidi, incerti, disperati
(benissimo!) ma sapete anche come essere
prepotenti, ricattatori, sicuri e sfacciati:
prerogative piccolo-borghesi, cari.

Pier Paolo Pasolini, Il Pci ai giovani16 giugno 1968

in http://temi.repubblica.it/espresso-il68/1968/06/16/il-pci-ai-giovani/?printpage=undefined

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