La fiducia riparte da noi, dalla comunità, Claudio Risé

Questa sfiducia porta con sé il pessimismo: se non mi fido di nessuno, la vitadiventa più difficile. Ed alimenta la paura, lo stato emotivo in cui crescono ansia, e instabilità.
All’origine di siffatto scenario, che rende difficile superare le crisi e risanare persone e nazioni c’è un sentimento preciso: la sfiducia.
Sul perché sia diffuso oggi, le versioni sono molteplici. 

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3 commenti

  1. La fiducia è un bene relazionale, cresce con il “capitale sociale” che a sua volta dà conto dello spessore del reticolo dei rapporti solidali delle persone in un contesto o comunità. Importante è al riguardo il modus vivendi (e quindi la testimonianza) dei volontari – così come di chiunque operi nella “gratuità del doveroso” 24 ore su 24 – per tessere questo bene essenziale perché una comunità stia in piedi e possa affronti i suoi problemi. Dare e ricevere fiducia in tutti gli scambi relazionali, nel riconoscimento dell'”altro” (e del diverso da me), è oggi una virtù civica essenziale.

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    1. grazie, renato analisi perfetta la tua nel rilanciare il tema del capitale sociale a proposito della fiducia. si tratta proprio di valorizzare innanzitutto quello che c’è già e, ampliarlo con progetti consapevoli delle diverse poste in gioco

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