il comico Grillo propone come Presidente della Repubblica l’immobiliarista Di Pietro

come circa il 30 % degli elettori italiani stanno riducendo la politica: il comico Grillo propone come Presidente della Repubblica l’immobiliarista Di Pietro

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L’inchiesta di Sabrina Giannini su Report, intitolata “Gli insaziabili”, ha evidenziato una serie di vicende poco chiare rispetto alla gestione dei fondi da parte dell’Italia dei Valori. La prima riguarda la gestione dei rimborsi elettorali, che tra il 2000 e il 2007 sarebbero stati trasmessi non direttamente al partito, che per legge dovrebbe esserne il legittimo percettore, ma a un’associazione composta da Di Pietro, sua moglie Susanna Mazzoleni e Silvana Mura, tesoriere del partito.

La seconda vicenda riguarda invece i soldi donati nel 1995 dalla contessa Borletti a Di Pietro e a Romano Prodi, che sarebbero stati utilizzati da Di Pietro per scopi personali. La storia, nota da tempo, è stata giustificata dallo stesso Di Pietro col fatto che si trattava di una donazione personale, poichè avvenne «prima che io mi mettessi a fare politica». L’ultima questione analizzata dal servizio riguarda la crescita esponenziale del numero di proprietà immobiliari, giustificata con i numerosi risarcimenti danni ottenuti da Di Pietro in sede civile per le diffamazioni subite.

La puntata di Report è solo l’ultimo dei casi che negli ultimi tempi hanno messo in questione la credibilità dell’IdV e di Di Pietro, a partire dalle candidature al Parlamento di

Sergio De Gregorio,

Antonio Razzi, che pronunciò questa frase: “

“‘Meno di un anno e ti entra il vitalizio. Tu che cazzo te ne fotte, dico io?”

Domenico Scilipoti,

fuoriusciti dal partito e passati al centrodestra tra molte polemiche, fino ai casi giudiziari più recenti che hanno coinvolto diversi esponenti del partito a livello locale: le inchieste sui due consiglieri regionali 

Vincenzo Maruccio nel Lazio

Paolo Nanni in Emilia Romagna,

entrambi indagati per peculato,

e l’indagine sulla ex vicepresidente e assessore all’Urbanistica della regione Liguria Marylin Fusco,

accusata di abuso d’ufficio e reati ambientali 

da I guai di Antonio Di Pietro | Il Post.

Onorevole Donadi, partiamo dall’investitura di Grillo: Di Pietro al Quirinale.
È un investitura che mi vede del tutto estraneo e contrario. È evidente che è la risposta al necrologio che Di Pietro ha scritto sul Fatto di oggi, dichiarando morta l’Italia dei Valori.

Massimo Donadi, capogruppo dell’Idv alla Camera, è un moderato, nel suo partito. Da mesi si è intestato una linea critica verso Tonino Di Pietro. Vorrebbe un’alleanza col Pd, una alternativa di governo. A sentirlo, pare più bersaniano che dipietrista. Nella corrispondenza d’amorosi sensi (politici, s’intende) tra Tonino, nella sua intervista al Fatto, e Beppe Grillo (“Meriterebbe il Quirinale”), legge un salto di qualità. E affida a una intervista con l’Huffington Post il suo strappo.

Sta dicendo che c’è un patto Di Pietro-Grillo, per dar vita a un’alleanza degli arrabbiati.

È in atto, e pure in fase avanzata, una manovra, condotta da due politici navigati che poco hanno a che fare con la freschezza movimentista. Di Pietro porta in dote a Grillo l’Italia dei Valori, o meglio il suo necrologio, la fine di un’esperienza e Grillo lo benedice. A entrambi dico buona fortuna, ma io non ci sarò. E soprattutto auguro buona fortuna all’Italia.

da    http://www.huffingtonpost.it/2012/11/01/di-pietro-grillo-donadi_n_2057715.html?utm_hp_ref=italy

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