Rotherdham, Regno Unito, abusi sessuali su 1.400 bambini in una sola città – Corriere.it, 2014

Violenza sui minori. Violenza di gruppo sui minori. Orge. Silenzi. Omertà. La vergogna dell’Inghilterra è a Rotherham, città di 250 mila anime (compresa la provincia) nello Yorkshire del Sud. Dal 1997 ad oggi 1400 ragazzi e ragazze sono stati «sfruttati sessualmente». Molti sapevano e nessuno apriva bocca. Sapevano nei centri sociali che avevano raccolto le confidenze. Sapevano alla polizia che aveva raccolto le denunce ma che non ha mosso un dito o quasi. Nel 2010 cinque persone prese, processate, ree confesse. Si poteva scoperchiare il pentolone di uno scandalo squallido. Eppure ancora silenzio sulle gang («molti di nazionalità asiatica») che predavano e vendevano bambine e bambini, adolescenti.

È una trama sconcertante quella che emerge dalle 159 pagine del rapporto commissionato a un gruppo indipendente di inchiesta voluto dalla municipalità di Rotherham ora nell’occhio del ciclone. Si apre così: «Nessuno conosce la scala esatta dello sfruttamento sessuale a Rotherham nel corso degli anni». Ma «la nostra stima prudente» (parole testuali) è che approssimativamente 1400 ragazzi, dal 1997 a oggi,

DA Regno Unito, abusi sessuali su 1.400 bambini in una sola città – Corriere.it.

 

“Le autorità hanno fallito per paura di essere tacciate di ‘razzismo’”. Anche Paul Valley del Guardian ci va giù duro sull’incredibile caso di Rotherham, una città di 117 mila abitanti nel nord dell’Inghilterra famosa per il carbone, teatro di abusi e violenze sessuali dal 1997 al 2013. Le vittime erano bambini da undici a sedici anni con problemi mentali, emozionali o familiari. Sarebbero oltre mille. Gli aggressori però non erano preti cattolici o star dell’establishment come Jimmy Savile, ma membri delle comunità pachistana e islamica. Così era stato tutto messo a tacere. Ieri il politico laburista Denis MacShane ha detto di non aver voluto indagare, sebbene fosse a conoscenza degli abusi, perché, “da lettore del Guardian e liberal di sinistra”, aveva paura di “affondare il barcone multiculturale”. Alexis Jay, incaricata dalle autorità di far luce su quanto era successo, ha trovato responsabilità di polizia, politici e assistenti sociali che non hanno voluto, pur sapendo, fermare le violenze. I funzionari “temevano di denunciare l’origine etnica di chi era coinvolto” col timore di essere definiti come “razzisti”.

L’inchiesta governativa era partita un anno fa, dopo che il quotidiano Times aveva pubblicato alcuni documenti che dimostravano la latitanza dei servizi sociali e della polizia di Rotherham. Il giornale aveva parlato dell’“abuso endemico di ragazze adolescenti da parte di uomini più grandi, per lo più di origine pachistana”, che avveniva a Rotherham. “Sembra che alcuni pensassero che si trattasse di casi eccezionali, che secondo loro non si sarebbero ripetuti”, recita il rapporto Jay. “Altri erano preoccupati di riferire le origini etniche dei responsabili per paura di essere considerati razzisti; altri ancora ricordano invece di aver ricevuto chiare istruzioni di non farlo da parte dei propri dirigenti”. Tre anni fa cinque uomini, tutti pachistani, finirono in carcere per avere molestato e stuprato alcune ragazzine minorenni. Gli abusi si estendono alle città di Oldham, Rochdale e Derby. Interpellato dal Foglio, commenta così Douglas Murray, direttore della Henry Jackson Society. “Negli ultimi decenni, lo status quo ha cercato in ogni modo di far sì che nessuno offendesse qualcun altro o che sembrasse criticare qualcuno sulla base della razza, della religione o della cultura. Questa preoccupazione, legittima da un lato, ha portato a una autocensura del mainstream. Così si arriva a Rotherham.

da http://www.ilfoglio.it/articoli/v/120436/rubriche/il-pedofilo-politicamente-corretto.htm

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