Paolo Ferrario, autobiografia, INFARTO, politiche sociali, DRG e piagnisteo sull’aumento delle tasse. Spesa sanitaria: costo 19.000 euro che non mi sono costati nulla, 16 ottobre 2014

questa sera l’energumeno tascabile brunetta farà la sua solita sceneggiata televisiva (attenzione: cinepresa bassa altrimenti non lo si vede).
e allora facciamo qualche minimo conto (che ciascuno potrebbe fare per sè, se fosse sincero) sulla base della mia recente esperienza


 

Faccio un po’ di autobiografia in relazione al piagnisteo sull’aumento delle tasse.

A causa dell’infarto sono stato ricoverato due volte nell’ospedale cittadino

I due interventi di angioplastica cardiaca sono costati 19.000 euro (ripeto: diciannovemila euro) al fondo regionale. Il calcolo è basato sul sistema dei DRG che calcolano la restituzione di costo dei diversi fattori che compongono la spesa sanitaria per tipo di azioni di servizio.

Non ho pagato nulla.

Dunque ho “risparmiato” 19.000 euro

E allora anche con un (eventuale) aumento delle tasse per ricalcolare la spesa sanitaria regionale io e così milioni di italiani, ABBIAMO UN VANTAGGIO ENORME DALLA ESISTENZA, STRUTTURA E FUNZIONAMENTO DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

Con una sanità privata: come minimo 19.000 euro.

Con il servizio sanitario nazionae: costo zero

Se ciascuno che esce dal medico di base con qualche chilo di voucher per i farmaci facesse UNA VOLTA questi conti non romperebbe più i coglioni con la litania dell’aumento delle tasse. E ho notato che quelli che più fanno il piagnisteo sono i piccoli e grandi evasori.

Le tasse remunerano i costi dei servizi redistribuendo i carichi. Ci vorrebbe un minimo di onestà intellettuale per riconoscere questo fatto inoppugnabile.

Sta di fatto che il piagnisteo sull’aumento delle tasse spegne i neuroni è andrà a costruire tutti le variabili che porteranno alla eliminazione della storica, fondante e tutelante RIFORMA SANITARIA

3 commenti

  1. Ciao Paolo,
    ci siamo conosciuti in ambito lavorativo ed ho avuto occasione di apprezzare la tua schiettezza, serietà e precisione nelle affermazioni. E’ vero, l’esempio dell’attuale assistenza sanitaria pubblica italiana DEVE essere invidiato da chi non è nostro concittadino. Però ti porto la mia testimonianza professionale: la mia attività in campo sanitario era retribuita in Lire, a metà degli anni ’90 del secolo scorso, poco meno di quanto lo è adesso in Euri. Dove sta la differenza? La differenza sta nel fatto che il costo della vita, nella pressoché totalità dei suoi aspetti, è a volte più che raddoppiata a partire da gennaio 2002 in poi (entrata in vigore dell’Euro). I lavoratori autonomi, come me, si sono trovati di fronte ad una sola possibilità: aumentare numericamente l’attività professionale per sopperire ai diffusi aumenti, tasse comprese. Tutto questo ha un limite fisico-temporale: pur lavorando mattina e pomeriggio (a volte anche alla sera), da lunedì a sabato compresi, non si riesce a far fronte all’aumento del costo della vita. Per quanto riguarda le “odiate” tasse, porto solo questo esempio: la detraibilità delle spese sostenute a scopo professionale, a partire dall’ultima dichiarazione dei redditi di noi lavoratori autonomi (anno 2013), è passata dal 40% fisso (già mi sembrava un sopruso) al 20% fisso. Cioè, prendendo a titolo esemplificativo le spese per i trasferimenti (auto, benzina, mezzi pubblici ecc.), lo stato italiano presuppone che l’80% sia a titolo DEL TUTTO PERSONALE, il 20% a titolo lavorativo/professionale. Peccato che gente come me impiega almeno l’85% dei propri trasferimenti a scopo professionale e NON RICREATIVO. Quindi: si detraggono meno spese realmente sostenute per lavorare, apparentemente si è “più ricchi” e si pagano conseguentemente PIU’ TASSE. Si è perciò REALMENTE impoveriti e profondamente demotivati. Dimenticavo: gente come me lavora pressoché in esclusiva con gli enti pubblici, per cui nulla sfugge ad una completa e DOVEROSA fatturazione (e dichiarazione) fiscale.
    Non è questo il modo di agire…
    Cordiali Saluti.
    Massimo

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    1. grazie massimo.
      io sono stato un lavoratore dipendente poi un dirigente di comunione e liberazione “ha testimoniato cristo” facendo di tutto per farmi mobbing. e così dal 1994 sono esodato di cui non parla nessuno: un partitaivista
      per cui conosco queste dinamiche.
      detto questo le tasse sono produttori di diritti. ogni loro alterazione ci porterà a fondo. e moriremo abbandonati in qualche pronto soccorso intasato
      l’alternativa è la sanità privata: quella che mi avrebbe fatto pagare almeeno 19.000 euri per i tre stent
      c’è un aggiustamento possibile: ed è incrementare i tickets i modo proporzionale al reddito
      quando ero docente a venezia vedevo in giro l’energumeno tascabile brunetta con belle donne , più giovani di lui e alte il doppio
      non sopporto che sia uno come il brunetta a fare la morale sulle tasse
      capisco le tue ragioni, ci sono dentro anch’io (pensa che andrò in pensione molto rtardi, come giusto, per le riforme pensionisttiche che ho sostenuto nei miei libri) ma questa litania sulle tasse fa proprio spegnere i neuroni
      ti ringrazio ancora per il fatto che hai voluto dare qui il tuo contributo di esperienza e pensiero
      saluti cari e arrivederci (chissà)

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