La lettera tragicomica del governo greco | da noiseFromAmeriKa

Il governo greco ha quindi recentemente presentato una lista di 7 riforme che intende adottareQuesta lista dovrebbe essere la base che instilla, nei finanziatori-ponte, la sensazione che il governo greco è un partner serio, e non un furbetto che fa promesse mentre è dedito solo a ciurlar nel manico.

Partiamo dal piatto forte (proposta numero 3 nella lista), cioè la riforma anti-evasione. Questo è il punto dove, in teoria, ci si aspetterebbe la maggiore convergenza fra Tsipras, che ha fatto della lotta all’evasione il suo cavallo di battaglia, e la Troika, che su questo fronte da sempre cerca di impegnare il governo ad un’azione più incisiva. La proposta è tragicomica. Il governo propone testualmente di assumere, in via temporanea, “studenti, casalinghe e anche turisti” che, muniti di “strumenti per la registrazione audio e video”, passeggeranno in giro per la città registrando le violazioni nell’emissione degli scontrini e ricevute di pagamento IVA. Questo, sempre testualmente, dovrebbe portare, in un paese dove “l’evasione fiscale è radicata profondamente”, ad “un cambiamento molto rapido dei comportamenti, diffondendo un senso di giustizia nella società, generando una nuova cultura di rispetto delle norme fiscali – soprattutto se accompagnato da un’appropriata comunicazione del semplice messaggio che è arrivato il tempo in cui tutti devono contribuire al finanziamento dei beni e servizi pubblici”. 

Da notare che quella citata non è una delle tante proposte fatte dal governo per far fronte alla piaga dell’evasione in Grecia. È l’unica proposta. Una proposta del genere equivale a dire al mondo che il governo e l’amministrazione pubblica greca rinunciano definitivamente a mettere in piedi un sistema serio di controllo fiscale, gestito in modo sistematico e da personale selezionato e professionale. La Grecia rinuncia ad essere un paese avanzato, e Tsipras e Varoufakis ci spiegano fieramente il perchè: “le autorità fiscali sono a corto di personale e sono immerse nella logica del controllo documentale, mentre il problema dell’evasione risiede fuori dai documenti. L’esperienza mostra che quando il personale dell’autorità fiscale lascia le proprie scrivanie per effettuare controlli sul luogo […], tali controlli non sono solo rari (a causa di carenza di personale), ma sono spesso attesi (dai controllati, ndr)”. In altre parole, il governo greco rinuncia ad obbligare i propri dipendenti, che a tale scopo erano stati assunti, a mettere in pratica le tecniche che consentono una efficace lotta all’evasione.

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Il governo di Tsipras ha presentato proposte che variano dal ridicolo al vergognoso. Esse non solo mettono in luce la sua totale inaffidabilità, ma rivelano inoltre, con spaventoso candore, come il governo ammetta di non avere la volontà di trasformare il proprio paese in un paese moderno, che si sia lasciato alle spalle lo stadio di economia in via di sviluppo. Nonostante le parole spese in campagna elettorale, la resa di fronte all’evasione fiscale è totale. Nonostante i proclami contro i tentativi della Troika di intaccare i privilegi dei dipendenti pubblici, il nuovo governo alza bandiera bianca di fronte all’auto-referenzialità ed incontrollabilità della pubblica amministrazione, a tutto danno dei cittadini e dello sviluppo economico del paese.

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