La redazione degli atti del Comune: 200 modelli personalizzabili – Maggioli editore

La redazione degli atti amministrativi del Comune dopo l’armonizzazione contabile
Principi e tecniche

Con 200 modelli
di atti personalizzabili

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La necessità di monitorare la spesa pubblica, trasformare i supporti documentali da cartacei ad informatici, velocizzare la trasmissione delle informazioni nei rapporti tra enti ma anche con l’utenza-cittadino, nell’ottica di un concetto di trasparenza-pubblicità, sempre nel rispetto della riservatezza e delle regole introdotte dall’armonizzazione contabile, si rispecchia nella necessità di considerare ulteriori aspetti nella predisposizione di un atto amministrativo.

Questa Guida ragionata – giunta alla decima edizione – è completamente rivisitata e si conferma indispensabile all’attività quotidiana, collegando le nozioni teoriche rilevanti a quelle più strettamente operative, fondendo la teoria con la pratica e dimostrando che la stesura di un atto amministrativo, conforme a legge e tecnicamente ineccepibile, è possibile unicamente con l’approfondita e solida conoscenza dei principi che attengono da un lato alla sua esistenza, validità ed efficacia e dall’altro ai meccanismi procedurali che lo portano a perfezionamento.

Distinguendosi dalla maggior parte della manualistica di settore, l’opera,sebbene caratterizzata da taglio dottrinale, spinge il ragionamento sino agli aspetti più operativi, indirizzando l’Operatore, nella prima parte, allo studio della corretta formulazione dell’atto percorrendo l’iter descrittivo dei vari elementi formali che compongono un provvedimento, ed esaminando, nella seconda parte, arricchita da giurisprudenza aggiornata, le tipologie degli atti più complessi, minuziosamente descritti ed esplicati con approfonditi riferimenti sostanziali.

Il Cd-Rom allegato contiene 190 modelli di atti amministrativi e 10 schemi di regolamento.
Piano dell’opera:
1. Oggetto del presente lavoro
1.1. Profili funzionali
1.2. Profili strutturali
2. Consigli per l’uso

Parte Prima LA TEORIA DEGLI ATTI E DEL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO
Capitolo I GLI ATTI AMMINISTRATIVI
1. Definizione di atto amministrativo
2. Gli elementi essenziali degli atti amministrativi
2.1. Il soggetto agente
2.2. L’oggetto
2.3. Il contenuto
2.4. La forma
2.5. La volontà
2.6. Il fine tipico cui l’atto è rivolto
3. Gli elementi accidentali
4. Classificazione degli atti amministrativi
4.1. In base al soggetto
4.1.1. Gli atti collegiali
4.1.2. Atto semplice e atto composto
4.1.3. Atti del Comune, della Provincia, ecc.
4.1.4. Secondo l’organo agente: il concetto di competenza
4.2. Secondo la volontà
4.2.1. Provvedimenti e meri atti
4.2.2. Discrezionalità amministrativa e discrezionalità tecnica
4.3. In base al contenuto
4.4. In base all’oggetto
4.5. In base alla forma
4.6. In base alla funzione
4.7. In base agli elementi accidentali
Capitolo II I VIZI DEGLI ATTI AMMINISTRATIVI
1. Patologia degli atti amministrativi
2. Una prima classificazione: nullità, illegittimità, inefficacia
2.1. La nullità e l’inesistenza
2.1.1. Le conseguenze della nullità
2.2. La classificazione dei vizi di legittimità
2.2.1. L’incompetenza relativa
2.2.2. L’eccesso di potere
2.2.3. La violazione di legge
2.2.4. Le conseguenze dell’illegittimità
2.2.5. L’irregolarità
2.3. L’inefficacia
2.3.1. Le conseguenze dell’inefficacia
3. La seconda classificazione: i vizi con riguardo agli elementi essenziali
3.1. Casi di nullità
3.1.1. Con riguardo al soggetto
3.1.2. Con riguardo all’oggetto
3.1.3. Con riguardo alla forma
3.1.4. Con riguardo alla volontà
3.1.5. Con riguardo al contenuto
3.1.6. Con riguardo alla finalità
3.2. Casi di illegittimità
4. Una terza classificazione: i vizi di legittimità e i vizi di merito
Capitolo III I RIMEDI AI VIZI DELL’ATTO AMMINISTRATIVO
1. Il concetto di autotutela
2. La distinzione tra gli atti di autotutela
2.1. La caducazione dell’atto
2.1.1. L’annullamento
2.1.1.1. In generale
2.1.1.2. Presupposti dell’annullamento d’ufficio
2.1.1.3. … e sua distinzione dalle altre tipologie di annullamento
2.1.1.4. L’annullamento in sede di controllo, l’annullamento su ricorso e l’annullamento governativo
2.1.1.5. Breve riepilogo
2.1.2. La revoca
2.1.3. La sospensione
2.1.4. La rimozione
2.1.5. Il mero ritiro (o ritiro in senso stretto)
2.1.6. La rettifica
2.2. La conservazione dell’atto
2.2.1. La sanatoria in senso stretto
2.2.2. La convalida
2.2.3. La conferma
2.2.4. La conversione
2.2.5. La sanatoria per raggiungimento dello scopo
Capitolo IV IL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO
1. Definizione
2. Elementi essenziali
2.1. La fase preparatoria
2.1.1. L’iniziativa
2.1.2. Procedimenti a istanza di parte
2.1.3. Procedimenti d’ufficio
2.1.4. L’avvio, il termine del procedimento e la comunicazione del responsabile
2.1.4.1. L’avvio del procedimento
2.1.4.1.1. Le conseguenze
2.1.4.1.2. Il preavviso di rigetto
2.1.4.2. L’indicazione del termine
2.1.4.3. L’eventuale proroga del termine. Casi e limiti
2.1.5. L’istruttoria
2.1.5.1. Scopi e principi generali dell’istruttoria amministrativa nella dottrina amministrativistica
2.1.5.2. L’articolazione della fase istruttoria in generale
2.1.5.3. L’acquisizione di atti istruttori
2.1.5.4. Gli obblighi istruttori del responsabile del procedimento
2.1.5.5. La valutazione di memorie e documenti e la stipula di accordi
2.2. La fase costitutiva
2.2.1. Procedimenti monocratici e collegiali
2.3. La fase integrativa dell’efficacia
2.3.1. L’immediata efficacia
2.3.2. La pubblicazione
2.3.3. Il rispetto delle disposizioni del d.lgs. 196/2003
2.3.4. La notificazione
2.3.5. Il controllo e le sue residue forme
3. Classificazione
3.1. Il procedimento deliberativo in generale
3.2. La fase preparatoria
3.2.1. La fase dell’iniziativa: la convocazione
3.2.2. La fase istruttoria
3.3. La fase costitutiva
3.3.1. La fase dell’adunanza. Il quorum strutturale
3.3.2. La fase della votazione. Il quorum funzionale
3.4. La fase integrativa dell’efficacia
3.4.1. Le condizioni perché l’atto divenga efficace
Capitolo V I VIZI DEL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO
1. La patologia del procedimento amministrativo
1.1. Vizi inerenti alla fase preparatoria
1.1.1. I vizi degli atti presupposti
1.1.2. L’omissione della comunicazione di avvio e del preavviso di rigetto
1.1.2.1. L’omissione della indicazione del responsabile del procedimento
1.1.2.2. L’inosservanza del termine per la conclusione del procedimento
1.2. Vizi inerenti alla fase costitutiva
1.3. Vizi inerenti alla fase integrativa dell’efficacia
1.4. La sanatoria dei vizi del procedimento
2. L’inammissibilità e l’improcedibilità
2.1. Profili soggettivi
2.2. Fattispecie concrete di inammissibilità e improcedibilità

Parte Seconda LE CARATTERISTICHE GENERALI DEGLI ATTI COMUNALI
Capitolo I LA DELIBERA, L’ORDINANZA, IL DECRETO, LA DETERMINAZIONE IN GENERALE
1. La delibera, l’ordinanza, il decreto, la determinazione come atto e come procedimento
1.1. Premessa
2. Come atti amministrativi
2.1. Sotto il profilo del soggetto
2.1.1. Organo agente
2.1.2. Atti collegiali e atti monocratici
2.2. Sotto il profilo dell’oggetto
2.3. Sotto il profilo della forma
2.3.1. Gli elementi formali necessari di ciascun atto del Comune
2.4. Sotto il profilo del contenuto
2.5. Sotto il profilo della volontà
2.6. Sotto il profilo del fine tipico cui l’atto è rivolto
2.7. L’ammissibilità di clausole accidentali
Capitolo II PROFILI PATOLOGICI E PROCEDIMENTALI DEGLI ATTI DEL COMUNE
1. I vizi delle deliberazioni comunali, delle ordinanze, delle determinazioni
2. I rimedi ai vizi
2.1. I rimedi ai vizi delle deliberazioni comunali
2.2. I rimedi ai vizi delle ordinanze, dei decreti e delle determinazioni
3. Le deliberazioni, i decreti, le ordinanze, le determinazioni come procedimento amministrativo
4. Riepilogo degli elementi formali attraverso i quali si estrinsecano i provvedimenti comunali

Parte Terza GLI ATTI DEGLI ORGANI COLLEGIALI DEL COMUNE
Capitolo I LA DISAMINA DEI SINGOLI ELEMENTI FORMALI DELLE DELIBERAZIONI
1. Oggetto dell’analisi
2. Gli elementi formali attraverso i quali si estrinseca il contenuto necessario della deliberazione
3. Il collegamento con gli elementi dell’atto amministrativo e le fasi del procedimento
4. Avvertenze generali per lo studio e la redazione di un atto amministrativo deliberativo
Capitolo II L’INTESTAZIONE
1. Gli elementi che rilevano per l’intestazione
2. Il concetto di competenza
3. Il riparto di competenze in generale
3.1. Il primo principio: la separazione tra indirizzo e gestione
3.2. Le caratteristiche degli atti di indirizzo e degli atti di gestione
3.3. Il secondo principio: l’autonomia normativa comunale in tema di competenze degli organi
3.4. Lo Statuto
3.4.1. In generale
3.4.2. … e nello specifico. La previsione del testo unico degli Enti locali
3.4.3. I contenuti dello Statuto dopo la riforma costituzionale e la legge 131/2003
3.4.3.1. Dopo la revisione costituzionale
3.4.3.2. Dopo la legge 131/2003
3.4.3.3. La collocazione nel sistema delle fonti dello Statuto. La tesi della sua natura regolamentare e il principio di gerarchia delle fonti
3.4.3.4. La tesi della natura subprimaria o atipica dello Statuto. Il principio di competenza e la c.d. riserva di Statuto
3.4.3.5. La tesi intermedia
3.4.3.6. L’interpretazione della Corte costituzionale
3.5. I regolamenti comunali
4. Il riparto di competenza in particolare. La competenza del Consiglio
4.1. Premessa. La fonte. La competenza in base all’art. 42 del testo unico
4.2. Caratteristiche generali
4.3. Individuazione
4.3.1. Gli atti fondamentali
4.3.1.1. Atti che sono manifestazione di volontà
4.3.1.2. Atti che sono manifestazione di scienza o di giudizio
4.3.1.3. Atti di indirizzo
4.3.2. La surrogazione della competenza esclusiva del Consiglio
4.3.3. Altre competenze del Consiglio previste dall’ordinamento
5. La competenza della Giunta
5.1. Premessa. La fonte
5.2. Caratteristiche
5.3. Individuazione
5.3.1. Competenza propria
5.3.2. In particolare: le competenze di programmazione intermedia
5.3.3. Altre competenze
5.3.4. Tassative competenze gestionali
5.3.5. La competenza surrogatoria
5.3.6. L’eccezione: le variazioni di bilancio attribuite dal d.lgs. 118/2011 specificamente alla competenza dirigenziale
6. La competenza dei dirigenti
6.1. Premessa. La fonte
6.2. Caratteristiche
7. Casi di confine
7.1. Premessa
7.2. Le materie a competenza ripartita tra Consiglio e Giunta. Rassegna di casi
7.2.1. In tema di opere pubbliche
7.2.1.1. L’approvazione dei progetti esecutivi. La regola
7.2.2. I piani di lottizzazione
7.2.3. La materia tariffaria
7.2.4. Gli altri casi dubbi
7.2.4.1. In tema di concessioni
7.2.4.2. In tema di commercio
7.2.4.3. In tema di beni immobili
7.3. Tra Consiglio e dirigenti
7.3.1. L’assunzione di mutui
7.3.2. Indennità dei Consiglieri e della Giunta
7.3.3. La potestà regolamentare e in materia di piante organiche
7.4. Tra Giunta e dirigenti
7.4.1. L’approvazione delle perizie
7.4.2. Nomina delle commissioni di concorso
7.4.3. Competenze di controllo
7.4.4. Erogazione di contributi
7.4.5. Altre competenze dei dirigenti…………………. 1 »1 235
7.5. La problematica distinzione tra atti di governo e atti di gestione
7.5.1. Individuazione delle fattispecie critiche
7.5.1.1. Fattispecie demandate dal legislatore necessariamente alla revisione statutaria
7.5.1.2. Altre fattispecie da sottoporre alla revisione statutaria
7.5.2. Il passaggio di competenze gestionali dagli organi politici ai dirigenti e l’art. 107, comma 5
7.5.2.1. Il meccanismo per il passaggio di competenze: automatico o lasciato alla mediazione statutaria?
7.5.2.2. … e la pretesa natura gestionale degli atti
7.5.2.3. Conseguenze operative: la formulazione del dispositivo rinvio
8. Caratteristiche riassuntive delle competenze degli organi comunali
9. La legittimazione
10. L’oggetto
Capitolo III IL PREAMBOLO
1. Contenuto del preambolo
2. La fase dell’iniziativa nel procedimento deliberativo: la proposta di deliberazione
2.1. Il concetto di proposta
2.1.1. L’organo deputato a esprimere la proposta
2.1.2. Le conseguenze in caso di assenza della proposta
2.1.3. Le eccezioni al principio: ovvero la possibile assenza della proposta
2.2. La fase istruttoria
2.2.1. I presupposti di fatto
2.2.2. Gli atti della fase istruttoria e la loro distinzione
2.3. Il parere
2.3.1. Il concetto di parere
2.3.2. La distinzione tra i pareri
2.3.3. I pareri obbligatori previsti dall’art. 49 t.u.
2.3.4. Individuazione dei pareri obbligatori ex art. 49 t.u. da esprimere sulla proposta di deliberazione
2.3.4.1. Il parere di regolarità tecnica
2.3.4.2. Il parere di regolarità contabile
2.3.5. L’organo deputato a esprimere il parere tecnico e contabile
2.3.5.1. L’espressione del parere tecnico e contabile in assenza di funzionari
2.3.6. Il termine per rendere i pareri
2.3.7. Il parere favorevole
2.3.8. Il parere non favorevole
2.3.9. L’assenza dei pareri
2.3.9.1. L’impossibilità di procedere in caso di mancanza a una loro sanatoria
2.3.10. La forma del parere
2.3.11. Il parere dell’organo di revisione
2.3.11.1. Le fattispecie in cui deve essere espresso il parere dell’organo di revisione
2.3.11.2. Il parere sul bilancio di previsione e le relative variazioni in particolare
2.3.12. I pareri facoltativi
Capitolo IV LA MOTIVAZIONE
1. La definizione di motivazione
1.1. Oggetto
1.2. La motivazione dell’atto deliberativo come elemento essenziale e la sua distinzione dalle dichiarazioni di voto e dall’elemento volitivo
1.3. Il contenuto della motivazione
1.3.1. Motivazione e giustificazione
1.3.2. I presupposti di fatto
1.3.3. Le ragioni giuridiche
1.3.4. Le risultanze dell’istruttoria
1.4. L’ammissibilità della motivazione per relationem
1.4.1. La disponibilità dell’atto richiamato
1.5. La motivazione dei provvedimenti contenenti dati sensibili
Capitolo V L’ELEMENTO VOLITIVO
1. Oggetto e definizione
1.1. Convocazione, quorum costitutivo e decadenza
2. La fase della convocazione
2.1. I soggetti deputati alla convocazione
2.2. Modalità di convocazione
2.3. Termini per il recapito degli avvisi di convocazione ed elenco degli oggetti da trattare
2.3.1. La convocazione ordinaria
2.3.2. La convocazione d’urgenza
2.4. Lo scopo dell’istituto della convocazione e la sanatoria dei vizi relativi
2.5. La pubblicazione degli argomenti all’Albo dell’Ente
3. La fase dell’adunanza
3.1. Il quorum strutturale in prima convocazione
3.2. Il quorum strutturale in seconda convocazione
3.3. Sedute segrete e pubbliche
3.4. Svolgimento dei lavori
3.5. La votazione
3.6. La votazione palese
3.7. L’obbligo dell’astensione
3.7.1. La votazione segreta
3.7.2. Il computo dei votanti e l’indicazione dei presenti, dei votanti, dei favorevoli, astenuti, contrari
3.7.2.1. La diversità di regole tra le votazioni segrete e quelle palesI
3.7.3. La proclamazione dei risultati
3.8. La disciplina delle sedute della Giunta comunale
Capitolo VI LA PARTE DISPOSITIVA
1. In generale
1.1. Individuazione della casistica
1.2. Casi di delibere costituenti mero atto di indirizzo
1.2.1. Indicazioni di casi
1.3. Equiparazione con le delibere costituenti manifestazioni di giudizio
1.3.1. Indicazioni di casi
1.4. Casi in cui la delibera non è mero atto di indirizzo, ma non comporta riflessi diretti o indiretti sulla situazione economico-finanziaria o sul patrimonio dell’Ente
1.5. Casi di delibere che comportino riflessi diretti o indiretti sulla situazione economico-finanziaria o sul patrimonio dell’Ente. Indicazioni di casi
1.5.1. Le ipotesi di “riflessi indiretti”
1.5.2. Le ipotesi di “riflessi diretti”. I casi di assunzione di impegno di spesa mediante delibere
1.6. I casi eccezionali di impegni assunti dalla Giunta e dal Consiglio
1.6.1. Elencazione dei casi di competenza gestionale del Consiglio
1.6.2. Elencazione dei casi di competenza gestionale della Giunta
1.6.3. Conseguenze operative. La formulazione del dispositivo in concreto
1.6.3.1. Le conseguenze dovute al nuovo visto previsto dall’art. 8, comma 8, del d.lgs. 267/2000 introdotto dal d.lgs. 126/2014
1.6.4. L’indicazione obbligatoria della spesa da impegnare
1.6.5. Il concetto generale di impegno. Rinvio
2. Il dispositivo delle deliberazioni che contengono dati sensibili
Capitolo VII LA NUMERAZIONE E SOTTOSCRIZIONE DELLA DELIBERAZIONE E LA FASE INTEGRATIVA DELL’EFFICACIA
1. La numerazione e sottoscrizione delle deliberazioni
1.1. La sottoscrizione come elemento essenziale dell’atto scritto
1.2. Le fonti normative relative alla c.d. firma digitale
2. La fase integrativa dell’efficacia
2.1. La pubblicazione
2.1.1. Scopi della pubblicazione
2.1.2. I soggetti deputati alla pubblicazione delle deliberazioni
2.1.2.1. Pubblicazione ed esecutività delle delibere
2.1.3. Rapporti con il principio della pubblicità previsto dal d.lgs. 33/2013
2.2. La fase del controllo
2.2.1. Il controllo eventuale
2.2.1.1. Il controllo a istanza dei Consiglieri
2.2.1.2. Il controllo a istanza del Prefetto
2.3. Le delibere non sottoposte a controllo
2.4. L’immediata eseguibilità
Capitolo VIII IL VERBALE DELLA DELIBERAZIONE
1. Redazione e contenuto del verbale
1.1. La nozione e la funzione di verbale
1.2. L’efficacia probatoria
1.3. Natura giuridica
1.3.1. Conseguenze pratiche della distinzione
1.3.1.1. Sotto il profilo del contenuto: l’autonomia del verbale rispetto alla deliberazione
1.3.1.2. Sotto il profilo della classificazione degli atti amministrativi
1.3.1.3. Sotto il profilo soggettivo: la competenza a redigere il verbale
1.3.1.4. Sotto il profilo della rettificabilità
1.4. Principi regolanti la redazione del verbale
1.4.1. Il momento della verbalizzazione
1.4.2. Il brogliaccio
1.4.3. Il contenuto necessario del verbale: la completezza
1.4.4. La sottoscrizione del verbale
1.4.5. L’originale e le copie
1.4.6. L’interpretazione del verbale
1.4.7. Considerazioni finali. Riepilogo sintetico degli elementi che dovranno essere inseriti nel verbale

Parte Quarta GLI ATTI DEGLI ORGANI MONOCRATICI DEL COMUNE
Capitolo I LE ORDINANZE DEL SINDACO E DEI DIRIGENTI: IN GENERALE
1. Le ordinanze del Sindaco e dei dirigenti: loro definizione e distinzione
2. Le ordinanze come atto amministrativo
2.1. Elementi accidentali
2.1.1. Il termine nell’ordinanza contingibile e urgente
3. Il procedimento per l’emanazione di un’ordinanza come procedimento amministrativo
3.1. La fase preparatoria
3.1.1. La fase dell’iniziativa
3.1.1.1. L’avvio del procedimento e la comunicazione del responsabile
3.1.2. La fase istruttoria
3.2. La fase costitutiva
3.3. La fase integrativa dell’efficacia
3.3.1. Le sanzioni
4. Il collegamento con gli elementi dell’atto amministrativo e le fasi del procedimento
Capitolo II LE ORDINANZE CONTINGIBILI E URGENTI
1. Gli elementi formali attraverso i quali si esternano le ordinanze contingibili e urgenti
1.1. La data, il luogo e la sottoscrizione
1.2. L’intestazione
1.2.1. La competenza ad emanare gli atti contingibili e urgenti e la relativa imputazione
1.2.2. Esclusione della possibilità di delega ai dirigenti
1.2.3. La delegabilità e la sostituzione del Sindaco
1.2.4. I casi di sostituzione del Sindaco
1.2.5. Il concetto di delega
1.2.6. Gli organi delegati dal Sindaco
1.2.7. Gli effetti della delega
1.2.8. Principi valevoli in tema di delega
1.3. Il preambolo
1.3.1. La proposta
1.3.2. L’assenza di pareri
1.3.3. La preventiva comunicazione al Prefetto
1.4. La motivazione
1.4.1. I presupposti
1.4.2. La necessità e l’urgenza
1.4.3. Il pericolo di danno
1.4.4. Ambito oggettivo diversificato
1.4.5. Efficacia limitata nel tempo
1.4.6. Il rispetto dei principi generali dell’ordinamento
1.4.7. La comparazione degli interessi in vista del perseguimento dell’interesse pubblico e la finalità di prevenire gravi danni ai cittadini
1.4.8. Territorialità
1.5. La manifestazione di volontà e il contenuto dispositivo
1.5.1. L’indicazione dell’autorità e dei termini per ricorrere
1.6. L’efficacia delle ordinanze
1.6.1. La pubblicazione e/o la notificazione; la loro non sottoposizione a controllo
1.6.1.1. L’identificazione del destinatario
1.6.2. L’esecuzione dell’ordinanza e le sue modalità
1.6.3. L’esecuzione d’ufficio in caso di inadempienza
1.6.4. La sanzione penale
Capitolo III LE ORDINANZE NORMALI
1. Definizione di ordinanza normale
2. Gli elementi formali attraverso i quali si esternano le ordinanze normali
2.1. La data, il luogo e la sottoscrizione
2.2. L’intestazione
2.2.1. La competenza all’adozione delle ordinanze normali
2.2.1.1. L’imputazione degli atti
2.2.2. Permanenza o meno del potere di ordinanza normale al Sindaco: due tesi
2.2.2.1. Prima tesi
2.2.2.2. Seconda tesi
2.2.2.3. Conclusioni
2.2.3. Possibilità di delega ai dirigenti
2.2.4. Esclusione della delega in materia di competenza statale
2.3. Il problema delle ordinanze-ingiunzioni
2.3.1. Il procedimento per l’emanazione delle ordinanze-ingiunzioni
2.3.2. Caratteristiche del procedimento
2.4. Il preambolo
2.4.1. La proposta
2.4.2. L’assenza di pareri
2.5. La motivazione
2.5.1. I presupposti delle ordinanze normali
2.5.2. La violazione di leggi e regolamenti
2.5.3. Ambito oggettivo non limitato
2.5.4. L’assenza di limiti temporali
2.6. La manifestazione di volontà e il contenuto dispositivo dell’atto
2.6.1. L’indicazione dell’autorità e dei termini per ricorrere
2.7. L’efficacia delle ordinanze normali
2.7.1. La pubblicazione e/o la notificazione; la non sottoposizione a controllo delle ordinanze normali
2.7.2. L’esecuzione e le sue modalità
2.7.3. L’esecuzione d’ufficio in caso di inadempienza: esclusione
3. I rimedi in via di autotutela ai vizi delle ordinanze
Capitolo IV GLI ALTRI ATTI DEL SINDACO
1. Gli altri casi di ordinanze
2. L’elencazione delle principali ipotesi
3. L’ipotesi contenuta nell’art. 7 della legge 2248/1865
4. Gli elementi formali attraverso i quali si estrinsecano le ordinanze previste dall’art. 7 della legge n. 2248/1865, all. E
4.1. I presupposti
4.2. Gli elementi dell’atto
4.2.1. Il soggetto
4.2.2. L’oggetto
4.2.3. La forma
4.2.4. La volontà
4.2.5. La finalità
4.2.6. Il contenuto
4.2.7. Il termine
5. L’efficacia delle ordinanze
6. Gli altri atti del Sindaco. I decreti
6.1. Individuazione di talune competenze del Sindaco
6.1.1. Competenze in materia di nomine di rappresentanti del Comune presso Enti, aziende e istituzioni
6.1.2. Nomine dei membri delle commissioni
6.2. Struttura
Capitolo V LE DETERMINAZIONI DEI RESPONSABILI DEI SERVIZI
1. Premessa generale
1.1. La distinzione di competenze tra l’organo politico e l’organo burocratico
1.2. Problemi applicativi
1.3. Le determinazioni in generale
2. Le determinazioni di spesa dei dirigenti e dei responsabili dei servizi
2.1. La fase della programmazione generale e di dettaglio: il bilancio e il PEG
2.1.1. I requisiti del PEG
2.1.2. I casi di esclusione del PEG
2.2. Il momento della gestione
3. La determinazione come atto amministrativo
3.1. Soggetto
3.1.1. La derogabilità delle competenze dirigenziali
3.1.2. La necessaria transitorietà dell’attribuzione di funzioni al Segretario
3.1.3. Gli atti gestionali del Segretario comunale: loro individuazione
3.1.4. L’individuazione in concreto del soggetto abilitato all’adozione delle determinazioni
3.1.4.1. La qualifica minima del personale da individuare come responsabile del servizio
3.1.4.2. La situazione dopo il nuovo C.C.N.L. Enti locali
3.2. La delegabilità delle funzioni dirigenziali
3.2.1. … e la sua differenza dalla sostituzione
3.3. L’oggetto delle determinazioni
3.4. Il contenuto
3.4.1. Il concetto di impegno di spesa, di obbligazione, di prenotazione
3.4.1.1. Il concetto di impegno
3.4.1.2. Le regole per l’assunzione di impegni
3.4.1.3. L’obbligazione
3.4.1.4. La prenotazione di impegno
3.4.1.5. Casi particolari di impegno di spesa
3.5. L’elemento della volontà
3.6. La finalità
3.7. La forma
4. Il procedimento per l’emanazione di una determinazione
4.1. Il procedimento per l’emanazione di una determinazione come procedimento amministrativo: cenni generali
4.2. La fase preparatoria del procedimento
4.2.1. La fase dell’iniziativa
4.2.2. La fase istruttoria
4.3. La fase costitutiva
4.4. La fase integrativa dell’efficacia
5. Gli elementi formali attraverso i quali si estrinseca la determinazione
6. Il collegamento con gli elementi dell’atto amministrativo e le fasi del procedimento
7. La disamina dei singoli elementi formali
7.1. La data e il numero. La protocollazione
7.2. La sottoscrizione
7.3. L’intestazione
7.4. Il preambolo
7.4.1. La proposta
7.4.2. L’assenza di pareri
7.5. La motivazione
7.5.1. I presupposti
7.5.2. La motivazione degli acquisti di beni e servizi
7.5.2.1. L’acquisizione obbligatoria dell’autocertificazione
7.6. Il contenuto dispositivo
7.6.1. In generale
8. Efficacia ed esecutività delle determinazioni

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