Il giorno in cui fu uccisa, la professoressa Gloria Rosboch s’era fatta bella per i suoi assassini – La Stampa

Il giorno in cui fu uccisa, la professoressa Gloria Rosboch s’era fatta bella per i suoi assassini. Prima di uscire, aveva dato un bacio al papà: «Torno fra 20 minuti». Aveva preso il vestito buono, quello della messa, era andata dal parrucchiere perché voleva i capelli un po’ più mossi, ed era sparita. Era il 13 gennaio. Adesso, quegli orchi che lei non aveva saputo riconoscere hanno trascorso la prima notte in una camera di sicurezza dei carabinieri di Ivrea, dopo che il corpo senza vita dell’insegnante è stato ritrovato in un fosso di Rivara, vicino a una cascina. Il suo allievo prediletto, Gabriele Defilippi, 22 anni, la mamma, Caterina Abbattista, e un terzo complice, Roberto Obert, anni 54, amico e amante di Gabriele, sono stati arrestati ieri con l’accusa di omicidio volontario premeditato e concorso in omicidio.

Sorgente: La professoressa che non ha capito il male strangolata da un triangolo diabolico – La Stampa

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