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Il disegno di legge di riforma costituzionale, approvato in prima deliberazione, nel medesimo testo, dal Senato nella seduta del 13 ottobre 2015, e dalla Camera nella seduta dell’11 gennaio 2016, è finalizzato al superamento del bicameralismo perfetto e all’introduzione di un bicameralismo differenziato, in cui il Parlamento continua ad articolarsi in Camera dei deputati e Senato della Repubblica ma i due organi hanno composizione diversa e funzioni in gran parte differenti.
Nella seduta del 13 gennaio 2016, il Senato ha approvato la riforma in seconda deliberazione con 180 voti favorevoli, 112 contrari e un’astensione.
Il testo approvato, oltre al superamento dell’attuale sistema bicamerale, prevede, tra l’altro:
- la revisione del procedimento legislativo, inclusa l’introduzione del c.d. “voto a data certa”;
- l’introduzione dello statuto delle opposizioni;
- la facoltà di ricorso preventivo di legittimità costituzionale sulle leggi elettorali di Camera e Senato;
- alcune modifiche alla disciplina dei referendum;
- tempi certi per l’esame delle proposte di legge di iniziativa popolare, per la presentazione delle quali viene elevato il numero di firme necessarie;
- la costituzionalizzazione dei limiti sostanziali alla decretazione d’urgenza;
- modifiche al sistema di elezione del Presidente della Repubblica e dei giudici della Corte Costituzionale da parte del Parlamento;
- la soppressione della previsione costituzionale delle province;
- la riforma del riparto delle competenze tra Stato e regioni;
- la soppressione del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro.
Per approfondimenti si vedano i Dossier del Servizio Studi, serie Progetti di legge, nn. 216/10 (contenuto) e 216/11 (testo a fronte).
Sorgente: Camera.it – XVII Legislatura – Documenti – Temi dell’Attività parlamentare
