L’antropologo DIPAK R. PANT dell’Università Liuc di Castellanza analizza il terrorismo islamico e il fenomeno dell’immigrazione musulmana in Italia – in VareseNews 23 marzo 2016

Dipak R. Pant è professore di antropologia ed economia, fondatore e coordinatore dell’Unità di Studi Interdisciplinari per l’Economiasostenibile presso l’Università Cattaneo – LIUC di Castellanza.L’Islam

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Le frontiere degli Stati-nazione nella zona cardinale (heartland) dell’Islam – Asia minore, Medio Oriente ed Africa settentrionale (al-Maghreb) – sono state disegnate dalle potenze coloniali senza alcun riguardo per le realtà locali. Per questo motivo gli islamici non sono attaccati sentimentalmente alle loro patrie definite entro certi confini o ai loro simboli nazionali, diversamente dagli europei o dagli asiatici. I popoli islamici dimostrano invece un forte senso di appartenenza al Corano (il libro sacro dell’Islam), al loro profeta (Maometto), alla loro fede (Islam). L’Islam è sovra-etnico e sovra-nazionale, è un fattore totalizzante (paramount factor). Il terrorista islamico non commette atrocità né sacrifica la sua vita in nome della sua patria-nazione o della sua comunità etnica. Il terrorista islamico agisce ed esorta gli altri ad agire nel nome di Dio (Allah-u-Akbar = “Dio è grande” è lo slogan che accompagna ogni attentato terroristico di matrice islamica), nel nome della grande comunità universale dell’Islam (Islam letteralmente significa “sottomissione alla volontà divina”), del loro profeta Maometto (la personificazione della perfezione umana) e del loro libro sacro (Corano) considerato come l’ultimo sigillo delle profezie cioè la saggezza/verità culminante, definitiva ed insuperabile.

A prescindere dalla geo-economia e dalla geopolitica dei nostri tempi, non cambia il dato di fatto – la realtà storica e antropologica – che l’Islam è un’ideologia totalitaria, un sistema assolutistico di gestione dell’al-di-qua che non ammette nessun dissenso o fuoriuscita; un dissidente o un fuoriuscito dalla comunità islamica (apostata) viene punito con la morte secondo i canoni islamici (al-Sharia). Diversamente dall’Islam, in nessuna tradizione religiosa la critica o la conversione in un’altra religione è punita con la morte. Come tutte le altre tradizioni religiose, anche l’Islam è una ‘fede’ in termini di speculazione sull’al-di-là e del rapporto con il mistero. Tuttavia nell’Islam l’aspetto ideologico-normativo (la gestione dell’al-di-qua) è predominante rispetto all’aspetto mistico-filosofico e del rapporto con l’al-di-là; la tradizione mistica-metafisica Sufi è una corrente minoritaria, spesso perseguitata a morte dall’ortodossia islamica sunnita.

Dalla sua nascita (1500 anni fa) fino ad oggi, l’Islam è stato caratterizzato da questo totalitarismo che è sfociato sempre in violenza contro gli altri (i non-islamici), tranne in pochissime parentesi

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Ogni atto di “successo” terroristico di matrice islamica commesso in qualsiasi parte del mondo viene sempre contestualizzato e giustificato (se non proprio festeggiato) dai musulmani con dichiarazioni come “gli israeliani che ammazzano i bimbi palestinesi”, “i russi che avevano invaso l’Afghanistan e bombardano Siria”, “gli americani che bombardano qua e là.”, “gli inglesi ed i francesi che hanno colonizzato terre musulmane con l’uso della forza e ancora provano a sottomettere i musulmani”, “gli ebrei che complottano per dominare tutto il mondo e per schiacciare il popolo islamico”, “i cinesi e gli indiani che hanno costruito le bombe atomiche per annientare i musulmani”, “l’attentato alle torre gemelli di New York era organizzato dai servizi segreti israeliani in combutta con quelli americani per incolpare l’Islam e per poter colpire i musulmani” ecc. ecc.. Per la grande maggioranza dei musulmani la colpa per tutte le nefandezze del mondo, per tutti i problemi dell’umanità e per l’arretratezza del loro mondo (islamico) è sempre degli altri.

La consapevolezza di essere arretrati ed il conseguente complesso d’inferiorità costituisce l’elemento centrale nella narrativa islamica di auto-vittimizzazione e di colpevolizzazione dell’Occidente.

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dopo aver riflettuto sulla questione dell’immigrazione extracomunitaria (per la stragrande maggioranza di religione islamica tra cui quasi totalità sunniti), essendo io stesso un immigrato, sono convinto che esiste in Italia la “quinta colonna” umana e culturale del totalitarismo islamico; magari non ancora operativa sul piano di azione jihadista-terrorista come in Francia, Inghilterra o Belgio (speriamo), ma potenzialmente pericolosa; ed è composta da musulmani immigrati di prima e seconda generazione. E mi rattrista notare che in Italia esiste anche una “sesta colonna” ideologica e culturale (pacifista, mondialista, multi-culturalista) che favorisce, magari con le intenzioni buoniste, la cultura del permissivismo e l’espansione dell’Islam in Italia; ed è composta da indigeni (nativi italiani) di tutte le generazioni, tendenzialmente simpatizzanti delle parti politiche di centro e sinistra

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Ho una mia esperienza personale da viaggiatore solitario nel mondo islamico e da migrante (anzi, itinerante) in Occidente mescolato con altri immigrati extra-comunitari (quasi tutti islamici). Nei paesi islamici notavo che un non-islamico era tenuto a comportarsi secondo i loro canoni e costumi; lo ritenevo giusto. Tuttavia, parallelamente si rileva che i musulmani chiedono il diritto di potersi comportare secondo i loro canoni e costumi anche al di fuori dei paesi islamici. Questa cosa mi è sempre sembrata illogica e prevaricante da parte dei musulmani: la mancanza di reciprocità e di rispetto. Per molti anni, da extra-comunitario solitario, ho frequentato ambienti musulmani in Europa e America, e ho fatto periodicamente parte delle file per i permessi di soggiorno con altri extra-comunitari (la grande maggioranza di essi erano musulmani). I musulmani esprimevano liberamente i loro pensieri di disprezzo ed odio (oltre l’ignoranza e l’indifferenza culturale) sulle comunità ospitanti (europee ed americane).

tutto l’articolo QUI:

Sorgente: Dov’è la voce dell’Islam moderato? – VareseNews

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