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Brexit, Gran Bretagna, Europa: i possibili effetti per l’Italia, 30 marzo 2017

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Stato dell’Unione

 

Brexit, -730 giorni. Il Regno Unito ha consegnato all’Ue la lettera con cui si avvia formalmente il divorzio. Tutti i nodi di uno dei negoziati più complessi della storia recente e i numeri della Brexit, nell’infografica di Bloomberg.

 

Cosa vogliono ottenere, attraverso il negoziato, i 27 stati membri dell’Unione, spiegato bene da Politico, e cosa vuole ottenere già entro fine anno il capo negoziatore Ue, Michel Barnier (un accordo sui diritti dei cittadini europei in UK).

 

I memo delle grandi banche ai loro staff londinesi: nessun panico da Brexit, please!

 

Ah, la famosa “maxi Borsa” europea alla fine non ci sarà: stoppata la fusione tra Londra e Francoforte. La decisione della Commissione: Deutsche Börse e London Stock Exchange insieme avrebbero ridotto la concorrenza. Primo effetto della Brexit?

 

Infine la situazione delle agenzie di anti-terrorismo inglese dopo l’ultimo attentato a Westminster.

 

Regno Unito – La lettera firmata ieri dalla premier britannica Theresa May è stata consegnata oggi al presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, dando il via ufficiale alla Brexit. La premier ha poi riferito in parlamento sulle procedure del negoziato, rispondendo alle domande sull’attivazione dell’iter di uscita dall’Ue: ecco il video. Ma cosa prevedono esattamente questi negoziati? Qui spiegati i sei punti chiave e la diretta di questo primo giorno della Brexit.

Brexit, i paletti dell’Europa per gli inglesi
Il Regno Unito vuole mantenere con l’Unione europea «una partnership profonda». Theresa May lo ha scritto sette volte nella lettera che ha dato il via ufficiale alla Brexit. Ma la strada per i negoziati è in salita: non c’è intesa sui tempi, i commerci e la difesa comune. Il capo del nostro Desk Esteri, Alberto Simoni, nel suo reportage racconta le reazioni degli inglesi al divorzio.
Secondo Charles A. Kupchan «l’Occidente sembra giunto a un punto critico. Il populismo potrebbe continuare a guadagnare forza. E qualunque sia l’esito, la Brexit è un minaccioso segnale di avvertimento». Michel Onfray, il filosofo più controverso di Francia, sul numero di Origami da oggi in edicola, fa una spietata analisi sulle elezioni francesi: «Se Marine Le Pen viene eletta presidente, nel giro di qualche minuto ci sarà l’insurrezione in ogni strada».


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