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Corradina Triberio, Hikikomori: un’emergenza educativa? – libro gratuito e leggibile online, 2017

Un libro scritto da Corradina Triberio per Pianeta Pedagogia, leggibile gratuitamente.

Copertina di Giorgia Renda.

Manga disegnato da Rosario Minardi.

Prefazione
di Alessio Vitiello e Vincenzo Restuccia

Il volume “Hikikomori: un’emergenza educativa?” di Corradina Triberio, pedagogista specializzata in pedagogia clinica, sorge dalla forte predilezione dell’autrice per il fenomeno giapponese dell’Hikikomori che, negli ultimi tempi, si sta diffondendo sempre di più anche in Occidente. L’analisi dell’autrice si staglia in un filone prima d’ora poco esplorato nelle scienze pedagogiche e che trova, invece, già riscontro in discipline quali la psichiatria, la medicina e l’antropologia.
In giapponese il termine Hikikomori (引きこもり), coniato dallo psichiatra Tamaki Saito, sta a significare letteralmente “stare in disparte” (dai verbi hiku “tirare” e komoru “ritirarsi”) e potremmo definirlo in italiano al meglio col termine “autoreclusione”.
Negli anni ottanta dello scorso secolo, lo psichiatra sopracitato individuò in terra nipponica un numero crescente di casi di adolescenti che “tagliavano” tutte le comunicazioni con il mondo sociale per ritirarsi in lunghi periodi di auto-reclusione all’interno delle loro camere. Il criterio diagnostico che Saito diede per la definizione dello status della malattia fu un periodo minimo di auto-reclusione della durata di almeno sei mesi. Ciononostante, ci si è resi conto, in seguito, che il periodo di confino può protrarsi anche per svariati anni, giungendo alla piena alienazione degli individui dalla realtà. Malgrado l’autoreclusione, con l’avvento dei nuovi media, o media digitali, cioè di quei mezzi di comunicazione di massa sorti nell’era dell’informatica, i soggetti affetti da Hikikomori sperimentano vie alternative per relazionarsi con l’esterno, lungi dall’essere face-to-face, interfacciandosi con chat, con e-mail, con le realtà dei blog, dei forum e dei social network.
Sapientemente, per gli scopi relativi alla stesura dell’elaborato, la pedagogista ha dato spazio alla letteratura già in stampa, offrendo un proprio contributo di impianto pedagogico al problema di estrema rilevanza che, a parer suo, si profila come una nuova emergenza educativa.
Diviso in quattro capitoli, il volume si delinea come un armonioso dialogo interdisciplinare, talvolta valicante i confini della pedagogia, che offre numerosi spunti di riflessione e si configura fra i primi lavori italiani di scienze pedagogiche che trattano il fenomeno.

Immagini e note con fonti scritte in modo dettagliato.

leggi qui:

Sorgente: Libro gratuito Hikikomori un’emergenza educativa (1).docx – Documenti Google


5 commenti

  1. melchisedec ha detto:

    Sicuro che riguardi soltanto gli adolescenti essere hikikomori? Interessante.

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  2. Mile81 ha detto:

    Molto interessante. Problema mica da poco… in effetti oggi basta guardarsi in giro per capire come tutti o quasi siamo preda della tecnologia. I ragazzi, quelli che nella lettura specializzata sul tema vengono definire “nativi” li vedi sempre incollati al telefono anche in gruppo. le interazioni sono davvero poco, se non per farsi dei selfie e via dicendo. Insomma ruota tutto attorno a quello e intanto si perdono le cose belle della vita, quelle piccole cose che sono tutte intorno a loro (persone comprese). Dettagli, piccolezze, che se apprezzati possono cambiarti la giornata, facendoti capire il valore vero della vita anche quando tutto va a rotoli… e loro non le vedono nemmeno. E magari fosse tutto qui il problema! Naturalmente questo è solo una mia riflessione. Sarà che alla fine il calore di un sorriso, un particolare curioso scoperto passeggiando, un dettaglio della natura, sono così preziose per tenere vivo l’amore verso la vita nostra e altrui…

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