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Il modello lombardo per il nuovo Assegno di Ricollocazione?, a cura di Claudio Negro in MERCATO DEL LAVORO NEWS – n. 19

 

 

MERCATO DEL LAVORO NEWS – n. 19

Il modello lombardo per il nuovo Assegno di Ricollocazione?

 

 

Molto interessante l’articolo di Lorenzo Salvia sul Corriere della Sera di domenica 6, nel quale, anche raccogliendo l’opinione del Presidente dell’ANPAL Maurizio del Conte, si tratteggia quale potrebbe essere l’Assegno di Ricollocazione “a regime”, ossia dopo la fase sperimentale (per la verità piuttosto deludente) del 2017.

La novità più evidente consisterebbe nell’affiancare all’Assegno individuale e rilasciato a chi abbia già perduto il lavoro da un certo tempo una sorta di Assegno collettivo, i cui beneficiari dovrebbero essere i lavoratori coinvolti da una crisi aziendale e a rischio di perdere, nel vicino futuro, il lavoro. Si tratta quindi di un intervento non “a babbo morto” ma quando ancora gli interessati sono inseriti nel mercato del lavoro, più facilmente attivabili e soprattutto gestibili come collettivo, con vantaggi funzionali ed economie di scala.

E’ opportuno notare come questo approccio alle Politiche Attive, individuali e collettive, corrisponda esattamente a quello utilizzato da parecchi anni in Regione Lombardia, con la piena collaborazione tra Regione, Operatori e Parti Sociali: all’Assegno individuale corrisponde la Dote Unica Lavoro, aperta a tutti coloro che vogliono attuare una politica attiva finalizzata al collocamento, ricollocamento o ad un percorso formativo per implementare la collocabilità.

All’Assegno collettivo corrispondono le Reti di Partenariato che si rivolgono a gruppi di lavoratori di una o più aziende in crisi e che coinvolgono nell’attività di ricollocazione e formazione Agenzie per il Lavoro, Centri per l’Impiego, Organizzazioni Sindacali, ove possibile le aziende stesse e gli Enti Locali, con una divisione funzionale dei compiti e, talvolta, con la mobilitazione di ulteriori risorse ad opera dei partners della Rete.

In entrambi i casi l’approccio metodologico è lo stesso evocato nell’articolo di Salvia: l’Assegno viene versato agli operatori, per la maggior parte, solo in caso di esito positivo della ricollocazione.

L’esperienza ormai consolidata di Regione Lombardia può evidentemente essere molto utile per costruire un modello nazionale, al netto di tutta una serie di messe a punto di tipo tecnico delle quali ovviamente si dovrà discutere. Ma ciò che qui conta affermare è che dal know how di Regione Lombardia e dalle risorse e dalla rete di ANPAL (e più in generale del Governo) può nascere un modello di Politiche Attive nazionale all’altezza delle esigenze.


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