ANTONIO BELLICOSO, ASSISTENTE SOCIALE ONLINE. Web communication e buone prassi per il servizio sociale professionale: il modello S.O.S., prefazione di Paolo Ferrario, Aracne editrice, 2018. Con la dedica di Antonio a Paolo. Indice del libro

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Prefazione di Paolo Ferrario, blog mappeser.com

Considero un privilegio avere potuto collaborare con S.O.S. servizisocialionline.it fin dagli inizi della sua realizzazione. Oggi qualsiasi attività lavorativa deve confrontarsi con le tecnologie del web, cercando di utilizzarle al servizio dei propri obiettivi. Nel mio caso questo è avvenuto per la formazione: fin dal 2001 ho creato un sito, dove mettevo a disposizione degli studenti le audio lezioni e le dispense didattiche. E oggi faccio ricerca nel campo delle politiche sociali tramite un blog.

L’intelligenza collettiva di S.O.S. è quella di applicare alla professione di assistente sociale queste tecnologie.

Possiamo riassumere nei seguenti punti chiave i caratteri costitutivi di una professione:   1. creare e consolidare un corpo definito di conoscenze metodologiche e tecniche per l’esercizio di un compito;

  1. ottenere e conservare un riconoscimento pubblico dell’utilità sociale delle attività svolte;
  2. svolgere queste funzioni tramite i principi della responsabilità personale, dell’autonomia professionale e del codice deontologico che caratterizza ciascuna professione.

Oggi a questi caratteri occorre, tuttavia, aggiungere un’altra variabile: la potenza comunicativa che le tecniche del web aggiungono all’esercizio del ruolo.

E qui siamo all’oggetto ed al filo conduttore del libro.

Antonio Bellicoso applica in questo testo  la cosiddetta “scrittura biografica” (racconto di una esperienza a partire dalla propria ideazione). Ma tutti i contenuti  analitici sono permeati  dallo spirito collaborativo con tante altre persone. Voglio dire che l’autore ha saputo sviluppare una forte capacità nel “tenere assieme” un gruppo variegato di assistenti sociali di varie generazioni ed anche  altri collaboratori.

Un altro valore del libro che vorrei sottolineare è quello del suo contributo alla “storia del  servizio sociale”. Gli assistenti sociali sono i portatori di una specifica cultura di  servizio (alimentata dai metodi, dalle tecniche e dal ripensamento delle pratiche), ma un carattere fondamentale è sempre stata la loro capacità di adattarsi ai cambiamenti socioculturali, unitamente a quella di contribuirvi in modo attento e partecipe. I contenuti teorici e pratici dell’ “apprendere dalla esperienza” è davvero una strategia che hanno saputo sviluppare nel corso del tempo. In estrema sintesi possiamo distinguere: 1. la “fase pionieristica” di avvio di questa professione, nella quale sono state poste le  basi del pensiero del lavoro sociale;

  1. la fase degli “enti nazionali” e delle politiche degli anni ’50 e ‘60;
  2. l’intenso sviluppo del particolarissimo sistema italiano dei servizi fondato sul sistema decentrato delle Regioni e dei Comuni in connessione con i soggetti di terzo settore (dagli anni 70 al 2000).

Oggi siamo in un quadro storico del tutto nuovo ed estremamente aperto alla innovazione, nel quale il lavoro professionale si svolge anche in rapporto alla “rivoluzione internettiana”, caratterizzata dalla cosiddetta  “densità digitale”. Sono  cambiati i modi di leggere, di studiare, di relazionarsi. E tutto questo molto rapidamente.

Il grande macro-processo è l’accrescimento fortissimo della comunicazione, resa possibile  dalle tecniche internettiane (in continua evoluzione). E’ in atto una

mutazione antropologica che sta modificando gli apprendimenti, le identità, le istituzioni, le organizzazioni e, naturalmente, le professioni. Durante tutto il secolo del Novecento le rilevanti fasi della comunicazione sono state: la stampa, il cinema, la radio, la televisione.

Ma dal 1995, e dunque in soli venti anni, il sistema è radicalmente cambiato in modi molto accelerati.  I cambiamenti possono anche essere visti anche attraverso i comportamenti delle diverse generazioni:

  1. “generazione text” (email, chat, newsgroup);

2.“generazione web” (uso dei browser e dei motori di ricerca);

  1. “generazione social media” (blog, wiki, social network);
  2. “generazione touch” (smartphone, tablet, app).

Le email sono nuovi modi dell’inviare parole che  hanno sostituito è modificato l’antico strumento della lettera. I motori di ricerca forniscono dati utili per chi sa  trovarli, selezionarli e organizzarli in opportune griglie concettuali e argomentative. Con i blog ciascuno può ciascuno può essere autore e  produttore di dati.  Ci sono poi gli “aggregatori”, ossia spazi siti in cui concentrare e ulteriormente riarticolare le  informazioni. E oggi  c’è lo strumento molto pervasiva degli smartphone che consento con un unico mezzo di navigare, registrare, fotografare. E  il futuro ci i presenta un’altra prospettiva: il web semantico”che consiste nell’insegnare le macchine a capirci.

Il libro di Antonio Bellicoso ci accompagna a conoscere ed interpretare questi eventi, e ci fa capire che il servizio sociale deve interagire con gli effetti che essi producono. Il progetto chiave quello di contribuire al processo di accrescimento delle conoscenze ma dal punto di vista della cultura dei servizi e cioè applicando il fondamento di questa attività che è quella di agire nelle situazioni problematiche, cioè sui bisogni e le domande, ed organizzare le offerte.

È possibile mettere in atto varie azioni: 

  1. fare l’analisi delle specifiche reti di servizio che si attivano sui problemi;
  2. raccontare i modi in cui si agisce nelle comunità locali;
  3. documentare le procedure e i processi di funzionamento dei servizi;
  4. attivare indagini sulle problematiche sociali; 5. selezionare e diffondere informazioni sulle “buone pratiche”, in modo da opporsi alla sola descrizione giornalistica di quello che non funziona; 6. promuovere attività di autopubblicazione come risultato di una discussione professionale sul risultato della azioni di servizio.

In conclusione è opportuno sottolineare che S.O.S. servizisocialionline.it intercetta tutti questi cambiamenti e vi contribuisce attivamente. Da qui l’interesse per la parte descrittiva del libro, che è una “guida” dell’articolazione interna del portale (monitoraggio continuo della documentazione e della legislazione; bibliografie; tesi;  sondaggi; metodologie grafiche).

Il lettore avrà quindi a disposizione non solo lo scenario entro il quale si inscrivono queste trasformazioni, ma anche la descrizione analitica del progetto  S.O.S,  cioè di uno strumento che ha  il valore di connettere con intelligenza creativa e con una intensa attività di gruppo queste tecniche applicabili allo specifico lavoro degli assistenti sociali.

Non mi resta che concludere con un augurio di buon futuro a S.O.S servizisocialionline.it

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