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Noi educatori ascoltiamo tutti indistintamente. Il nostro lavoro è anche accogliere questo miscuglio di frustrazione, esaltazione, sofferenza, picchi di gioia. Metti dentro, in questo zaino che è pesante ma che vuoi portare sempre con te.
Finisci il turno, vai a casa e non sai bene cosa farci con questo impasto di emozioni, perché inizi a far i conti anche con i tuoi stati d’animo.
Provi a non pensare a quelle storie, a lasciar in pace la tua testa che bombardi di pensieri, informazioni e pensi alla strada che hai scelto. Trascorri il tempo a leggere, programmare, a documentare ciò che stai facendo.
Negli anni, sono migliorata. Almeno in parte.
Ogni servizio ha strutture diverse, con una complessità che ho imparato a gestire a suon di formazione, condivisione con i colleghi, riunioni con i supervisori.
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