Islamismo e terrorismo islamista

Marco Minniti – Ministro dell’interno del Governo uscente: “La minaccia della jihad mai così forte in Italia” – intervista di Francesco Bei in La Stampa 28 marzo 2018

Ieri un maestro egiziano che educava gli alunni al terrorismo mostrando i video del Califfo, oggi un 23enne marocchino ma naturalizzato italiano. A Foggia e a Torino. Sono stati arrestati con l’accusa di essere predicatori di odio dell’Isis. In tutta Italia sono in corso perquisizioni e il ministro dell’Interno, Marco Minniti, lancia l’allarme: “Mai la jihad è stata in Italia così pericolosa”. “L’operazione antiterrorismo segna una pietra miliare nel contrasto all’estremismo islamista nel nostro Paese”, commenta Lorenzo Vidino.

lo Stato islamico è stato capace di arruolare 25-30 mila foreign fighters da circa 100 Paesi diversi. La più importante legione straniera che la storia moderna ricordi. Molti sono morti, ma i sopravvissuti stanno cercando rifugio altrove. Anche qui in Europa».

«Occorre rompere i crani dei miscredenti e bere il loro sangue», diceva l’Imam. Come recuperare dei bambini – e anche forse dei genitori – a cui è stato fatto questo lavaggio del cervello?

«Certamente gli educatori e gli psicologi dovranno lavorare molto. Ma l’importante è che, grazie a un’indagine svolta da personale super-specializzato, siamo stati capaci di penetrare un “cuore di tenebra”. Lì veniva utilizzato il vocabolario tipico dell’Isis e di Al Adnani, il ministro della propaganda del Califfato. L’elemento di novità assoluta è che tutto questo avviene qui, non a Dacca o nei territori dell’Isis. Nel cuore dell’Europa».

Oltre al patto per l’Islam, qual è lo strumento più importante di prevenzione del terrorismo religioso che lei lascia a chi verrà?

«Il rimpatrio per ragioni di sicurezza nazionale. Lo scorso anno abbiamo fatto 132 rimpatri, quest’anno già 29. Riportare questi soggetti nei Paesi di origine consente di intervenire all’inizio di una radicalizzazione prima che diventi un progetto terroristico. Questo ci pone all’avanguardia rispetto ad altre situazioni europee che purtroppo abbiamo sotto gli occhi in questi giorni».

Con il cambio di governo cosa si dovrebbe fare per non disperdere queste capacità? Ha dei consigli per il suo successore?

«L’Italia è l’unico Paese ad aver sconfitto prima un terrorismo politico, poi un terrorismo mafioso, senza mai ricorrere a uno stato d’eccezione. Questo è uno straordinario patrimonio del sistema Paese. Quell’idea, quel modo di mettere in campo le forze, è oggi importantissimo sia per la magistratura che per le forze di polizia. È questo che ha fatto la differenza, non Minniti».

… segue qui

Minniti: “La minaccia della jihad mai così forte in Italia” – La Stampa

vedi anche

ARRESTATO UN EGIZIANO AFFILIATO A ISIS, ‘ADDESTRAVA BAMBINI’

di redazione

LEZIONI IN CENTRO ISLAMICO A FOGGIA, ‘SGOZZATE I MISCREDENTI’ 

Il 59enne Abdel Rahman, l’italiano di origine egiziana arrestato su disposizione della Dda di Bari per terrorismo internazionale, ritenuto affiliato all’Isis, e’ accusato di aver insegnato a una decina di bambini il concetto di guerra santa, spiegando che l’unico modo per ottenere il Paradiso era la morte in battaglia. I piccoli venivano indottrinati nel corso di lezioni che si svolgevano due volte a settimana nell’associazione culturale islamica ‘Al Dawa’ di Foggia. Fra il materiale didattico sequestrati ci sono alcuni videro scaricati da Internet relativi all’addestramento di bambini. In uno di questi si vedono bambini che sgozzano delle persone e ne mostrano le teste decapitate

A Foggia lezioni di jihad ai bambini: «Sgozzate i miscredenti» 
Mohy Eldin Mostafa Omer Abdel Rahman, 59 anni, egiziano sposato con un’italiana, è stato arrestato perché insegnava a una dozzina di bambini tra i 4 e i 10 anni come «sgozzare i miscredenti», diffondeva i filmati delle decapitazioni, scandiva proclami inneggianti alla Jihad. Rhaman, legato all’Isis e accusato di terrorismo internazionale e istigazione a delinquere, teneva queste lezioni al centro culturale islamico Al Dawa, nel centro di Foggia. Ai bambini è stato insegnato anche come confezionare bombe e sono stati letti gli articoli di Rumiyah, la rivista dell’Isis.

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