AMBIENTE, ECOLOGIA

Giornata internazionale della diversità biologica, 22 maggio 2018

Oggi è la Giornata internazionale della diversità biologica. La diversità è intesa come varietà di piante, animali e microrganismi. Al mondo sono state identificate circa 1,75 milioni di specie. Gli scienziati sostengono che in realtà la cifra si avvicinerebbe ai 13 milioni. Si stima però che il tasso di perdita di specie sia oggi 1.000 volte più veloce che in passato a causa del crescente impatto dell’uomo. Secondo il Wwf sarebbero almeno 7mila le specie animali minacciate dai bracconieri e dal commercio illegale. Valerio Del Conte su Repubblica: «Ogni anno vengono uccisi 20mila elefanti, con un ritmo di 55 al giorno. I rinoceronti sono, invece, ambiti a causa del loro corno, che sul mercato nero vale più dell’oro e del platino, con un costo che arriva fino a 66mila dollari al chilo. Non si salvano neanche le tigri, uccise con trappole o fucili per i loro artigli, la loro carne e la loro pelliccia. Le ossa del magnifico felino possono avere un valore di 3000 dollari al chilo sul mercato nero asiatico. Il triste risultato è che, ad oggi, le tigri in Asia sono appena 3.890» (leggi qui). In Italia, secondo gli ultimi dati contenuti nell’annuario 2017 dell’Ispra, il 31% degli animali vertebrati sarebbe a rischio di estinzione, insieme alla metà delle specie vegetali. Nel 2016, stando all’università del Maryland, la Terra ha perso quasi 30 milioni di ettari di copertura arborea. Cambiamenti climatici, inquinamento, deforestazione e cementificazione sono le principali minacce al patrimonio naturale ma anche la diffusione incontrollata delle specie aliene fa la sua parte. Si legge su la Repubblica: «Piante e animali esotici e invasivi possono causare l’estinzione delle specie autoctone. In Italia sono presenti più di tremila specie aliene, introdotte spesso volontariamente, di cui il 15% invasive. Una minaccia, spiegano gli ambientalisti, che costa 12 miliardi di euro l’anno solo nell’Unione Europea» (leggi qui).
In occasione di questa Giornata a Bologna si inaugura Il frutteto della biodiversità con i gemelli dei patriarchi da frutto e forestali più significativi d’Italia. Tra le 15 piante, scelte fra le varie regioni, messe a dimora alla Fondazione Fico di Bologna: il mandorlo di San Giovanni Rotondo in Puglia, il più grande d’Italia, il pero di San Severino Lucano in Basilicata che ha una circonferenza di oltre 4 metri e 3 secoli di vita e il fico della Badia di Cavana nel parmense, che di anni ne ha 800 (ore 13, Fondazione Fico di Bologna. Leggi qui). 

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