tasso di dipendenza degli anziani: «È l’indicatore che meglio esprime gli squilibri demografici di un Paese …, Alessandro Rosina a Angelo Allegri, 18 settembre 2019

In molti citano con preoccupazione l’evoluzione del cosiddetto tasso di dipendenza degli anziani…
«È l’indicatore che meglio esprime gli squilibri demografici di un Paese: mette in rapporto il numero di persone che hanno più di 65 anni e il numero di quelle in età lavorativa, convenzionalmente tra i 15 e i 64 anni. L’aumento di questo indicatore ci dice che si sposta il peso dalla popolazione che produce ricchezza a quella che assorbe ricchezza per pensioni e spesa sanitaria. Oggi il valore è intorno a 36, si passerà a un valore di 57 se ci andrà bene, 70 se ci andrà male, con una stima media di 63. In pratica ci saranno più di 6 anziani per ogni 10 persone in età lavorativa. Ma se poi si guarda a quelle che effettivamente lavoreranno il rapporto rischia di essere uno a uno: un pensionato per ogni lavoratore».
E quindi?
«E quindi bisogna intervenire con politiche adeguate che ridiano forza alle nuove generazioni, con l’aumento della loro partecipazione al mercato del lavoro. E poi bisogna darsi da fare per promuovere una lunga vita attiva. Altrimenti lo squilibrio è destinato a segnare al ribasso il percorso di sviluppo del paese»
[il demografo Alessandro Rosina a Angelo Allegri].

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