Suicidio assistito. Che cosa cambia dopo la Sentenza della Corte Costituzionale, di Laura Cuppini, Corriere della sera 27 settembre 2019

RIFLESSIONI

Laura Cuppini

1- Dopo la sentenza della Corte Costituzionale, che cosa cambia per i pazienti che ritengono le proprie sofferenze intollerabili?

A livello legislativo nulla. La Corte non ha definito «incostituzionale» l’articolo 580 del Codice Penale, che prevede il reato di agevolazione del suicidio, punito con la reclusione da 5 a 12 anni (è il caso di Marco Cappato, sotto processo per la vicenda relativa a Dj Fabo). La Corte, nel comunicare la sentenza del 25 settembre, definisce però «indispensabile» un intervento del legislatore, ovvero l’approvazione di una legge che regoli l’iter.

2- In quali condizioni un cittadino può chiedere di porre termine alla propria vita?

La Corte ha elencato una serie di condizioni che devono essere rispettate perché chi agevola il suicidio possa essere ritenuto non punibile: il paziente deve essere «tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche…

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