Giornata mondiale della poliomielite, 24 ottobre 2019

È anche la Giornata mondiale della poliomielite. Laura Cuppini sul Corriere della Sera:

«La poliomielite è una malattia infettiva a carico del sistema nervoso centrale che colpisce soprattutto i neuroni motori del midollo spinale. Il contagio avviene per via oro-fecale, attraverso l’ingestione di acqua o cibi contaminati, o tramite la saliva e le goccioline emesse con i colpi di tosse e gli starnuti da soggetti ammalati o portatori sani. La diffusione della polio ha raggiunto un picco negli anni ’50: in Italia, nel 1958, furono notificati oltre 8 mila casi. L’ultimo caso nel nostro Paese è stato notificato nel 1982. La malattia è causata da tre tipi di polio-virus (1, 2 e 3), appartenente al genere enterovirus, che invade il sistema nervoso nel giro di poche ore, distruggendo le cellule neurali colpite e causando una paralisi che può diventare, nei casi più gravi, totale. […] Nella forma più grave, quella bulbare, il virus paralizza i muscoli innervati dai nervi craniali, riducendo la capacità respiratoria, di ingestione e di parola. In questo caso, è necessario supportare il malato con ausili nella respirazione. Negli anni ’50 erano molto diffusi a questo scopo i polmoni d’acciaio, sostituiti oggi da nuovi strumenti. […] Non esistono cure per la poliomielite, se non trattamenti sintomatici che possono solo in parte minimizzarne gli effetti. L’unica strada per evitare potenziali conseguenze è la prevenzione tramite vaccinazione. Esistono due tipi di vaccini: quello inattivato di Salk, da somministrare con iniezione intramuscolo, e quello vivo attenuato di Sabin, da somministrare per via orale. Il vaccino di Sabin, somministrato fino ad anni recenti anche in Italia, ha permesso di eradicare la poliomielite in Europa ed è raccomandato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nella sua campagna di eradicazione della malattia a livello mondiale. L’obiettivo dell’Oms è infatti quello di eliminare completamente la presenza della malattia, seguendo il successo ottenuto con il vaiolo nel 1980. In Italia, dopo l’eradicazione della polio in Europa, l’unica forma di vaccino somministrato è quello inattivato. Presso il ministero della Salute viene mantenuta una scorta di vaccino orale attivo come misura precauzionale, in caso di emergenza e di importazione del virus. […] Il commissario europeo per la Salute, il cardiologo lituano Vytenis Andriukaitis, ha detto che l’Europa è tornata a rischio poliomielite. “La grande Europa è diventata ‘polio-free’ nel 2002 – aveva dichiarato –. Questo status ora è a rischio, a causa della bassa immunità della popolazione e delle lacune di immunizzazione, anche nei Paesi Ue”, ha specificato, osservando anche che “ogni anno nel mondo le vaccinazioni evitano una cifra stimata in 2,5 milioni di morti”».

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