Per la prima volta in Italia il reato di tortura viene contestato nell’ambito di violenze in famiglia a un padre accusato di aver torturato (e poi ucciso) il figlio Mehmed di due anni, 29 ottobre 2019

Il padre del piccolo Mehmed accusato di tortura sul figlio
Per la prima volta in Italia il reato di tortura viene contestato nell’ambito di violenze in famiglia a un padre accusato di aver torturato (e poi ucciso) il figlio di due anni.

Il caso è quello del piccolo Mehmed, trovato morto in casa a Milano il 22 maggio scorso. Nell’avviso di conclusione delle indagini, al padre Aljica Hrustic, 25 anni, fiorentino di origine croata, la pm Giovanna Cavalleri imputa non soltanto l’omicidio volontario per il colpo in testa che avrebbe causato la morte del bambino e per i costanti maltrattamenti dei mesi precedenti, ma anche la tortura. Secondo la pm e il procuratore aggiunto Laura Pedio, la notte del 22 maggio il padre, sotto effetto di droga, ha preso il figlio a pugni e calci in testa, gli ha lacerato il labbro superiore, gli ha morso le braccia e la schiena e gli ha spento sigarette sotto le piante dei piedi. Nessuna contestazione penale viene invece mossa alla madre del piccolo, la 23enne croata Silvia, che non solo non risulta essere mai stata indagata ma figura come vittima di maltrattamenti ad opera del convivente sin dal 2014.
«Un ragazzino di 10 anni ha preso in mano il telefono e ha chiamato la polizia per denunciare il padre che stava colpendo la mamma. “Venite subito”. Il bambino, che vive con la famiglia a Firenze, ha assistito all’aggressione insieme alla sorellina di 4 anni. Il padre, 60 anni, è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia, aggravati dal fatto di essere avvenuti davanti a due minorenni, e per minacce a pubblico ufficiale. La moglie ha riportato lesioni in varie parti del corpo ma sta bene» [Cds].via Anteprima – La spremuta di giornali di Giorgio Dell’Arti

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