il Coronavirus ha realizzato alla perfezione, e in tempi brevissimi, la società sognata dai fondatori del Movimento Cinque Stelle …, Paolo Bracalini in il Giornale, 22 apr 2020

il Coronavirus ha realizzato alla perfezione, e in tempi brevissimi, la società sognata dai fondatori del Movimento Cinque Stelle. Decrescita economica e crollo dei consumi inessenziali, desertificazione industriale, stop al cemento e alle grandi opere, blocco delle attività produttive, milioni di persone a casa con reddito elargito dallo Stato, chiusura di acciaierie e fabbriche inquinanti, tracollo del traffico automobilistico e di quello aereo, ritorno all’autarchia alimentare con l’orto sul balcone e il pane fatto in casa, digitalizzazione delle vite in stile Casaleggio Associati, fine delle disuguaglianza anche a scuola con la promozione per tutti per decreto. E da ultimo anche l’ebrezza di non avere un vaccino contro il Covid19, così nessuna multinazionale farmaceutica ci guadagna. Nessun Di Maio o Crimi avrebbero mai potuto realizzare così tanti capisaldi della visione grillina in così poche settimane.

«L’auto è morta, bisogna investire su altri tipi di mobilità, funicolari, tramvie di superficie, tapis roulant. L’automobile ha finito la sua epoca, è come il cavallo cento anni fa, non ha futuro» spiegò Grillo in un’intervista. Il virus lo ha accontentato, abbattendo drasticamente il traffico automobilistico e dando un colpo micidiale al mercato dell’auto, con -85% di immatricolazioni in Italia. L’effetto è un netto miglioramento della qualità dell’aria nelle città, altro obiettivo molto sentito dal Movimento e realizzato dal Covid19. Anche la recessione sarà alla fine un bene perchè, come ha spiegato il fondatore del M5s, «la crescita non porta posti di lavoro, non va aiutata, è il benessere non è legato all’aumento del Pil. Facendo a modo nostro saremo più poveri per i prossimi 4-5 anni, ma senza dubbio più contenti e più felici». L’epidemia ha accorciato i tempi e, grazie ad un Pil previsto a -9%, realizzato il grande piano di una nuova povertà diffusa in Italia, quanto alla felicità i dubbi restano. Di certo un’Italia più green, con le fabbriche serrate, i cantieri fermi, gli aeroporti chiusi, le acciaierie spente.
Anche sul fronte del lavoro che il programma grillino ha trovato una piena applicazione grazie all’epidemia. «Dobbiamo lavorare di meno non di più» ha detto Grillo, sognando un’Italia affrancata dal «dogma del lavoro», da sostituire semmai con orari di lavoro ridotti, telelavoro così non si ci si sposta e si riduce l’inquinamento, ma soprattutto da un reddito universale erogato dallo Stato a tutti «per diritto di nascita». Bè, l’Italia in quarantena è la traduzione concreta del modello grillino: con milioni di persone che hanno ridotto o azzerato il loro orario lavorativo, molti in smart working da casa, e poi un’enorme fetta della popolazione dipendente da redditi di cittadinanza, redditi di emergenza, sussidi Inps. Anche il boom degli orti in casa è una suggestione puramente grillina («L’orto è l’ultimo schiaffo al Potere. L’orto è sovversivo!»). Mentre Casaleggio jr ha approvato l’idea di una app che monitori la popolazione, Grillo assiste con gioia alla crisi del petrolio internazionale. Altro che emergenza da superare in fretta, il Covid19 è il loro trionfo politico.
Paolo Bracalini in il Giornale:

 

 

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