Luigi Colombini, IL SERVIZIO SOCIALE QUALE STRUMENTO ESSENZIALE PER LA RICOMPOSIZIONE DEGLI INTERVENTI CONNESSI ALL’EMERGENZA SANITARIA, articolo aggiornato al 25 maggio 2020

IL SERVIZIO SOCIALE QUALE STRUMENTO ESSENZIALE PER LA RICOMPOSIZIONE DEGLI INTERVENTI CONNESSI ALL’EMERGENZA SANITARIA

di Luigi Colombini

già docente di legislazione ed organizzazione dei servizi sociali, UNIVERSITÀ STATALE UNITRE, ROMA, corsi DISSAIFE E MASSIFE

Collaboratore SUNAS

PREMESSA

La drammatica ed angosciosa situazione che vive la popolazione italiana di fronte all’aggressione determinata dal “coronavirus”, per come si esprime a livello delle singole persone delle famiglie, dei gruppi, delle comunità, richiama una condizione già vissuta settantacinque anni or sono con la fine dell’immane tragedia della seconda guerra mondiale e la ripresa, decisa e irresistibile, che caratterizzò l’ immediato dopoguerra, con le sue speranze, con la volontà generale di un cambiamento profondo della società, della affermazione di rinnovati valori che ebbero la loro sintesi magnifica nella nostra Costituzione e nella Dichiarazione universale di diritti dell’uomo nel 1948.

E’ in tale contesto che ebbe ad affermarsi il servizio sociale, secondo la felice iniziativa di Emilio Sereni, ministro della ricostruzione post-bellica, che già a Tremezzo, nel 1946, affermò con decisione il ruolo e la funzione dell’assistenza sociale – profondamente rinnovata, come ebbe a sottolineare Maria Calogero Comandini, che assieme al marito prof. Guido Calogero (autore, fra l’altro, del libro ABC della democrazia) – individuata nella sua propria funzione di promozione della democrazia e dello sviluppo della comunità, intesa questa quale entità sociale ed interrelata, che al suo interno poteva individuare e risolvere i propri problemi e ipotizzò il “nuovo assistente sociale”, quale agente di cambiamento e di ricostruzione della stessa comunità.

La straordinarietà, la drammaticità crescente che si determina con l’emergenza scaturita dal coronavirus, richiede una analoga risposta, potenziamento e rilancio nel paese di altrettante efficienti politiche di ripresa di quegli ideali e di quei propositi, che deve coinvolgere a livello statale, regionale, comunale il complesso degli interventi e dei servizi.

I riferimenti ideali, concettuali e operativi che sono quindi a monte del servizio sociale, nel corso degli anni sono venuti a consolidarsi, con riferimento alla legge 84/93 che ha istituito l’Ordine degli Assistenti Sociali, e la legge n. 328/2000, che in effetti ha riconosciuto il servizio sociale professionale (con il segretariato sociale) quale livello essenziale delle prestazioni (LEP) secondo l’art. 22.

Con il Piano Nazionale Sociale 2010-2020 (intervenuto dopo il primo Piano che risale al maggio 2001, circa venti anni or sono), a conclusione di un lungo percorso che ha coinvolto le Regioni, gli Enti locali, la società civile, è stato in effetti definito con chiarezza il complesso Sistema dei Servizi Sociali, che pertanto deve essere individuato, come per il versante sanitario il Servizio Sanitario Nazionale, il riferimento normativo, amministrativo, regolamentare per lo svolgimento di tutto il complesso del Servizi alla persona ed alla comunità, così come definiti nel d. lgs n. 112/98, che a suo tempo ha definito i servizi sociali e istituito il Fondo nazionale per le politiche sociali.

LO STATO ATTUALE DEL SISTEMA

Sul versante europeo, la crescente attenzione verso le politiche di welfare, sfociata nella Carta sociale europea, ha portato alla definizione di specifici Fondi dedicati per lo sviluppo dei servizi sociali (POR, FSE, FEAD, ecc.) e quindi impegnato gli Stati aderenti all’UE a definire i propri sistemi di protezione sociale rivolti alla lotta alla povertà ed all’inclusione sociale; tale legame con le politiche europee suddette ha portato quindi a consolidare il sistema dei servizi sociali, che allo stato attuale si ritiene possano essere individuati, alla luce degli atti normativi, amministrativi e regolamentari vigenti, nelle seguenti linee:

  • Allo Stato competono specifiche funzioni quanto a definizione di linee guida, di indirizzo e coordinamento nel contesto di specifiche politiche di intervento (servizi sociali rivolti alla persona ed alla comunità, lotta e contrasto alla povertà; famiglia; non autosufficienza; persone con disabilità; morosità incolpevole; giovani; immigrazione, terzo settore). Definisce gli specifici Piani nazionali (Piano sociale Nazionale, Piano Nazionale per la non autosufficienza, Piano biennale per le persone con disabilità) e specifici atti normativi intorno al Reddito di cittadinanza. Definisce i relativi Fondi di finanziamento, da ripartire fra le Regioni, con specifiche azioni di monitoraggio e di verifica sull’ andamento delle risorse.

  • Alle Regioni compete l’adozione di provvedimenti normativi, di programmazione, e di specifici atti regolamentari, deliberativi, per lo svolgimento delle suddette politiche, avendo quali riferimenti amministrativi gli Enti locali singoli o associati negli ambiti sociali, curando i relativi finanziamenti, il monitoraggio, l’assistenza tecnica.

  • Agli Enti locali, singoli o associati negli ambiti sociali, attraverso l’ Ufficio di Piano e la definizione del Piano Sociale di Zona, compete la progettazione, la gestione, la verifica delle singole politiche sociali, della definizione dei servizi ed interventi sociali, e integrazione con i servizi sanitari, scolastici, formativi, ricreativi, culturali, edilizi, ecc.

LA RICADUTA DELL’ EPIDEMIA “CORONAVIRUS” SUL SISTEMA DEI SERVIZI SOCIALI

Già con il decreto legge sul reddito di cittadinanza e i susseguenti atti, oltre al Piano Sociale Nazionale e con Piano nazionale per la non autosufficienza, è stato definito in effetti il sistema dei servizi sociali, intesi quali servizi di prossimità che si caratterizzano per essere i referenti primari per la domanda sociale espressa dai cittadini, attraverso il PUA ed il segretariato sociale e il servizio sociale professionale, basato sulla rete dei comuni associati negli ambiti sociali.

In tale contesto già le Regioni con apposite direttive e piani specifici hanno svolto la loro parte, così come i Comuni, singoli o associati negli ambiti sociali, attraverso gli Uffici di Piano e gli specifici piani attuativi, hanno fatto e stanno facendo altrettanto.

E’ quindi su tale scenario che va inquadrata la situazione dell’emergenza epidemiologica, a fronte dei decreti attuati dal governo per farvi fronte, che non solo ne sottolineano la drammaticità, ma determinano condizioni esistenziali, personali, familiari e di comunità di disagio, di smarrimento, di incertezza, di abbassamento della qualità della vita, tali da richiedere non solo interventi di carattere economico, ma anche adeguati interventi di sostegno e di aiuto psico-sociale rivolto alle stesse persone ed alle famiglie, costrette all’isolamento con la drastica limitazione degli spostamenti non strettamente necessari.

La situazione emergenziale, ricade, quindi, “in medias res” su un sistema già operante, ma che richiede un suo deciso potenziamento ed una ulteriore definizione di un piano straordinario di intervento che si connette e si innesta sul complesso delle politiche sociali in atto già operanti.

L’ AZIONE DELLO STATO

Con il complesso dei provvedimenti i emanati dal Governo: Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 8 marzo, 9 marzo, 11 marzo, 22 marzo u.s. e Decreti Legge 9 marzo 2020 , n. 14, 17 marzo 2020 n. 18 e 25 marzo 2020 n. 19, sono state adottate misure volte a contrastare la diffusione del virus.

ORDINANZA 29 marzo 2020, Ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili.

In linea generale la drammaticità e la situazione generalizzata di disagio, a fronte dell’ espandersi dell’ epidemia ha coinvolto non solo il versante prioritario della sanità, che vi fa fronte con la propria organizzazione e articolazione dei servizi, ma anche il sistema dei servizi sociali, che, in base alla sopra descritta configurazione normativa ed amministrativa, si pone nella condizione di dovervi rispondere con le proprie competenze e prerogative.

Nel contesto dei suddetti provvedimenti, sono stati individuati specifici interventi relativi alla Assistenza a persone e alunni con disabilità ed alle persone non autosufficienti (art. 9 DECRETO-LEGGE 9 marzo 2020 , n. 14, art. 47 DECRETO LEGGE 17 marzo 2020, n. 18) fino alla richiamata ORDINANZA del 29 marzo, che ha ripartito 400 mln di euro fra i Comuni risorse per solidarietà alimentare, che ha individuato l’ufficio dei servizi sociali di ciascun comune per individuare la platea dei beneficiari ed il relativo contributo tra i nuclei familiari più esposti agli effetti economici derivanti dall’emergenza, per soddisfare le necessità più urgenti ed essenziali con priorità per quelli non già assegnatari di sostegno pubblico.

In successione a detto provvedimento, si è disposto il piano di rilievo nazionale volto prioritariamente alla salvaguardia del lavoro e di impresa, dei lavoratori ed alla loro tutela, tradotto, nel decreto legge n. 18/2020 “Cura Italia”, convertito nella legge n. 27/2020, con l’obiettivo di salvaguardare primariamente le persone, le famiglie, assicurando i servizi essenziali e sostenendo i lavoratori e l’economia a causa dei danni determinati dall’ interruzione e sospensione di tutte le attività, causate dal necessario isolamento coatto delle persone.

Si richiamano per sommi capi le disposizioni della legge con riferimento a specifici scomparti

1)Per ciò che concerne la sanità, sono stati disposti specifici interventi per il potenziamento del sistema sanitario.

Viene disposto il rafforzamento delle risorse umane e strumentali del Servizio sanitario nazionale nel contrasto all’epidemia da COVID-19. Tra le varie previsioni introdotte segnaliamo le seguenti:

  • il Ministero della salute può assumere con contratto di lavoro a tempo determinato di durata non superiore a 3 anni, 40 dirigenti sanitari medici, 18 dirigenti sanitari veterinari e 29 unità di personale non dirigenziale con il profilo professionale di tecnico della prevenzione, utilizzando graduatorie proprie o approvate da altre amministrazioni per concorsi pubblici;

  • gli enti e aziende del SSN conferiscono incarichi di lavoro autonomo a iscritti agli albi delle professioni sanitarie, agli operatori socio-sanitari e a personale medico, veterinario, sanitario e socio-sanitario collocato in quiescenza; possono inoltre conferire incarichi individuali a tempo determinato al personale delle professioni sanitarie e ad operatori socio-sanitari, mediante avviso pubblico e selezione per colloquio orale;

  • fino al perdurare dello stato di emergenza, sarà possibile  trattenere in servizio, anche in deroga ai limiti vigenti per il collocamento in quiescenza, i dirigenti medici e sanitari, il personale sanitario del comparto sanità, e gli operatori socio-sanitari; un’analoga previsione vale per i medici e sanitari della Polizia di Stato;

  • viene consentito, in deroga alle norme sul riconoscimento delle qualifiche professionali sanitarie conseguite all’estero, l’esercizio temporaneo di tali qualifiche da parte di professionisti che intendono esercitare sul territorio nazionale una professione sanitaria conseguita all’estero;

  • la disciplina dell’abilitazione all’esercizio della professione di medico-chirurgo  viene modificata con l’introduzione del principio della laurea abilitante, ferma la condizione di svolgimento e di superamento di un tirocinio nelle forme già previste.

2) Misure a sostegno del lavoro

Nel complesso delle norme emanate, si fa riferimento particolare alle modalità di ricorso alla Cassa integrazione Guadagni, allo smart working, al bonus per partite IVA, e altri lavoratori, di congedi e permessi per i dipendenti, sospensione di versamenti e adempimenti tributari, precompilata ed erogazioni liberali introdotte dal D.L. n. 18/2020 per sostenere professionisti e imprese nell’emergenza economica da Coronavirus.

Viene riconosciuta un’indennità di 600 euro, su base mensile, non tassabile, per le seguenti categorie: liberi professionisti con partita Iva non iscritti agli ordini, in gestione separata; co.co.co. in gestione separata; artigiani; commercianti; coltivatori diretti, coloni e mezzadri, stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali; lavoratori del settore spettacolo; lavoratori agricoli.

Per tutti gli esclusi dall’indennizzo di 600 euro, compresi i professionisti iscritti agli ordini, è istituito un fondo residuale denominato “Fondo per il reddito di ultima istanza” con una dotazione di 300 milioni di euro.

Gli ulteriori interventi in materia di lavoro, con i riflessi sull’organizzazione del lavoro, sulla previdenza e su particolari fasce di lavoratori sono: per tutta la durata dello stato di emergenza, il lavoro agile diventa la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle P.A; la presenza sul posto di lavoro è limitata esclusivamente per le attività indifferibili e non altrimenti erogabili;  ai lavoratori del settore privato affetti da gravi e comprovate patologie con ridotta capacità lavorativa è riconosciuto un diritto di precedenza e priorità nell’accoglimento delle istanze di svolgimento del lavoro in modalità agile; fino al termine dell’emergenza, e comunque non oltre il 30 settembre 2020, i dipendenti delle PA possono cedere le ferie e i riposi maturati fino al 31 dicembre 2019.3)

3) Misure per le famiglie

Nel contesto del provvedimento sono indicati specifici interventi a favore delle famiglie:

  • fino al 30 aprile 2020 i lavoratori dipendenti con disabilità grave o immunodepressi, o che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità grave o immunodepressa, hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile, se ciò è compatibile con le caratteristiche della prestazione;

  • sono introdotte varie misure di sostegno (congedi, permessi, voucher) a favore di famiglie e lavoratori per far fronte ai disagi conseguenti alla sospensione delle attività didattiche:

  • ai dipendenti pubblici e privati e agli lavoratori autonomi iscritti nelle gestioni INPS (sempre che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito, o disoccupato, o non lavoratore) è riconosciuto un congedo, continuativo o frazionato, di durata complessiva non superiore a 15 giorni, per i figli di età non superiore a 12 anni (o di età superiore nei casi di figli con disabilità grave), con un’indennità pari al 50% della retribuzione e il riconoscimento della contribuzione figurativa; in alternativa, è possibile fruire di un voucher per l’acquisto di servizi di baby-sitting nel limite massimo complessivo di 600 euro; il limite è elevato a 1.000 euro per i dipendenti del settore sanitario (pubblico e privato), per il personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico impiegato per l’emergenza epidemiologica;

  • ai lavoratori dipendenti privati – in presenza di figli minori tra i 12 e i 16 anni e a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito, o disoccupato o non lavoratore – è riconosciuto il diritto di astenersi dal lavoro per il periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche, senza corresponsione di indennità né riconoscimento di contribuzione figurativa, con divieto di licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro;

  • per i mesi di marzo e aprile 2020, sono riconosciuti ulteriori complessivi 12 giorni di permesso retribuito per l’assistenza di familiari disabili, in aggiunta ai 3 giorni di permesso mensile riconosciuti ex legge n. 104/1992.

A conclusione di un iter molto complesso ed articolato, con il DECRETO LEGGE 19 maggio 2020, n. 34. “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”, ai fini della valutazione multidimensionale dei bisogni dei pazienti e dell’integrazione con i servizi sociali e socio sanitari territoriali, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale a supporto delle Unità speciali di continuità assistenziale, possono conferire, in deroga all’articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, con decorrenza dal 15 maggio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, incarichi di lavoro autonomo, anche di collaborazione coordinata e continuativa, a professionisti del profilo di assistente sociale, regolarmente iscritti all’albo professionale, in numero non superiore ad un assistente sociale ogni due Unità’ per un monte ore settimanale massimo di 24 ore. Per le attività svolte è riconosciuto agli assistenti sociali un compenso lordo orario di 30 euro, inclusivo degli oneri riflessi.

Inoltre nel contesto del provvedimento è stato incrementato il Fondo per le non autosufficienze (90 mln) , il fondo “dopo di noi” (20 mln), istituito un nuovo Fondo di sostegno per le strutture semiresidenziali per persone con disabilità” che garantisce il riconoscimento di una indennità agli enti gestori, ed il Reddito di emergenza.

L’AZIONE DELLE REGIONI

Nello spazio dei due mesi che intercorrono dalla prima constatazione della assoluta gravità scatenata dall’epidemia coronavirus, in termini di qualità della vita, di improvvise ed impreviste condizioni di bisogno per carenza di risorse e di disponibilità immediate a fruire degli essenziali servizi ed interventi non solo di carattere economico, ma anche dei servizi alla persona ed alla comunità (assistenziali, scolastici, formativi, sociali, in particolare), le Regioni hanno adottato misure che in vario modo hanno affrontato la situazione.

1) Un primo approccio è riferibile alle azioni di contrasto e di lotta alle crescenti povertà, e in tale contesto si sono sviluppate iniziative per promuovere la solidarietà ed il ruolo del terzo settore.

In particolare la Regione Basilicata ha riconosciuto il ruolo della Caritas nella sua presenza capillare sul territorio e la capacità di intercettare il bisogno e le situazioni di povertà: per tale motivo ha concesso un contributo di 310.000 euro per sostenere le azioni delle Caritas Regionale e di altre organizzazioni assistenziali senza scopo di lucro impegnate nella distribuzione di pasti, medicinali, di assistenza alle persone in difficoltà economica e agli anziani soli, soprattutto in questo periodo, a causa dell’emergenza Covid 19. Viene demandato alla Provincia Ecclesiastica di Potenza (Conferenza Episcopale di Basilicata) il trasferimento e la individuazione delle modalità di riparto, secondo collaudati criteri di equità, delle risorse da attribuire alle singole Caritas Diocesane della Basilicata.

La Regione Lazio ha approvato il Protocollo d’intesa con Federdistribuzione, l’ANCC-COOP, l’ANCDCONAD, Federlazio, Confcommercio, Confesercenti, CNA, Confartigianato, l’ANCI e il Forum del terzo settore per la consegna della spesa a domicilio per persone non autosufficienti, persone che non possono uscire di casa o per le quali è fortemente consigliato di non uscire a causa di determinate patologie o impegnate nei servizi di emergenza.

Inoltre ha disposto misure straordinarie di sostegno alle attività degli Enti del Terzo Settore (con lo stanziamento di 2.000.000 euro), operanti sul territorio regionale ed iscritti nei registri regionali o nazionali, impegnati nel supporto alla gestione delle azioni poste in campo per l’assistenza alla cittadinanza, durante il periodo emergenziale a seguito della epidemia di Covid-19, individuando le seguenti aree di intervento: o senza fissa dimora; o servizi domiciliari; o colloqui telefonici con i soggetti in carico; o violenza domestica.

La regione Lombardia ha sottoscritto un apposito protocollo di collaborazione con ANCI Lombardia, Confcommercio Lombardia e Confesercenti Lombardia per la promozione dell’iniziativa «negozi a casa tua».

La Regione Puglia in riferimento all’ Emergenza COVID-19 ha assegnato ai Comuni € 11.500.000,00 per interventi urgenti e indifferibili di protezione sociale in favore delle persone in grave stato di bisogno sociale.

Per l’utilizzo efficace e celere delle risorse assegnate, i Comuni si avvalgono della collaborazione e del supporto organizzativo dei Centri Operativi Comunali, opportunamente integrati dai rappresentati locali delle organizzazioni sindacali nonché delle reti informali di solidarietà sociale, delle associazioni di volontariato e delle organizzazioni del Terzo Settore presenti nella comunità locale.

2) La famiglia, in quanto primo livello della sussidiarietà orizzontale, è stata oggetto di prioritarie misure a corredo di quelle adottate a livello statale, per potenziarne il ruolo e dotarla di risorse per sopperire ai bisogni dei familiari in tale drammatica emergenza.

La regione Basilicata ha istituito un fondo (Fondo Social Card Covid 19), messo a disposizione dei Comuni, finalizzato a sopperire alle cause di disagio economico e sociale delle famiglie e persone in notevole difficoltà economica, che non sono nemmeno in grado di provvedere all’acquisto di beni di prima necessità e tantomeno possono essere aiutati dalle proprie famiglie anche a causa delle restrizioni imposte dagli spostamenti. Viene stanziata la somma di € 2.500.000,00.

Varie Regioni hanno disposto Misure straordinarie di sostegno alle famiglie per l’accudimento dei figli al di sotto dei quindici anni durante il periodo di sospensione dei servizi ad essi dedicati Campania, Emilia Romagna, Piemonte, Toscana, Umbria)

La Regione Lazio ha definito una specifica azione per l’assistenza alle famiglie in situazione di contingente indigenza economica derivante dalla emergenza epidemiologica Covid-19, disponendo euro 19.000.000,00, a favore dei Comuni del Lazio, ed approvando specifiche linee guida sulle “Modalità di erogazione e assegnazione dei pacchi alimentari/ buoni spesa e spese per medicinali a favore delle famiglie residenti/domiciliate nel Lazio in situazione di contingente indigenza economica derivante dalla emergenza Covid-19”.

La Regione Lombardia ha disposto un complesso di interventi a favore della famiglia, che vanno dal sostegno al mantenimento dell’alloggio in locazione anche a seguito delle difficoltà economiche derivanti dalla emergenza sanitaria COVID 19, con lo stanziamento di € 4.000.000.

In relazione al “Pacchetto famiglia” che caratterizza l’azione della Regione, sono disposti interventi straordinari per il sostegno alle famiglie – emergenza COVID – 19, con una dotazione complessiva pari ad euro 15.000.000,00.

Nell’ambito della Misura «Genius» per imprese e famiglie danneggiate dall’emergenza epidemica COVID, sono disposti contributi a fondo perduto.

La Regione Molise ha approvato una specifica misura urgente di sostegno alle famiglie in difficoltà economica con l’ Istituzione del “Fondo regionale di solidarietà Covid-19”, messo a disposizione dei Comuni, per interventi a favore dei nuclei familiari che si trovano in evidenti situazioni di disagio economico attraverso l’erogazione di un contributo finalizzato al pagamento delle utenze e/o dei canoni di affitto delle abitazioni, con una Dotazione finanziaria di 2.000.000,00 euro.

La Regione Sardegna con la L.R. 8 aprile 2020, n. 12 ha disposto misure straordinarie urgenti a sostegno delle famiglie per fronteggiare l’emergenza economico-sociale derivante dalla pandemia SARS-CoV-2 con un impegno finanziario pari a 120.000.000 euro per l’anno 2020.

La Regione Toscana ha disposto una misura straordinaria e urgente “Sostegno al pagamento del canone di locazione conseguente alla emergenza epidemiologica Covid-19”, a favore dei nuclei

familiari conduttori di alloggi destinando al finanziamento di tale Misura un importo complessivo pari ad euro 1.910.845,37.

3)Le azioni di sistema con riferimento al servizio sociale

A fronte di una situazione emergenziale di assoluta gravità, il sistema dei servizi sociali avrebbe dovuto essere individuato quale struttura portante per la programmazione e gestione degli interventi.

A tale riguardo si richiamano le disposizioni che hanno adottato la Regione Campania e la Regione Lazio per la conferma del quadro istituzionale di riferimento.

La Regione Campania (DGR 17 marzo 2020, n. 141) ha garantito agli Ambiti sociali le risorse necessarie per mettere in atto tutte le misure idonee a fronteggiare la situazione emergenziale mirate a fornire i servizi sociali essenziali in favore dei cittadini destinatari degli stessi, nelle more del completamento delle procedure di predisposizione e presentazione dei Piani di Zona sociali.

Con la DGR 7 aprile 2020, n. 170 ha approvato il Piano per l’emergenza economica, mobilitando tutte le risorse disponibili verso finalità mirate connesse all’epidemia di COVID19, e garantendo agli Ambiti Territoriali o/e ai Consorzi le risorse necessarie per mettere in atto tutte le misure idonee a fronteggiare l’attuale situazione emergenziale, fornendo i servizi sociali essenziali in favore dei cittadini destinatari degli stessi, e anticipando i fondi per la redazione dei Piani di zona sociali, inseriti comunque nel contesto del complesso degli interventi significativi e rapidi a sostegno dei sistemi sanitari, delle PMI e dei professionisti e dei lavoratori autonomi per attenuare le conseguenze negative sui mercati del lavoro, a supporto delle famiglie e di aiuto ai singoli cittadini in difficoltà, affinché abbiano la necessaria assistenza e aiuto concreto.

In tale contesto sono stati utilizzati i fondi del POR Campania FSE per interventi finalizzati a preservare i posti di lavoro e a contrastare la disoccupazione, nonché, al miglioramento dell’accesso a servizi accessibili, sostenibili e di qualità, compresi servizi sociali e cure sanitarie d’interesse generale.

L’ importo complessivo è di € 908.330.502,00, e contiene misure straordinarie di sostegno alle imprese, incluse quelle del settore agricolo e della pesca, ai professionisti e ai lavoratori autonomi, nonché di supporto alle famiglie e di aiuto ai singoli cittadini in difficoltà.

La Regione Lazio ha con DGR 17 marzo 2020, n. 115, emanato un Atto di indirizzo e coordinamento rispondente all’esigenza di percorsi di carattere unitario nel territorio per la gestione dei servizi socioassistenziali durante l’emergenza epidemiologica da COVID-19

In tale contesto la Regione ha individuato quali referenti primari i comuni o enti capofila dei distretti sanitari provvedono mediante l’utilizzazione delle risorse, con la seguente articolazione:

1) attivazione di un numero verde o una utenza di telefonia sociale disponibile per coloro che non hanno un sostegno familiare o di altro tipo, e ne curano la diffusione in modo capillare

2) priorità ai servizi essenziali: segretariato sociale: attivo in modalità telefonica; servizio sociale professionale: attivo attraverso contatto telefonico in collaborazione con l’Ufficio di Piano ed il Servizio di Pronto Intervento Sociale

Con la susseguente determinazione dirigenziale è stato puntualmente individuato il ruolo di coordinamento e di programmazione locale degli interventi e servizi del responsabile dell’Ufficio di Piano, nel rapporto con la ASL e con il Terzo settore.

Con DCR 21 aprile 2020 , n. XI/1022, Risoluzione concernente le misure di sostegno ai cittadini, alle famiglie, ai lavoratori colpiti dalla crisi per l’emergenza sanitaria causata dall’epidemia da COVID-19, nell’ambito di specifici settori di intervento, il Consiglio regionale della Lombardia ha impegnato la Giunta a definire le linee progettuali da sviluppare in campo sociale – tenuto conto delle particolarità territoriali e dei bisogni differenziati espressi dalle comunità – per attivare o potenziare seguenti aree di intervento, fra le quali attività di servizio sociale dedicato alla presa in carico e gestione dei bisogni sociali delle persone affette da COVID-19 dimesse dagli ospedali, attraverso il supporto psico-sociale per la persona e la sua famiglia, in particolare per le estreme fragilità e per tutti quei soggetti che, a seguito dell’emergenza COVID-19, si trovano in una situazione di forte disagio psicologico

La Regione Piemonte ha fornito (DGR 13 marzo 2020, n. 21-1132) Indicazioni di dettaglio per i servizi sociali durante l’emergenza del virus COVID-19 per tutti i servizi di natura sociale dell’intero territorio della Regione Piemonte, a seguito delle disposizioni previste nel D.P.C.M. del 9 marzo 2020 e fatte salve quelle impartite dalle autorità locali; pertanto tutte le disposizioni inerenti prestazioni socio-sanitarie devono essere adottate in accordo con le Aziende Sanitarie Regionali, in particolare con i Distretti Sanitari e le diverse unità di valutazioni multidimensionali competenti anche in relazione alla possibile riconversione/riorganizzazione dei servizi; a seguito dell’eventuale riconversione\riorganizzazione dei servizi socio sanitari, gli Enti gestori corrispondono le risorse per le attività effettivamente rese nei limiti degli accordi economici già in essere con le ASR.

CONSIDERAZIONI

Le azioni delle Regioni di fronte all’emergenza del covid 19 sono caratterizzate da scelte che denotano una carenza di regia a livello nazionale in grado di determinare un quadro di riferimento tale da garantire a ogni persona con le sue specificità, ad ogni cittadino, ad ogni famiglia, ad ogni lavoratore, ad ogni impresa, uniformità di trattamento e di aiuto.

Sono state comunque individuate dalle Regioni specifiche azioni di contrasto alla povertà richiamando in tal senso la funzione del terzo settore nel suo apporto di prima istanza di aiuto e sostegno alle persone di condizioni di disagio, di isolamento, di fragilità, di intercettazione e segnalazione del bisogno (Basilicata, Lazio).

La famiglia è stata oggetto di specifiche attenzioni, fino alla conferma di politiche famigliari già avviate da tempo (Lombardia, con il pacchetto famiglia) sia a particolari forme di aiuto (Basilicata, Fondo Social Card Covid 19; Molise, Fondo regionale di solidarietà Covid-19, Lazio, fondi specifici di sostegno familiare, Sardegna), nonché forme di sostegno per condizioni di risorse per far fronte a bisogni primari quali l’abitazione (Lombardia, Toscana).

I minori sono stati oggetto di attenzioni con interventi di sostegno alle famiglie (Campania, Emilia Romagna, Piemonte, Umbria, Bolzano).

Comunque l’innesto dell’ emergenza sanitaria in azioni di sistema è stata individuata, nella specifica articolazione locale dalla Regione Campania, e con maggiore profondità dalla Regione Lazio, che ha individuato negli Uffici di Piano e nei Piani di Zona i riferimenti strategici per il coordinamento e la promozione degli interventi con l’approntamento di specifiche linee guida, basate sul ruolo del segretariato sociale e sul servizio sociale professionale.

A fronte di quanto determinato dalla drammatica crisi epidemiologica, si ritiene opportuno riprendere il quadro di riferimento già esistente sopra descritto, che, anche in relazione alle prospettive di un prossimo futuro, non potrà non tenere conto della immediata necessità di potenziare e rilanciare il servizio sociale di competenza dei comuni singoli o associati negli ambiti sociali, e del personale socio-assistenziale ivi impiegato, con riferimento particolare agli assistenti sociali, intesi quali professionisti competenti nello svolgimento delle prestazioni di orientamento, di accompagnamento, di aiuto e di sostegno psico-sociale per persone famiglie, gruppi e comunità in situazioni di bisogno e di disagio.

In tale contesto Infatti il servizio sociale professionale per come si esprime quale livello essenziale delle prestazioni sociali (art. 22 della legge 328/2000) si conferma quale primo servizio di prossimità, collocato nel livello comunale, che rappresenta il primo livello di sussidiarietà verticale, perché rappresenta la prima risposta ai bisogni ed agli interessi dei cittadini.

Lo stesso servizio, inquadrato nel contesto dell’Ufficio di Piano, che rappresenta lo strumento di programmazione, realizzazione, coordinamento del complesso dei servizi presenti sul territorio, monitoraggio, con il Piano di Zona, sua espressione operativa, si pone quale struttura fondamentale per lo svolgimento dei servizi alla persona ed alla comunità, come indicato dal d. lgs. n. 112/98.

Tale situazione pone l’esigenza della definizione a livello statale di un Piano sociale di emergenza specifico – e relativa cabina di regia – con il relativo finanziamento aggiuntivo, in grado di indicare alle Regioni attraverso linee-guida le azioni da svolgere per una uniforme attuazione del complesso degli interventi e dei servizi rivolti alle persone, alle famiglie, ai gruppi.

Come già verificatosi per il Piano nazionale per la non autosufficienza, a loro volta le Regioni devono elaborare specifici piani regionali coordinati ed integrati per l’emergenza sociale, per la formulazione a livello di Ambito Sociale, nel contesto dei Piani di zona, di cui vi sono accenni nelle iniziative della Regione Campania e della Regione Piemonte, di specifici piani sociali per l’emergenza sociale, sulla base dei finanziamenti per l’assunzione di personale necessario secondo specifici parametri in rapporto al bisogno espresso, che non riguardano solo il lato economico, ma tutto il complesso delle condizioni di disagio, di incertezza, di fragilità, di abbattimento della qualità della vita, che colpisce ormai tutta la popolazione.

Tale situazione pone l’esigenza della definizione a livello statale di un Piano sociale di emergenza specifico – e relativa cabina di regia – con il relativo finanziamento aggiuntivo, in grado di indicare alle Regioni attraverso linee-guida le azioni da svolgere per una uniforme attuazione del complesso degli interventi e dei servizi rivolti alle persone, alle famiglie, ai gruppi.

Come già verificatosi per il Piano nazionale per la non autosufficienza, a loro volta le Regioni devono elaborare specifici piani regionali coordinati ed integrati per l’emergenza sociale, per la formulazione a livello di Ambito Sociale, nel contesto dei Piani di zona, come indicato dalle Regione Campania e dalla Regione Lazio

Occorre pertanto individuare specifici piani sociali per l’emergenza sociale, sulla base dei finanziamenti per l’assunzione di personale necessario secondo specifici parametri in rapporto al bisogno espresso, che non riguardano solo il lato economico, ma tutto il complesso delle condizioni di disagio, di incertezza, di fragilità, di abbattimento della qualità della vita, che colpisce ormai tutta la popolazione.

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