Arrestati tre commercialisti della Lega, 11 Settembre 2020


Andrea Manzoni, Alberto Di Rubba e Michele Scillieri sono stati arrestati ieri a Milano, con l’accusa di peculato, turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Si tratta di tre commercialisti della Lega, vicinissimi a Salvini. Di Rubba e Scillieri sono i revisori contabili del partito di Matteo Salvini alla Camera e al Senato, Manzoni è il professionista che ha liquidato la Padania. Secondo i magistrati, si sono intascati 800 mila euro grazie a una cura fallimentare capitata a Scillieri, quella della Paloschi srl che possedeva un immobile a Cormano. Mediante una serie di prestanomi, Scillieri ha venduto l’immobile a una sua società per 400 mila euro, e questa società l’ha poi rivenduto alla Regione Lombardia. Ha raccontato tutto ai magistrati il detenuto Luca Sostegni, che aveva partecipato all’operazione senza prendere neanche un euro [Colaprico – De Riccardis, Rep]. Per la Lega ha parlato Stefano Candiani, ex sottosegretario all’Interno nel governo gialloverde e stretto collaboratore di Salvini: «Perché dopo sei mesi vengono messi ai domiciliari, guarda caso a pochi giorni dalle elezioni? Perché hanno aspettato tutto questo tempo per un provvedimento del genere se temevano la fuga o l’inquinamento delle prove?» [La Mattina, Sta].
«Quando il 19 maggio il decreto Rilancio (poi convertito in legge il 17 luglio scorso) stabilì che non potevano più essere accusati di peculato gli albergatori che non versavano ai Comuni le tasse di soggiorno, qualcuno disse che era una legge ad personam per favorire il suocero del premier Giuseppe Conte. Cesare Paladino, papà di Olivia e patron del lussuoso Hotel Plaza di Roma, aveva infatti patteggiato nel 2019 un anno e due mesi con pena sospesa per aver omesso di versare al Campidoglio oltre due milioni di euro di contributo di soggiorno. La depenalizzazione avrebbe permesso anche a lui di ricorrere e tornare ad avere la fedina penale pulita. Ma non è così secondo la procura di Roma: per i pm la norma non è retroattiva.
I magistrati coordinati dall’aggiunto Paolo Ielo hanno redatto un parere in cui forniscono la loro lettura della nuova legge. Che, certo, depenalizza quella condotta ma non il reato. Il che vuole dire una sola cosa: non vale per i fatti commessi prima del 19 maggio» [Vincenzi, Rep].

I fondi della Lega e quel milione e 350 mila euro finito nei conti dei commercialisti arrestati
L’operazione immobiliare – il passaggio di parte degli 800 mila euro incassati dalla presunta vendita gonfiata dell’immobile per la Lombardia Film Commission a Cormano – dall’Italia alla Svizzera, su una fiduciaria panamense basata nel paese elvetico s’è rivelata essere solo un tassello delle indagini sui fondi della Lega della Procura e della Guardia di Finanza di Milano. Dall’operazione – che ha portato ai domiciliari per peculato, evasione e turbativa d’asta i tre commercialisti Alberto di Rubba, direttore amministrativo della Lega al Senato, Andrea Manzoni, revisore contabile per il Carroccio alla Camera e Michele Scillieri, «uomo di fiducia di Di Rubba» – sono venute fuori transazioni per un milione e 350 mila euro che il partito attraverso diverse società avrebbe passato ai tre professionisti. Transazioni effettuate anche grazie anche all’aiuto dell’ex direttore della filiale Ubi di Seriate Marco Angelo Ghilardi, ormai licenziato per non aver segnalato centinaia di operazioni sospette, prive di valide ragioni economiche. «Quando Ghilardi torna davanti ai pubblici ministeri, il 24 luglio, è sempre più amareggiato: “In pratica ho sempre insabbiato tutto”. Ghilardi si preoccupava e non senza ragione. Vede che sui conti arrivano fondi da Radio Padania, Barachetti service, Lega nord, Editorial Nord, “mentre le uscite sono destinate a Di Rubba, Manzoni, Studio Dea consuting e anche Centemero”. Operazioni strambe, certo, ma “tutto sempre a pareggio”, dice. Insomma, “dai flussi finanziari emerge il ritratto di una società fantasma, senza margini di profitto”. Quindi, “l’unica ragione sottesa a questi pagamenti triangolari – mette a verbale – potrebbe risalire all’intenzione di trasferire soldi. È questo un caso tipico di operazione da segnalare a fini anticiclaggio (…) Io ovviamente non l’ho fatto”». Nelle carte, si parla anche di un ricatto a Di Rubba e Manzoni da parte di Luca Sostegni – prestanome nell’ambito della compravendita dell’immobile di Cormano [Colaprico e De Riccardis, Rep].
A L’aria che tira Matteo Salvini ha ribadito che «la Lega non ha preso un solo euro. Io sono tranquillissimo. Da anni c’è qualcuno che cerca soldi in Russia, a Panama, a San Marino, in un sottomarino, anche su Saturno, ma niente… Semplicemente, i soldi non ci sono, i soldi la Lega li chiede ogni anno ai cittadini e alle imprese oneste che vogliono darci una mano, e ai parlamentari che li mettono di tasca propria».

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